«Ottima iniziativa quella di offrire finanziamenti a fondo perduto per avviare attività nel centro storico di Grottaglie.» E’ il commento del meetup Grottaglie 5 Stelle.

«Ma affinché questi fondi non risultino a lungo termine “perduti” – proseguono gli attivisti penta stellati grottagliesi – bisogna far sì che questi esercizi commerciali possano prosperare. Il centro storico (anticamente Casal Grande) e via Crispi (gravina di San Giorgio) possono avvalersi di uno status particolare rientrando nel Parco Regionale delle Gravine, da cui devo derivane benefici e non solo limiti e prescrizioni. Ad.es. dando incentivi per istituire una zona franca esente da tassazione, visto che spesso le imprese non reggono la mostruosa pressione fiscale perpetuata in Italia dai governi recenti. Come la Tari indebitamente raddoppiata dai comuni, tassa già di per sé iniqua e incostituzionale visto che si basa sui metri quadri e non sulla effettiva produzione di immondizia. Spazzatura che ancora spesso rende poco civile e fruibile il centro storico che varie segnalazioni di cittadini ci dicono ancora interessato sui tetti di amianto anche nelle canne fumarie.

Oltre a questi incentivi, occorre organizzare una serie di eventi che attraggano i visitatori nel centro storico e trovare ampia area parcheggio (anche per gli autobus). Un monumento in ceramica nel centro storico non guasterebbe qualcosa di spettacolare e unica creata dai nostri ceramisti.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di imitare lo stile di Ostuni/Alberobello. Invece è ancora problematica la situazione del decoro e del verde urbano, basta vedere la disomogeneità venutasi a creare tra via Diaz e via Campiteli. Gli alberi della prima via ci dicono trattati da una ditta del posto mentre quelli di via Campitelli da una di Brindisi, questo è il risultato della diversità estetica degli alberi, per non parlare della rotatoria 167 bis.

Sorvolando poi Grottaglie con Google Maps – conclude la nota del meetup Grottaglie 5 Stelle – ci preoccupano anche alcuni capannoni in zone centrali in stato di degrado vicini a alimentari e fruttivendoli ambulanti (abusivi?). Sempre da Google map sembra che non tutti gli edifici di nuova generazione abbiano istallato pannelli solari come prevede la normativa per usufruire delle agevolazioni legate alla certificazione energetica A+. Si potrebbero dare agevolazioni per chi toglie l’amianto dai tetti installando pannelli solari e intensificando i controlli tramite Gmaps e droni aerei.»