“Girando e rigirando” nella rete, ho trovato questo bel resoconto sul culto per la Madonna del Carmelo.

Lo posto così come è, senza cambiare nemmeno una virgola, fedele alla mia convinzione che “si ama solo quando si conosce” e noi tutti abbiamo molto bisogno della conoscenza e del sapere.  A Grottaglie questo culto non conosce pause ed il 16 di luglio raggiunge il suo punto più alto,grazie all’attività della Chiesa del Carmine e della relativa sua Congrega organizzatrici dei festeggiamenti:

La devozione dei Cristiani verso la Madre di Dio ha fatto fiorire tanti titoli in suo onore. Molti di essi riflettono la realtà delle prerogative di cui il Signore ha arricchito Maria: Immacolata, Vergine, Madre delle Grazie, Assunta, ecc.; altri titoli esprimono le lodi che l’amore detta: Madre del buon Consiglio, Consolatrice degli Afflitti, ecc.; altri ancora sono legati al luogo presso cui particolarmente si venera: Madonna del Tindari, del Carmelo, di Pompei, di Lourdes, ecc…

II Carmelo è una collina della Palestina, su cui, secondo i libri storici a il Vecchio Testamento, si rifugiò il profeta Elia perseguitato per dedicarsi, come eremita, alla preghiera. Era circa I’anno 860 a.C.. Attorno ad Elia a dopo di Lui, fiorisce una scuola di profeti a di eremiti, in una ininterrotta tradizione fino alla venuta di Cristo. “Storicamente parlando, I’origine di questo titolo (Madonna del Carmelo), è da ricercarsi nell’antica e veneranda cappella, consacrata alla Vergine sul Carmelo e denominata Santa Maria del monte Carmelo. Intorno ad essa si erano riuniti gli eremiti del Carmelo, professando uno speciale culto alla Vergine, ed essa fu I’origine del titolo”: (Cava a Coan; profilo, storia uomini a cose – Roma 1951). “Gli storici più antichi fanno risalire la costruzione della cappella all’anno 83/86 d.C.”. Infatti lo storico Giovanni De Venuta (anno 1368) sul suo libro “Cronache” dice “Nell’anno dell’incarnazione 83, i frati Carmelitani, demolendo I’antica casa di preghiera, edificarono alla prima Vergine, cioè alla Beata Vergine Maria Madre di Dio, una cappella sul monte Carmelo, vicino alla fonte di Elia, in quel posto, sul Carmelo, dove il profeta, pregando, vide la nuvoletta a forma di uomo che ascendeva dal mare, per cui i predetti frati… furono chiamati Fratelli della beata Maria del monte Carmelo (i Carmelitani)”.

Verso il 1238, la Terra Santa, invasa ormai dai Saraceni, diveniva inospitale ai frati rimasti vivi dopo le persecuzioni; essi si trasferirono in Europa, soprattutto in Sicilia. Nel 1252, era generale dell’ordine Carmelitano Simone Stok; le difficoltà religiose a sociali del tempo, rendevano difficile la sopravvivenza dei nuovi arrivati in Europa. “II Santo Generale ricorre alla Madonna… perché I’Ordine Carmelitano gode del titolo speciale di Maria, per cui Maria è impegnata a fondo con I’ordine… In questa atmosfera avviene I’apparizione della Vergine benedetta circondata da una moltitudine di Angeli: tiene in mano lo scapolare dell’Ordine e mostrandolo dice: “Questo sarà per tutti i Carmelitani il privilegio, che chiunque morirà con questo non patirà il fuoco eterno” (opera citata). L’intervento dell’autorità ecclesiastica estendeva la devozione ed i privilegi a tutta la Chiesa. Si dice che il Papa Giovanni XXII, ricorrendo incessantemente alla Madonna affinché liberasse la Chiesa dalle prepotenze di Filippo il Bello a Ludovico il Bavaro, ebbe una visione durante la quale Ella gli promise I’intervento, a lo invitò a pubblicare un privilegio da Lei ottenuto da Dio: pronta liberazione dalle pene del purgatorio, in quelle anime che avessero coltivata la devozione dello scapolare del Carmelo.

Nasce così la bolla del 3 marzo 1322, emanata ad Avignone da Papa Giovanni XXII. Di seguito riportiamo il testo integrale del documento : “La Vergine del Carmelo, un giorno, mentre io genuflesso La supplicavo, mi apparve tutta splendente e mi disse : O Giovanni, Vicario in terra del mio diletto Figlio, concedi al mio santo e devoto Ordine del Carmelo, incominciato da Elia e da Eliseo su quel monte, un’ampia e generosa conferma colla quale tu sanzioni sulla Terra ciò che fù sanzionato in cielo dal mio Figlio, cioè che chi persevererà nei voti di ubbidienza, castità e povertà si salverà. E se altri ancora estranei per sola devozione entreranno nell’Ordine o in una Confraternita e porteranno lo Scapolare chiamandosi Confratelli e Consorelle del mio Ordine, saranno liberi ed assolti da una terza parte dei loro peccati, fin dal primo giorno del loro ingresso nell’Ordine. Nel giorno in cui essi morranno, se saranno confinati nel Purgatorio, Io loro Madre scenderò graziosamente presso di loro il sabato che seguirà alla loro morte, e tutti quelli che troverò in Purgatorio li libererò e li condurrò al monte della vita eterna. Ciò detto disparve questa mirabile visione.” Il documento citato, detto “Bolla Sabatina”, ebbe l’effetto di salvare l’Ordine dalla estinzione e di incrementare immediatamente la diffusione dello Scapolare non solo tra i laici, ma anche nel Clero.

La devozione alla Madonna del Carmelo si diffuse in tutta I’Europa molto rapidamente, per cui si può dire che non c’è paese o addirittura Chiesa che non abbia la sua confraternita del Carmine con migliaia di iscritti. Sconosciamo a quale anno risalga la tradizione del Patronato della Madonna del Carmine su San Filippo del Mela, a come essa sia stata introdotta. Ciò sarebbe di particolare interesse, poiché ogni confraternita è stata ricca di storia e tradizioni sia nelle sue origini che nella sua vita; infatti la sua organizzazione in ogni luogo si esprimeva in attività assistenziali a religiose di vario genere. P. Ludovico Saggi dell’Ordine del Carmelo, nel volume “La Bolla Sabatina” afferma che l’obiettivo di questo documento fu quello di assicurare i “Mantellati” cioè i membri della Confraternita dell’Ordine che portano il mantello “signum habitus” e non solo lo scapolare “l’habitus”, circa il godimento dei privilegi dell’Ordine. E’ certo comunque – afferma L. Saggi – che un po’ alla volta l’aggregazione di persone secolari all’Ordine si ottenne anche attraverso lo scapolare, quando questo ereditò il “privilegio sabatino”. In seguito la data del 16 Luglio, originariamente festa dell’abito, divenne anche il giorno dedicato a Maria SS del monte Carmelo.

Pio IX si gloriava di essere confratello del Carmine “sin dall’infanzia “; Benedetto XV voleva che i suoi seminaristi indossassero tutti lo scapolare del Carmine; e Pio XI la definiva l’appartenenza alla confraternita “La più grande Indulgenza” .