Il teatro e’ antichissimo ed e’ vita , cultura e rappresentazione. Come sarebbe bello ritornare ai tempi di Aristofane nell’antica Grecia, ,di Plauto e Terenzio nell’antica Roma. E magari, seduto “comodamente” su una vecchia panca di legno, assistere allo spettacolo dell’era elisabettiana in Inghilterra o a quello di Moliere in Francia o alle divertenti commedie goldoniane a Venezia.E vogliamo dimenticare Dario Fo ed il suo premio Nobel?
Il palcoscenico e’ magia e fiaba che ti prendono per portarti in un mondo lontano dove le nuvole rosa cacciano quelle nere ed il sogno ti fa capire la bellezza dell’esistenza umana.

In questo ambito voglio qui ricordare un’Associazione culturale locale che da anni si prodiga per allestire spettacoli ed eventi artistici sul nostro territorio per la diffusione e la promozione della cultura teatrale e non solo quella.Ancora piu’ encomiabile e lodabile questa loro attivita’ perché la lingua usata é il nostro dialetto locale verso il quale, fortunatamente, e’ cambiato l’atteggiamento sia della gente comune sia di quelli che vengono etichettati con “gente di cultura”.

Riporto testualmente dal sito del Piccolo Teatro di Grottaglie: ”Le origini dell’ associazione culturale “PICCOLO TEATRO di GROTTAGLIE” risalgono alla seconda meta’ degli anni ’60 quando, presso la parrocchia SS. Annunziata di Grottaglie, un gruppo di giovani forma la “Compagnia dei Simpatici”. Le rappresentazioni sono date nella vecchia sagrestia in cornu epistolare. I primi lavori sono la farsa ” Lu Capelloni Scucculatu”, e la commedia “Scinni patrunu ca ma ffa li cunti” , entrambe di Cosimo Piergianni; con la farsa la compagnia partecipa ad un concorso indetto nella vicina citta’ di Montemesola, classificandosi al secondo posto (1967). Qualche anno dopo, nel 1972, il gruppo si trasferisce presso il centro di letteratura della scuola elementare Sant’ Elia, guidato dall’ insegnante Cosimo Piergianni. Tra le attivita’ del centro, quella del teatro prevale e nasce cosi’ il “PICCOLO TEATRO DI GROTTAGLIE”; questo si consolida dandosi un regolamento, i cui punti principali sono l’amore per Grottaglie e per il teatro, la storia e le tradizioni del proprio paese, ma la finalita’ più importante del gruppo è l’amicizia e la crescita culturale ed umana dei soci.
La prima commedia offerta al pubblico, è “Retu la porta ti Zì Tunatu” e poi la riproposizione di “Scinni Patrunu” e di ” Lu Capelloni scucculatu”, tutte rigorosamente in vernacolo; queste saranno rappresentate nell’atrio del castello Episcopio di Grottaglie e nella sala teatro “San Francesco De Geronimo”, dei Padri Gesuiti, noto come Teatro Monticello.

Nel 1975 il gruppo partecipa al primo Festival del teatro dialettale pugliese organizzato dai servizi culturali dell’ epoca, UNLA, patrocinato dal comune di Grottaglie e dalla Provincia di Taranto.Il gruppo vede aumentare la propria notorietà tanto che nel 1975 uno dei suoi soci aderenti, il sig. Emanuele Esposito, offre i risultati dell sue ricerche storiche (storie, canti, stornelli…) con preghiera di diffonderli tra il popolo grottagliese ed ecco quindi “Mi Rricordu nu giurnu cantavi”, spettacolo di canti racconti e poesie della tradizione popolare grottagliese, il quale verrà pubblicato in un libretto dal titolo omonimo. Nel 1980 “Venne la Notte”, canti poesie di carattere natalizio.
Sostenuto dall’ardore dei neofiti, il gruppo continua il suo lavoro con passione, dedicandosi all’attivita’ teatrale per cui, sfruttando il materiale donato dal socio Emanuele Esposito allestisce “La Nativita’ di Porzia” , “Ronza, Cocu e l’ancilu ti Natale” (commedie Natalizie) e “la Cunnannata” opera inquisitorial seguira’ “Papa Giru” che risultera’ essere un’analisi sul brigantaggio meridionale. Negli anni a seguire la cooperativa ha voluto allargare i propri orizzonti ed ecco quindi che “La sollevazione di Grottaglie nel 1734” (di Pietro Pierri) riceve il primo premio ex aequo nella rassegna teatrale della città di Trani.
Nuovi brani musicali, ad opera del M° Armando Donatelli, si aggiungono al già cospiquo bagaglio dell’ associazione, come pure altre commedie “La natività”, ” Pi li strate tli Vurtaghie” (primo premio nella rassegna teatrale di Pulsano) “Nà serata ti carniali”, ecc..
Soddisfazione per l’associazione è un pubblico sempre crescente ed attento agli spettacoli, che annualmente si propongono. Inizia a far conoscere i capolavori mondiali
“Lu carucchiaru”, “Malatu a forza” e “Lu facciaru” di Molière, tradotti in vernacolo dal prof. Pietro Pierri .

L’ associazione non disdegna di collaborare con altri gruppi presenti sul territorio, infatti con il “Gruppo Grotte Grottaglie” ,organizza le manifestazioni natalizie all’interno della grotta di Bucito (da qualche anno questo evento e’ stato sospeso per il pericolo di crollo della stessa grotta), con gruppi parrocchiali ,con enti di beneficenza riconoscuti (ANT,ecc.) e di cittadini bisognosi.
Gli spettacoli vengono arricchiti da canti e balli di propria creazione e da quelli che rievocano le tradizioni come la Tarantata, che rievoca il Tarantolismo in Puglia”.

Mi fermo ricordando la prossima fatica di questa benemerita Associazione culturale:”Nnu saccu di Mbruègghji…” che si terra’ il 31 marzo, il 1° e 2 aprile presso il teatro “Monticello” a Grottaglie.

Naturalmente l’invito ed il consiglio e’ quello di… non perdersi questa rappresentazione.