In questo periodo è abbastanza facile incorrere in questi spiacevoli episodi. Ecco qualche consiglio su come intervenire:

1. Le meduse

è un animale planctonico, in prevalenza marino, appartenente al phylum degli Cnidari, che assieme agli Ctenofori formavano una volta quelli che erano i Celenterati.

2. Capacità urticanti

medusaI loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, gli cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. Hanno funzioni difensive ma soprattutto offensive (per paralizzare la preda).

3. Come ci si punge?


Esse si attivano quando vengono toccate, grazie a un meccanorecettore dettocnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae. Le cnidae possono essere di diverso tipo: nematocisti o spirocisti, e sono collegate ad appositi organuli, cnidoblasti che contengono un liquido urticante

4. Liquido urticante

Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico.
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5. Reazioni alla puntura

Le sostanze urticanti liberate dalle nematocisti delle meduse provocano: una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore,vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore. Questa reazione è dovuta all’effetto tossico diretto del liquido contenuto in tentacoli di medusa (nematocisti). A volte, le meduse possono provocare lesioni cutanee ritardate nel tempo. La reazione cutanea alla medusa ritardata nel tempo rappresenta una entità clinica seria nella quale si sviluppano lesioni di tipo eczematose a distanza di giorni o di mesi dopo il contatto con gli invertebrati, in questo caso si può anche ricorrere, nei casi più gravi, a terapie sperimentali con immunosoppressori.

6. Come alleviare il fastidio?

Comunemente vengono utilizzate soluzioni diluite a base di: bicarbonato di sodio, ammoniaca o acido acetico per lenire l’effetto urticante provocato dalle nematocisti delle meduse. Un recente studio statunitense, però, ha verificato che le stesse sostanze non hanno proprietà lenitive sul dolore; al contrario, l’anestetico per uso topico lidocaina, bloccando i canali ionici del calcio e del sodio delle nematocisti, mostra un’azione inibente il rilascio delle tossine, oltre che un’azione anestetica lenitiva sulla pelle colpita. Nella terapia di pronto soccorso viene anche usato l’aceto prima di applicare un bendaggio compressivo; oppure nel casi di tentacoli di Tamoya gargantua, una specie tropicale, il ghiaccio, il solfato di alluminio e l’acqua calda. Il farmaco di elezione, però, nel trattamento degli stati più gravi di reazione infiammatoria al veleno di medusa è lo steroide, che è in grado di controllare le complicanze infiammatorie più gravi.
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