Questa notte sarà la notte di San Lorenzo o meglio conosciuta come la notte delle stelle cadenti.

Esiste una tradizione, non solo grottagliese, secondo la quale se durante la notte di San Lorenzo, e cioè quella prima del 10 agosto, versiamo dell’ acqua in un vaso con dentro piantato del basilico, scopriremo il giorno dopo che nella terra compariranno dei piccoli granelli di carbone. Il riferimento chiaramente è al martirio di San Lorenzo che avvenne esattamente il 10 agosto del 258 dopo Cristo quando fu bruciato vivo sulla graticola a soli 33 anni, sotto l’ imperatore Valeriano, nel Campo Verano a Roma.

Ma allora come può essere collegato il fenomeno delle stelle cadenti a San Lorenzo ed al fenomeno del carbone nei vasi con dentro del basilico? Il nesso tra le stelle cadenti ed il martirio è lampante in quanto il brillare delle stelle ricorda quello dei carboni ardenti. Per il restante fenomeno però vi è anche una spiegazione scientifica. Infatti nel periodo che intercorre tra il 17 luglio ed il 24 agosto la Terra attraversa lo sciame di detriti cosmici, conosciuto come sciame meteorico delle Perseidi, prodotto da una cometa appartenente alla famiglia della cometa di Halley, chiamata 109P/Swift-Tuttle, dai nomi dei suoi scopritori, avente un diametro di 31 chilometri. Questa cometa che ha una alta probabilità di impattare il nostro pianeta, non prima che sia trascorso un millennio, tornò di grande attualità nel 1992 per il rischio d’ impatto previsto per il prossimo perielio previsto per 14 agosto 2126 ma che fu prontamente smentito a causa della confermata regolarità della sua orbita.

Il carbone che si rinviene nella terra non sarebbe altro che questo materiale cosmico che raggiunge la sua massima concentrazione nell’ aria il 12 agosto. Tuttavia la notte ricordata come quella delle stelle cadenti rimane il 10 agosto e “le stelle” vengono chiamate “lacrime di San Lorenzo”. Quindi si tratta in effetti di detriti cosmici, di piccolissime meteore che venendo a contatto con la nostra atmosfera a causa del fortissimo attrito divengono incandescenti e si consumano. Infatti queste stelle cadenti ai nostri occhi appaiono come scie luminose di brevissima durata, frazioni di secondo, al massimo pochissimi secondi, prima di scomparire. Ricordano nel loro aspetto proprio le faville che produce una graticola sulla fiamma.

E’ l’ occasione di stare in aperta campagna o sulla spiaggia di notte a contemplarle esprimendo di volta in volta un nuovo desiderio. Il giorno di san Lorenzo viene anche ricordato perchè è il giorno in cui l’uva raggiunge la sua ottima maturazione. Infatti a Grottaglie diciamo “Santu Larienzu, và int’la vigna e scaffiti mmienzu” col chiaro invito a consumare l’ uva che ormai è pronta per essere servita in tavola.

San Lorenzo, io lo so perchè tanto di stelle per l’ aria tranquilla arde e cade, perchè sì gran pianto nel concavo ciel sfavilla…” Da il “X Agosto” di G. Pascoli