L’11 settembre del 2001 – per la nostra generazione – è quello che è stato il primo settembre del 1939 per i nostri padri, quando la Germania nazista invase la Polonia, o il 28 giugno 1914 per i nostri nonni, quando a Sarajevo venne assassinato l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria. Tutti eventi destinati a causare per lunghi anni morte e distruzione, in guerre più o meno dichiarate che hanno coinvolto migliaia e milioni di uomini.
Dopo quelle tre date il mondo non è stato più lo stesso di prima, e purtroppo non è stato neppure migliore. L’11 settembre ha costretto la società occidentale a scoprirsi debole proprio in quei principi ed in quelle tecnologie che riteneva oramai irrinunciabili, a portato ciascuno di noi a mettere sul piatto della bilancia sicurezza e libertà, ha acuito – anche grazie a profeti di sventura e propalatori di nuove crociate in buona e cattiva fede – odi razziali, religiosi ed etici.
Forse non sapremo mai tutta la verità su quello che è accaduto quel giorno, non sapremo mai se ha ragione chi afferma che quegli attentati sono stati il frutto di una cospirazione americana che voleva creare il “casus belli” contro alcuni paesi arabi, non sapremo mai quanti sono stati gli eroi ed i vigliacchi in quelle ore, quante sono state le vittime e chi sono stati i carnefici. Sappiamo che è accaduto, e sappiamo che non dovrebbe accadere più.
Oggi, ciascuno di noi, dovrebbe fermarsi un attimo, guardarsi intorno, e dedicare un pensiero alle vittime dei tanti, troppi barbari che ogni giorno, in nome di odio, denaro e fanatismi assortiti., uccidono nel corpo e nello spirito vittime innocenti e troppo spesso e troppo in fretta dimenticate.
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