La scuola dello spaccio aveva messo radici nella città delle ceramiche. A sgominarlo, però, ci hanno pensato i poliziotti del commissariato grottagliese, guidati dal dottor Cosimo Candita. In tredici sono finiti in manette in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare spiccate dal dottor Pio Guarna, giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale, su richiesta del pubblico ministero Maurizio Carbone. La retata è scattata all’alba di questa mattina quando decine di poliziotti hanno battuto la cittadina.
Ma gli effetti del blitz, battezzato “White Snow”, si sono sentiti anche a Ravenna e a Catania, dove sono stati rintracciati Francesco Lupo e Gianfranco Saitta, entrambi di 31 anni, indicati tra i presunti promotori del giro di spaccio. Sei complessivamente le persone finite dietro le sbarre. Per altre sette, invece, sono arrivati gli arresti domici¬liari. Contro di loro gli esiti della certosina attività di indagine condotta dalla Polizia grottagliese. Intercettazioni e servizi di appostamento hanno consentito di illuminare il mercato dello spaccio gestito nella cittadina messapica.
Eroina e cocaina sarebbe arrivata a Grottaglie grazie a canali con la mala attiva nelle regioni del Nord. Poi sarebbe stata distribuita agli spacciatori al dettaglio. Proprio la catena dello spaccio ha riservato gli aspetti inquietante della vicenda. Le dosi di cocaina ed eroina pronte per essere smerciate sarebbero state affidate anche ad alcuni minorenni. La loro capacità di “rifornire” i tossici sfuggendo ai controlli della polizia sarebbe stata testata quotidianamente dai capibastone del giro di spaccio. Una vera e propria scuola per baby-spacciatori che non è sfuggita all’occhio attento degli agenti.
Tra il marzo del 2005 ed il settembre dello stesso anno i poliziotti hanno intensificato i servizi di controllo nella cittadina, in particolare in alcune piazzette del centro. Contestualmente sono stati intercettate alcune utenze telefoniche in uso ai presunti promotori dello spaccio. I dialoghi sono stati decifrati a dispetto del classico linguaggio criptico utilizzato in quelle conversazioni. La droga, infatti, nei dialoghi diventava un bicchiere di birra, una pistetta, una moto o un foglio rosa. Per quanto riguarda gli appostamenti sono stati effettuati nei pressi di numerosi locali. Inoltre un casolare abbandonato è stato individuato come centrale per la preparazione delle dosi che poi alimentavano il redditizio smercio di stupefacenti. Nel corso dell’indagine vennero effettuate anche alcune irruzioni che si sono tradotte nel sequestro di oltre duecento grammi di cocaina e di cento grammi di eroina. Gli esiti della corposa attività di indagine è stata ricapitolata nel rapporto arrivato all’attenzione del pubblico ministero Maurizio Carbone.
Alla luce degli elementi raccolti dalla Polizia il magistrato ha stilato ben sessantuno capi di imputazione. La sua richiesta è passata all’attenzione del gip che ha decretato il carcere per i soggetti ritenuti promotori del giro di pusher che in poco tempo era diventato un punto di riferimento anche per gli spacciatori dei paesi vicini. Stamattina il blitz con la pioggia di manette. Nell’inchiesta figurano indagate a piede libero altre nove persone.
Parallelamente, peraltro, è in corso una inchiesta della procura minorile, affidata al pubblico ministero Enrico Bruschi. Nel mirino la posizione di soggetti coinvolti nello spaccio e minori all’epoca dei fatti.
Fonte: Tarantosera
Tag:
droga grottaglie, arresti, commisariato, candita, polizia, commissiario grottaglie, polizia grottaglie
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