Domenico Cardone, un diversamente abile residente nella nostra città, in riferimento alle "barriere architettoniche" presenti a Grottaglie, ci invia una lettera aperta, spedita in copia anche al Prefetto di Taranto, al Sindaco di Grottaglie, agli Assessori Comunali ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica di Grottaglie, al Direttore dell'Ufficio Poste Italiane di Grottaglie e al Quotidiano di Puglia, alla Gazzetta del Mezzogiorno, al Corriere del giorno e a Livù.
"Mi chiamo Domenico Cardone, sono un disabile, nato nella cittaÌ di Grottaglie ed ivi residente.
Scrivo la presente per richiamare l’attenzione delle Istituzioni e dei mezzi di comunicazione locali su di un problema che chiunque come me eÌ costretto a servirsi di una carrozzella per attendere giornalmente alle ordinarie esigenze di mobilitaÌ in autonomia, si trova spesso ad affrontare, cioeÌ quello delle barriere architettoniche.
Malgrado da anni le leggi impongano l’eliminazione di questi “ostacoli” - si, percheì per me e quant’altri come me sono costretti su di una sedia a rotelle sono dei veri e propri ostacoli che ci impediscono di compiere autonomamente qualsivoglia attivitaÌ - nella cittaÌ di Grottaglie (TA) sono tutt’ora presenti barriere architettoniche che impediscono o limitano la mobilitaÌ su di una sedia rotelle.
Particolare attenzione vorrei si prestasse alle barriere architettoniche che limitano l’accesso all’ufficio postale piuÌ vicino alla mia residenza, cioeÌ il Grottaglie 001, a luoghi aperti al pubblico (vedi chiese e cimitero) ed a buona parte delle attivitaÌ commerciali.
Quanto all’ufficio postale, essendo risultato sempre impossibile il mio accesso attraverso le entrate ordinarie percheì gli obloÌ di sicurezza sono stretti per la mia sedia a rotelle, con la collaborazione dei dipendenti, una soluzione alternativa eÌ stata individuata nell’utilizzo della porta di servizio, ma non senza disagi, dato che il pulsante di chiamata per il personale interno che ogni volta mi presta assistenza eÌ posto ad una altezza non raggiungibile dalla mia posizione.
Quanto alle attivitaÌ commerciali, non sono pochi i bar, i ristoranti, le pizzeria, i negozi di abbigliamento etc che non posso nemmeno “ VISITARE” cosiÌ come vorrebbe la legge o percheì sprovvisti di scivoli o percheì dotati di scivoli su cui la mia carrozzella non eÌ manovrabile.
EÌ sufficiente prestare attenzione per le vie centrali e commerciali di Grottaglie (via Matteotti, via Marconi, via Parini, via Colombo) per rendersi conto di quante attivitaÌ commerciali sono dotate di scivolo per disabili e quante invece hanno dei gradini di accesso multipli. Oppure “tentare” di entrare al sabato sera in una pizzeria affollata e cercare le piste di manovra per disabili.
Un discorso simile vale per altri luoghi aperti al pubblico come il cimitero, dove non possiamo avere accesso alle cappelle, e la chiesa di S. Francesco di Paola che eÌ sprovvista di salita per disabili.
Eppure le leggi prescrivono che i luoghi sedi di attivitaÌ aperte al pubblico (come ad esempio negozi, esercizi commerciali in genere, banche, bar, poste ecc.) devono essere “VISITABILI” dai disabili.
A tal proposito il D.M. LL. PP. 236/89, la L.13/89, il D.P.R. 503/96 e successive modifiche in generale e gli artt. 5.2, 5.4, 5.5, 5.7 del richiamato D.M. LL.PP. in particolare, dispongono che:
• deve essere previsto almeno un percorso accessibile di collegamento dalla viabilitaÌ pubblica fino all'accesso dell'edificio;
• ove previsti, deve essere riservata quota parte del posti auto in parcheggio o autorimessa di pertinenza dell'edificio;
• devono essere accessibili gli spazi di relazione, intesi come gli ambienti, aperti al pubblico, destinati alle funzioni che caratterizzano quella attivitaÌ;
• qualora la superficie utile netta dell'unitaÌ immobiliare superi i 250 mq, deve essere previsto almeno un servizio igienico accessibile;
• eÌ inoltre opportuno considerare anche i percorsi a gli arredi fissi in modo che non costituiscano ostacolo o impedimento alla fruizione degli spazi di relazione come sopra definiti;
• nei casi di interventi in edifici privati aperti al pubblico ove si presenti un'effettiva impossibilitaÌ per il superamento di elementi di ostacolo (ad esempio per il grave pregiudizio di edifici o spazi vincolati, per assenza di spazio ecc.), deve essere garantito il requisito di VISITABILITIA’ CONDIZIONATA mediante l'apposizione, in prossimitaÌ dell'accesso, di un pulsante di chiamata con l'apposito simbolo internazionale di accessibilitaÌ, al fine di consentire una fruizione assistita ;
• che i luoghi di culto, le sale ed i luoghi per ristorazioni, spettacoli e riunioni devono avere almeno una zona della sala in piano, raggiungibile mediante un percorso continuo e raccordato tramite rampe garantendo uno spazio libero per la manovra delle persone su sedie a ruote;
Con l’auspicio che Ciascuno, in ragione delle Proprie competenze, possa contribuire alla risoluzione dei problemi esposti, porgo i miei saluti.
In fede: Domenico Cardone"
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TuttI i luoghi frequentati da persone – virtuali o meno che siano - poggiano le loro basi sulla necessità di rispettare un insieme di norme condivise per regolare il comportamento degli utenti e assicurarne la serenità. Nel nostro caso, le regole che seguono non richiedono altro che buona educazione e buon senso, cosa che riteniamo non manchi a nessuno degli utenti del nostro magazine.
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E' vietato offendere, insultare, ingiuriare, bestemmiare. Non si lanciano accuse, non si lanciano minacce, non si scende nel personale, non si calunnia nessuno. Chi ha accuse da fare vada in tribunale o si rivolga alle attività giudiziarie preposte. La "non osservanza" di questa come delle altre regole porta come conseguenza la cancellazione di commenti che la redazione a suo insindacabile giudizio ritiene "non congrui".
Gli utenti sono invitati ad usare un linguaggio il più possibile preciso e chiaro. Purtroppo a volte la tastiera fa brutti scherzi e non sempre si capisce quando uno è ironico, e una battuta scherzosa fa presto a degenerare in un flame (polemica). Prima di inviare il vostro messaggio, rileggetelo e cercate di evitare frasi o parole che potrebbero ingenerare confusione o doppi sensi.
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