Ci risiamo. Il pallone è mio e giochiamo come dico io. Il proprietario del pallone è il Partito Democratico. Gli "amici" del proprietario del pallone che vorrebbero (?) giocarci insieme sono i sinistrorsi del Presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola.
Oggettivamente Vendola non ha fatto sfracelli. Ne in senso negativo ne in senso positivo. Pertanto in una situazione di equilibrio la sua ricandidatura è sacrosanta, senza se (primarie) e senza ma (accordi).
Michele Emiliano, dal canto suo, ha fatto la "carriera politica" in fretta e fa bene a pretendere e a puntare i piedi. La sua forza politica nell'alta Puglia è un dato di fatto.
Ha commesso qualche errore in questa disputa: ha richiesto le primarie, poi le ha rifiutate, poi le ha riformulate (con condizioni), poi le ha nuovamente rigettate.
Riunioni riscaldate, assemblee nel caos, incontri saltati. E' da settimane che il centro operativo della sinistra pugliese cerca di fare quadrato attorno alla vicenda.
Per "farsi forte" della volontà di "non volere" ricandidare Nichi Vendola (per quali motivi poi?), il Pd ha pensato bene di allearsi con Di Pietro e Casini.
Si potrebbe pensare ad un discorso di numero di voti.
Insomma sia l'Idv che sopratutto l'IUDC, in Puglia, sono da sempre l'ago della bilancia fra destra e sinistra. Ma non dovrebbe essere proprio questa la ragione. E Di Pietro, che è furbo (in senso buono) e molto astuto, si regola di conseguenza. Insomma, il PD non ha formulato valide motivazioni per cui Nichi Vendola debba farsi da parte. Allearsi con chi, preclude a priori la ricandidatura del presidente uscente, agevola di gran lunga le esigenze di chi chiede le motivazioni di tale scelta.
Insomma, non voglio Vendola di nuovo Presidente? E non ho giustificazione per non ricandidarlo? Beh, mi alleo con chi pubblicamente "non lo vuole" cosi ho trovato la motivazione. Più facile di così.
Nell'ultima riunione, tenuta ieri, i vertici del partito, mancava solo Bersani (Il leader), hanno tagliato la testa al toro escludendo, pare, Michele Emiliano, e proponendo come "salva situazione" il pugliese Francesco Boccia. Si, lo stesso Boccia che cinque anni fa perse le primarie proprio contro Nichi Vendola, esattamente alla vigilia delle stesse elezioni regionali.
Certo che in questo modo il PD ha evitato la leggina ad personam richiesta dal sindaco di Bari, che invece l'aveva denominata "salva Bari": Emiliano chiedeva di approvare un legge che eliminasse l'obbligo di dimettersi da sindaco in caso di ricandidatura regionale per il 19 gennaio.
Ma ormai la sua candidatura, "dovrebbe", esser definitivamente decaduta.
In teoria ora Boccia dovrebbe cercare un'intesa con Vendola, per capire come meglio "zuccherare" la decisione di non ricandidarlo.
Il Pd sembrerebbe finalmente esser uscito dalla fase di stallo per questa vicenda, ma fino a quando,max 48 ore, non si saranno trovati accordi e alleanze valide per tutti, informa che quello di Boccia è solo un mandato esplorativo, necessario per ampliare le forze:
«La segreteria nazionale del Pd e la segreteria regionale pugliese, in relazione alla situazione determinatasi per la preparazione delle elezioni regionali, hanno dato mandato all'on. Francesco Boccia di ricercare e costruire attorno a sé le condizioni politiche e programmatiche di un'ampia alleanza da proporre agli organismi dirigenti del partito, nei tempi più brevi possibili», si legge in una nota dell'ufficio stampa del Pd. «Questa scelta è in coerenza con la strategia nazionale del Pd, tesa a costruire in tutte le regioni nuove e ampie alleanze programmatiche».
Tag:
boccia, vendola, francesco, nichi, sinistra e libertà, puglia, caos, vicenda, situazione, elezione, regionale, elezioni regionali, presidente della regione, fitto
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