Sono pronto a dimettermi dall'incarico se non ci saranno cambiamenti in grado di rendere incisiva l'azione dei parlamentari inquirenti. Lo dico senza un attimo di esitazione, ammettendo che nel caso dell'ospedale di Vibo Valentia - visitato dai commissari un anno fa, dopo la morte di una ragazza in sala operatoria, e dove si è ripetuta la tragedia - bisognava chiudere la struttura.
In quel caso avremmo dovuto chiedere la chiusura del nosocomio che andava sostituito con un ospedale da campo, per dare un segnale forte e sottolineare la precarietà dell'offerta sanitaria in quell' area. Queste proposte le ho suggerite nella relazione finale all'ispezione.
La Commissione, in quel caso, ritenne eccessiva la mia indicazione. Ma ci siamo ritrovati con un'altra vittima. Per me le Commissioni di inchiesta parlamentari, in teoria, sono importanti perché consentono il controllo e stimolano al miglioramento. I risultati, però, spesso sono vanificati da un atteggiamento “diplomatico” che non punta su decisioni incisive, in grado di dare segnali di certezza. È ora che si scelga una nuova rotta. Anche perché alla Commissione d'inchiesta parlamentare sul Ssn non mancano gli strumenti per “contare”.
La Commissione ha poteri di tipo giudiziario, ma si è troppo orientati verso una politica “timida”, di compromesso, in parole povere il potere c'è ma non si mette in campo tutto. Dobbiamo renderci conto, però, che non basta più segnalare, altrimenti non abbiamo ragione di esistere.
Nel mio appello non c'è nessun intento polemico, e mette in evidenza la grande competenza, la capacità e il senso di equilibrio con i quali l'attuale presidente della Commissione d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Ssn, Antonio Tomassini, porta avanti il difficile lavoro. La denuncia vuole essere piuttosto un tentativo di far crescere la Commissione, di potenziare la sua funzione.
Anche per questo chiedo un adeguamento del budget per la Commissione che però è rimasto lettera morta. Altra nota dolente, secondo me è la duplicazione della funzione inquirente, con la costituzione alla Camera della Commissione sugli errori medici. Una cosa che, francamente, non ha senso.
Sarebbe più utile, invece, pensare ad unire le forze, per esempio con una bicamerale, che sia più incisiva e che possa contare su un budget unico. La Commissione della Camera, infatti, ha praticamente gli stessi obiettivi della nostra. Unendole si potrebbe anche risparmiare.
Senatore Giuseppe Caforio Vice presidente Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale
Fonte: Lilli Ch. D'Amicis Addetto Stampa Senatore Giuseppe Caforio
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