I l giro di vite contro la violenza sembra ormai aver raggiunto anche le aule giudiziarie. Ieri a Taranto il giudice monocratico Patrizia Nigri ha emesso una sentenza che, anche se non farà giurisprudenza, rappresenta un'importante innovazione. Al di là delle condanne inflitte a otto ultras del Taranto per le violenze che portarono alla sospensione di Taranto-Massese, ha condannato gli stessi a risarcire i danni alla Lega di serie C e al comune di Taranto. È la prima volta che questo accade e forse rappresenta il più serio deterrente alla violenza.
LA NOVITA' Condannare al risarcimento dei danni significa che viene riconosciuto il danno subito da chi organizza l'evento sportivo. La novità è che per la prima volta viene applicato questo principio a incidenti procurati dagli ultras, ma la cosa più importante è quello che potrà avvenire a Napoli, al processo per Moggiopoli. In quel caso la Federcalcio e la Lega si sono costituite parti civili e se si arriverà alla condanna degli imputati, questi potranno essere in seguito chiamati a rispondere dei danni all'immagine del campionato. Contro gli ultras, comunque, si tratta di un passo importante. Per molti di loro le condanne penali «scivolano» e addirittura per qualcuno sono una sorta di «medaglia» da mostrare agli amici. Il dover risarcire i danni probabilmente colpisce molto di più.
LA SENTENZA Tutti condannati, ma con pene più lievi di quelle chieste dall'accusa. Per otto ultras del Taranto, responsabili degli incidenti che hanno portato alla sospensione della partita con la Massese dell'11 novembre, ieri è arrivata la sentenza, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Taranto. Pene, però, più miti di quelle richieste dal pm Alessio Coccioli, perché riconosciute le attenuanti generiche: 3 anni e 8 mesi a Gaetano Cava (ne erano stati chiesti 6), 3 anni e 4 mesi a Fabio Murianni (chiesti 5) e 3 anni per Gaetano Galiano, Marco Rodero, Nicola Cascione, Cosimo Pizzolante, Giovanni Ferola e Giovanni Straziota (dei 4 chiesti). Confermati i reati: devastazione, danneggiamento, atti di violenza in manifestazioni sportive, resistenza e, in alcuni casi, lesioni a pubblico ufficiale.
RISARCIMENTO Tutti sono stati anche condannati al risarcimento dei danni, che verrà stabilito in sede civile: due le parti civili, la Lega di C (che chiede 100.000 euro) e il Comune di Taranto (che chiede un milione), mentre la richiesta del Taranto è stata bocciata per vizio di forma. Il Giudice monocratico Patrizia Nigri, inoltre, non ha deciso sulle istanze di scarcerazione (se ne parlerà forse lunedì) e gli otto sono rimasti in carcere.
L'ALTRO ULTRÀ Il nono degli ultras arrestati, Claudio Morabito sarà processato venerdì prossimo, non avendo richiesto il rito abbreviato. A tutti è stato notificato il provvedimento di divieto di ingresso allo stadio e divieto di trasferte con obbligo di presentarsi in Questura per i prossimi cinque anni.
Fonte: Gazzetta dello Sport
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