Il Consiglio Comunale monotematico del 1° Settembre ha riaperto la stagione politico-amministrativa al Comune di Grottaglie. In realtà i “giochi” si riapriranno il 9 di Settembre (data del prossimo consiglio) ma quella del 1° Settembre è una data che tutta l’amministrazione comunale di maggioranza ed opposizione si è sentita in dovere di commemorare in un modo incisivo e proficuo per la causa della sicurezza sul lavoro : la morte per incidente di Michele Doria, operaio in una marmeria grottagliese.
Purtroppo nonostante il tema di attualità e di estrema importanza, e nonostante fossero stati convocati come relatori ben 13 ospiti, provenienti un po’ da tutte le realtà istituzionali e tecniche del settore della sicurezza sui luoghi di lavoro, abbiamo constato l’assenza dei due assessori con la delega più inerente al consiglio, non erano presenti infatti ne l’Assessore all’Urbanistica Francesco Donatelli ne l’Assessore ai Lavori Pubblici Ottavio Olrando, inoltre in tribuna il pubblico era assai scarso (appena 9 spettatori compresa l’inviata di GIR), e anche nella gabbia del consiglio comunale ad una certa ora la concentrazione e l’attenzione sono cominciate a venir meno – cosa quanto meno fatta notare durante il proprio intervento da una delle relatrici che si è ritrovata a parlare intorno alle 20:20 in un via vai di consiglieri dall’aula. Effettivamente la stanchezza (accumulata probabilmente anche durante il lavoro prima del consiglio) incombeva su tutti e fino al termine dei lavori ha persuaso alcuni ad andare via : solo pochi lo hanno fatto prima della deliberazione dell’o.d.g. mentre la maggiorparte dei consiglieri ha saputo tenere duro fino alle 21:30, ora adatta poi per inoltrarsi negli spazi della Ghironda – evento tenutosi la sera stessa nel centro storico –.
17:30 Il Consiglio Comunale (monotematico) dovrebbe avere inizio ma si aspetta di riempire l’aula coi consiglieri e di coordinare i numerosi interventi per far parlare tutti e per intervenire con domande a tema. 18:20 I lavori del Consiglio Comunale sono dichiarati ufficialmente aperti e si può procedere con gli interventi degli ospiti. Introduce l’argomento la consigliera Anastasìa Chiara che sottolinea più volte come in un settore, quale quello agricolo, esista un elevato sfruttamento dei braccianti ed un impiego del lavoro nero impressionante, ma spesso vengono messi in secondo piano anche altri problemi connessi alla sicurezza sul luogo di lavoro come le cosiddette “malattie professionali”. Anastasìa spera che al termine del consiglio l’assise riunita produca un documento, un protocollo d’intesa per la precisione, per trovare una linea comune di prevenzione e protezione dei lavoratori da seguire assieme ad altre istituzioni pubbliche. Durante l’intervento poi si parla del reparto di Medicina di Bari che si occupa specificatamente – ed è purtroppo l’unico in Italia – di malattie derivanti da stress e traumi lavoro e contratte sui luoghi di lavoro per l’esposizione o il contatto prolungato con sostanze nocive, cancerogene o quant’altro; questo reparto medico a causa dei tagli alla sanità sta per chiudere, o quanto meno ridursi all’osso. Anastasìa infine parla di quello che dovrebbe essere il ruolo dei sindacati e del bisogno che essi si costituiscano parte civile nei processi che trattino danni e morti dovuti ad infortuni sul lavoro, ma chiude l’intervento evidenziando il fatto che alla cura dei danni causato dal lavoro sarebbe preferibile la prevenzione nei luoghi e nelle sedi. 18:45 Interviene il Consigliere Gianfreda dell’opposizione. Evidente, egli dice, che ci si accorga che nonostante esistano leggi, direttive e quant’altro manchi tuttavia quella che lui chiama la “dovuta formazione”. Occorrerebbe informare e istruire i ragazzi – futuri lavoratori – sulla sicurezza sui luoghi di lavoro già durante il periodo scolastico, ed è quello che fortunatamente accade in alcuni istituti che tuttavia sono solo un granello nella sabbia rispetto a tutto il mondo della scuola italiana. 18:50 La parola al primo dei relatori ospiti : il dott. Giuseppe Gigante dell’INAIL di Taranto. Gigante espone dei dati statistici sul numero di infortuni e dei confronti fra il numero di infortunati del 2008 (pari a 7000) e del 2007 (pari a 5600) nella provincia tarantina. Sebbene il calo numerico sia evidente però ci sono da considerare tre fattori che deviano in tal caso i risultati : la gravità degli incidenti, il fatto che la decrescita numerica sia anche un fattore di disoccupazione (si lavora di meno e conseguentemente c’è meno rischio di farsi male) ed il fatto – come si mormora anche tra i presenti in tribuna – che spesso i lavoratori siano “a nero” e così come non se ne dichiari la presenza sul luogo di lavoro non se ne possa dichiarare l’infortunio o la morte. Dati tuttavia agghiaccianti se si pensa che la media (calcolando la base delle 8 ore lavorative e dei 20 giorni di lavoro a testa) ammonti a circa 7 infortunati ogni ora. Taranto nonostante le difficoltà – sottolinea Gigante – può vantare degli elementi di eccellenza quali la Scuola Edile ed il Comitato Paritetico, dove si cerca di prevenire e di educare ad un lavoro svolto in condizioni di massima sicurezza. 19:00 Interviene Giuseppe Monopoli presidente dell’AMNIL (Associazione Nazionale Morti ed Infortuni sul Lavoro). Monopoli è rammaricato dell’indifferenza che purtroppo permea il mondo istituzionale che spesso bypassa la questione sicurezza e con indifferenza la tratta come un qualcosa di scomodo: ecco perché l’associazione di cui fa parte ha voluto avviare un progetto a livello nazionale dal nome SILOS che introduca i ragazzi fin dalla scuola elementare alla sicurezza sul lavoro. Al termine del proprio intervento il dott. Monopoli ci tiene a dire che ricorre quest’anno il 60° anniversario dell’AMNIL (ricorrenza celebrata ogni seconda domenica di Ottobre) e che è in progetto data la sua modalità di ricorrenza itinerante, di festeggiare il prossimo anno a Grottaglie dove pare ci siano ben oltre 300 soci. 19:15 La parola al dott. Leone del Welfare accompagnato da due consulenti nonché colleghi che assieme a lui seguono la questione della sicurezza sul lavoro in Italia : l’Avvocato Dante Capriulo ed il Dott. Angelo Ruffo. Viene spontaneo a Leone esprimere il proprio rammarico sul fatto che la ben nota (ora sostituita dal Testo Unico) Legge 626/94 – che ricorre ancora nel linguaggio corrente come uno dei capisaldi della normativa sulla sicurezza e prevenzione dei lavoratori – sia percepita come un “lusso insopportabile per il paese”. Leone ricorda inoltre – per evidenziare il clima di estrema apatia che circonda l’argomento – che risale al 1978 una legge, la numero 833, la quale all’art. 24 delegava il Governo ad emanare entro il 31 Dicembre dell’anno allora in corso un Testo Unico per la sicurezza: testo che ha visto la luce solo nell’Aprile del 2008 e che è ad oggi ancora oggetto di rimaneggiamenti da parte dei legislatori in materia in quanto presenta lacune. Quel che però serve al momento – legge a parte – sono i suoi decreti attuativi, ossia il come rendere concretizzabile ciò che è citato nella norma scritta. L’intervento di Leone prosegue sul carente sistema educativo in materia e sulla denuncia dei casi di stress da lavoro correlato che hanno raggiunto la cifra di 1.500.000 di denunce. Leone infine lancia dei moniti affinché si fissino degli impegni con delle date precise e con un costante monitoraggio.
19:30 La parola al dott. Luciano Corléo della ONLUS “Contramianto ed altri rischi correlati”. Anche Corléo concorda sul dovere alla formazione, sul patrimonio culturale in fattore di sicurezza da non disperdere. Esistono però delle malattie sul lavoro che non sono dovute a traumi subitanei ma ad un’esposizione continua ad agenti patogeni e/o nocivi che spesso neppure gli stessi datori di lavoro conoscono come dannosi. Occorre informarsi ed informare. 19:40 Dott. Cosimo Semeraro, presidente dell’Associazione 12 Giugno – morti sul lavoro –. Quel che contesta Semeraro è il fatto che spesso i processi per infortuni sul lavoro cadano in prescrizione e che – come purtroppo è già accaduto – le associazioni non vengano riconosciute come parte civile, come anche i sindacati spesso che invece potendo essere un punto di forza per il miglioramento della situazione, per la denuncia del non rispetto della sicurezza sul lavoro, dovrebbero spingere proprio in questo senso. Semeraro poi continua il proprio intervento approfondendo i ritardi nella produzione di una normativa idonea sul tema trattato e la mancanza assoluta di coordinazione e competenza, oltre all’impassibilità verso quella che viene chiamata “corsia preferenziale” in termini tecnici nei processi e che porterebbe ad uno snellimento delle procedure. 19:50 L’intervento dell’avvocatessa Monica Cito viene purtroppo – a causa dei tempi – ridotto di un terzo – tuttavia ciò che la dottoressa espone in chiave volutamente romanzata per dare enfasi alla gravità dell’argomento, è il racconto dagli anni ’60 ad oggi della storia travagliata dei lavoratori e del loro rapporto con l’insicurezza che pervade i luoghi di lavoro – in particolare i ristoranti dove pullulano lavoratori stagionali malpagati e quasi mai assicurati –. L’intervento della dottoressa Cito introduce anche la storia di suo nonno falegname letteralmente “appeso al lavoro”, in bilico tra lavoro non tutelato e bisogno di lavorare. 20:05 Si susseguono interventi e richiami a decreti mai resi praticabili e al bisogno di legiferare sulla questione dei risarcimenti. Viene evidenziato come il Mobbing sia una vera e propria piaga sociale prima di tutto e porti a malattie connesse a lungo andare. Il termine “morti bianche” pare quasi alleggerire la gravità della questione e l’indifferenza ed il lassismo uccidono quanto il non rispetto della sicurezza adeguata delle condizioni di lavoro.
20:20 Interviene la rappresentante sindacale Assunta Urselli che – come già riportato nell’introduzione si rammarica per l’assenza di alcuni rappresentanti del consiglio comunale visto che non spesso si può avere l’opportunità di un Consiglio Comunale monotematico sul tema di sicurezza nei luoghi di lavoro. Urselli poi fa le proprie considerazioni sull’argomento approfondendo il tema della sicurezza nell’ambito dell’agricoltura: spesso , quasi sempre, gli infortuni più o meno gravi in ambito agricolo non vengono denunciati e inoltre non si tiene conto che molti danni correlati ad un lavoro svolto non in condizioni di sicurezza si manifestano anche a distanza di anni quando si tratta di esposizione ad agenti chimici o a condizioni di lavoro stressante continuate e prolungate. 20:40 Chiudono gli interventi dei relatori ospiti due sindacalisti che per l’ennesima volta ribadiscono la mancanza di informazione e di normativa adatta 21:05 Il presidente Alfonso Manigrasso ringrazia gli ospiti e chiede se ci siano interventi da parte dei consiglieri. Prenda la parola il Consigliere Gianfreda che ribadisce il dovere di informare e di formare, di controllare e di verificare che le attestazioni SOA ad esempio coincidano con i reali requisiti delle imprese e di coloro a cui vengono attribuite e di far sì che anche coloro che lavorano negli enti pubblici siano all’altezza di redigere un PSC senza incorrere in gaffe che oltre che imbarazzanti risultano anche dannose per i lavoratori stessi che poi in cantiere ci lavorano.
21:10 Interviene infine il consigliere di opposizione Santoro Giuseppe che punta (giustamente) il dito contro la piaga del lavoro nero – particolarmente accentuato a Grottaglie nel settore agricolo – e nel fatto che se pur sia anomalo che proprietari terrieri di ettari ed ettari di terreno coltivato non emettano neppure una sola busta paga (si ipotizza che per ogni ettaro di terreno occorrano dalle 65 alle 70 giornate di lavoro in media) o in fase di dichiarazione dei redditi molti lavoratori agricoli dichiarino addirittura di essere disoccupati quando la realtà non è quella dei fatti! Ma questo prima di tutto è un problema culturale e dal punto di vista dei controlli essi non possono essere competenza delle amministrazioni bensì di altri organi preposti quali la Guardia di Finanza.
21:30 Chiude il consiglio comunale con l’ordine del giorno di cui riportiamo l’estratto finale ponendo l’accenno sul termine “rilevanza” al punto 2) che si è preferito per questioni di forma cambiare col termine “attenuazione”.
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