
Colpi di scena e nuovi ipotesi: tutte supportate e suffragate da telecamere di decine di televisioni, locali, nazionali e alcune anche internazionali. Arresti in presa diretta, ritrovamenti di cadaveri live, interrogazioni formulate da giornalisti piuttosto che dagli inquirenti. E' questo il "caso Avetrana". Il delitto di Sara Scazzi.
Per alcuni giorni Gir ha volutamente spento i riflettori mediatici su questa tragica sciagura che ha investito due famiglie della piccola cittadina sospesa tra i confini della provincia di Taranto e quella di Lecce.
Le continue versione dello zio reoconfesso, Michele Misseri, addirittura sei, hanno dato materiale alla flotta di giornalisti, opinionisti, criminologi e psicologici per "trasmettere in diretta" , ogni giorno, 24 ore su 24, ininterrottamente dal portone marroncino di via Deledda ad Avetrana.
Come dicevamo prima, Gir, per volontà, ha deciso di spegnere i riflettori su questa vicenda. Riprendiamo oggi perché, forse, finalmente "i nodi stanno venendo al pettine". Spunta una nuova ipotesi investigativa: all'ora dell'omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L'ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al momento conferme negli atti dell'inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane dell'uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli inquirenti. Michele Misseri tra le mura domestiche "non contava nulla", anzi veniva 'utilizzato' dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell'omicidio di Sarah.
I due conduttori della seconda serata "hanno sfornato" puntate su puntate su quello che è stato definito il delitto "mediaticamente" più seguito in Italia. Rai due ci dedica gli interi pomeriggi. Le tv locali sono da mesi in prima fila. Studi televisivi su quattroruote sono in pianta stabile parcheggiati in via Deledda, davanti casa degli Scazzi, all'ingresso del Carcere di Taranto, davanti il portone della Procura.
Ieri, per alcuni "finalmente", è comparso il plastico della villetta della famiglia Misseri, con tanto di luogo del delitto: il garage cantina, rifugio di Michele.
A volte si fa fatica a credere che si tratti di realtà e non di una fiction televisiva. Ma il corpo senza vita di una piccola e indifesa ragazzina di quindicianni ci riporta alla tragica realtà.
Ora non ci sono altri dubbi: Avetrana "supera" perfino Cogne.
Che tristezza.
Foto: Ansa.it
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