
Oggi si scrive il futuro dell’Ecolevante, la discarica per rifiuti speciali di Torre-Caprarica finita recentemente nell’occhio del ciclone per la storia del sequestro dei primi due lotti e del conferimento dei rifiuti provenienti da Lecce. In mattinata si è svolgeva a Bari la conferenza di servizi dell’Aia per la valutazione di progetti passati e futuri relativi all’esercizio dell’impianto grottagliese.
All’incontro, oltre ai rappresentanti della società Ecolevante, hanno preso parte i sindaci interessati ovvero Raffaele Bagnardi per Grottaglie e una delegazione dell’amministrazione comunale di San Marzano. Fuori dalla sede dell’assessorato all’Ecologia della Regione anche alcuni manifestanti. Si tratta dei volontari del presidio permanente “No discariche” che da mesi vigila sull’attività dell’Ecole¬vante con una postazione sistemata davanti ai cancelli dell’impianto di Torre-Caprarica. La discarica sorge su territorio di Grottaglie ed ha già esaurito due lotti (quelli finiti sotto sequestro per una presunta violazione della normativa ambientale).
Stamane in Regione la conferenza di servizi doveva valutare le modalità di chiusura di quei due lotti. “Dobbiamo capire - ci spiega il sindaco Raffaele Bagnardi a pochi minuti dall’avvio del dibattito - come, tenendo conto delle normative vigenti, i due lotti vanno chiusi tutelando ovviamente il territorio circostante. Per questo si pensa all’attivazione della piattaforma polifunzionale”. Ma la preoccupazione per molti cittadini è l’ampliamento, ovvero l’apertura del III lotto. Ci sono le autorizzazione e i lavori sono già partiti. A breve il sito dovrebbe essere aperto. “Nella conferenza di stamattina - aggiunge Bagnardi - ribadiremo il parere negativo del Comune di Grottaglie anche se credo che a questo punto l’unica via d’uscita per una gestione funzionale dei rifiuti sia la pianificazione promessa dalla Provincia per chiudere il ciclo”. Sempre questa mattina verso il sito di Ecolevante sono stati indirizzati i camion di rifiuti prodotti a Lecce. L’ultima ordinanza del presidente della Regione, Nichi Vendola non lascia dubbi ed impone l’apertura dell’impianto ai rifiuti salentini.
L’attività era stata bloccata dalla società dopo il sequestro dei due lotti ed una sentenza del Tar Lazio che bocciava una precedente ordinanza di Vendola aveva ritardato ancora i conferimenti del bacino di Lecce. Sulla questione Bagnardi non si sbottona e dice: “Siamo in una fase confusionale e delicata in cui è difficile esprimersi per via di una posizione istituzionale diversa, in presenza di un sequestro e di norma¬tive articolate”. Di una cosa, però, è certo: Taranto non può ancora sopportare l’emergenza salentina. “Lecce - sottolinea - deve organizzarsi!”.
Fonte: Taranto Sera
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- PIATTAFORMA RIFIUTI: SERIO, PD GROTTAGLIE, ATTACCA IL SINDACO DI SAN MARZANO (83%)
- RIFIUTI: SCATTA IL PIANO DELLA SOLIDARIETA' (67%)
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