La tradizionale Mostra della Ceramica ha l’obiettivo di promuovere occasioni di scambio artistico e culturale, con uno sguardo rivolto, in particolare, ai popoli del Mediterraneo e alle molteplici forme di espressione culturale che li contraddistingue. L’edizione 2010 apre i battenti domenica 25 luglio (taglio del nastro alle ore 19,30) e chiuderà il 12 settembre.
Il tema prescelto è quello dei “Giardini d’Arte”, con una sezione speciale dedicata allo scultore di fama mondiale Giuseppe Spagnulo, che sarà presente all’inaugurazione. La Mostra si articola nelle seguenti sezioni: quella dedicata a Spagnulo (le opere del maestro saranno collocate nelle sale nobili del castello e negli spazi esterni) e la sezione di ceramica contemporanea, costituita dalle opere inserite nel XVII Concorso di Ceramica Mediterranea (in gara tre sezioni, ceramica tradizionale, ceramica contemporanea e sezione didattica) realizzate dai numerosi artisti provenienti dai più noti centri ceramici italiani e stranieri.
Tali opere saranno collocate nel Giardino “Giacomo D’Atri”. La Mostra si svolge sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e dell’AiCC, ovvero l’Associazione italiana Città della Ceramica.
Quest’anno l’allestimento della Mostra è curato dalla “Bottega Pinca”, rappresentata dai fratelli Benedetta e Giovanni, continuatori della storica tradizione ceramica di famiglia, nata agli inizi del ‘900 con il grottagliese Ippazio Pinca e poi portata avanti da Salvatore Pinca. Una sezione didattica sarà interamente dedicata alla ricca ed interessante produzione locale proveniente dal Museo dell’Istituto Statale d’Arte di Grottaglie.
Questi gli orari di apertura della Mostra: 9,30-12,30; 17,00-22,00. Dalle 12,30 alle 16,30 sarà possibile visitare l’atrio del castello che ospiterà alcune opere di Spagnulo. Il servizio di informazione e Accoglienza turistica sarà curato da “Sistema museo”, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo.
PROGRAMMA DELLA SERATA INAUGURALE-
Domenica 25 luglio, ore 19,30: Saluti di Raffaele BAGNARDI, Sindaco della Città di Grottaglie, Gianni FLORIDO, Presidente della Provincia di Taranto, Loredana CAPONE, Vice Presidente della Regione Puglia, Silvia GODELLI, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Michele PELILLO, Assessore al Bilancio della Regione Puglia. Presentazione della Mostra: Marisa PATRUNO, Assessore alla Cultura della Città di Grottaglie; Daniela DE VINCENTIS, Responsabile del Settore Cultura, Turismo e Musei. Coordina gli interventi: Francesco OCCHIBIANCO, Addetto stampa della Città di Grottaglie.
Giuseppe Spagnulo, scultore di fama mondiale E’ conosciuto in tutto il mondo ed è certamente tra i rappresentanti più insigni della scultura contemporanea. Lo scultore grottagliese (che da anni vive ed opera a Milano), famoso per i suoi “grandi ferri” e per i “cerchi spezzati”, espone per la prima nella sua città natale. Sulla sua opera, entrata di diritto in tutti i volumi della storia dell’arte, l’Amministrazione comunale ha già pronto un catalogo-monografia, curato dalla dottoressa Daniela De Vincentis e con un intervento critico di Pietro Marino. La scultura di Spagnulo è pesante e opaca, sprigiona energia, è “viva”, “urla”, si muove all’aperto ed è pensata per i grandi spazi (ha una disposizione a farsi “ambiente”), insomma comincia là dove lo scultore la colloca ed è figlia del suo tempo, è denuncia ed opera di rottura (con tutta la sua carica vitalizzante e lacerante), rende partecipi e, in definitiva, non lascia mai indifferenti.
Le sue sculture sono permeate dalla poesis del frammento, che richiama la frammentarietà di eraclitiana memoria e, quasi un paradosso, l’impalpabilità dell’esistenza. Spesso Spagnulo lavora nelle acciaierie, nelle officine, negli altiforni, a stretto contatto con gli operai. Tre le opere più importanti ricordiamo “Le armi di Achille”, l’imponente “Turris” (1982), i bellissimi “Paesaggi” (stratificazioni di mattoni e argilla), la sinuosa “Black Panther”, “Amadigi”, “Nero”, “La Grande Trappola”, “Cubo e Testa”, “Tubi in diagonale”, “Archeologia”. Nato a Grottaglie nel 1936, Spagnulo muove i primi passi nella bottega del padre Vincenzo e poi cresce a Faenza (Istituto d’Arte Gaetano Ballardini), allievo del professor Angelo Biancini.
In questo ambiente fertile sia dal punto di vista culturale che artistico entra in contatto con Nanni Valentini, Albert Diato (che gli trasmette l’interesse per i materiali ad alta temperatura), Carlo Zauli, il greco Panos Tsolakos, e successivamente a Milano, con Lucio Fontana, di cui è stato collaboratore, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, ed altri importanti artisti, come Ettore Sottsass, Eliseo Mattiacci, il giapponese Hidetoshi Nagasawa. Dai grès alle opere in acciaio, il percorso di Spagnulo è sempre in continua evoluzione (come un novello Prometeo utilizza il fuoco per piegare le traversine di ferro) e, allo scultore interessa, come egli stesso ha detto, “la quantità di spazio che una forma riesce a mettere in movimento”.
Le opere di Spagnulo in mostra sono circa 40, realizzate tra il 1964 e il 2010 e suddivise in due tipologie, le sculture e le carte. Tra le prime svettano le grandi sculture in acciaio forgiato, che si stagliano nitide negli spazi aperti del castello, semplici nel linguaggio e nei titoli quali Libri, Rose, Ruota, Respiro, completate da bozzetti studio in terracotta ingobbiata e in acciaio, poi trasformate nelle solide e materiche sculture monumentali. L’insieme espositivo si completa con le carte, lavori riconducibili ad un unico grande filone tematico dal titolo “Panorama scheletrico del mondo”, un omaggio che Spagnulo dedica all’espressionismo poetico di Dino Campana. Sono quadri che nella originale astrazione cromatica e formale elaborano un linguaggio di rara forza espressiva ed evocativa. L’opera di Spagnulo è stata confermata dalla critica agli inizi del 2000 con il “Premio Faenza alla carriera” e con il Premio al Concorso Internazionale d’arredo urbano di Milano: una grande scultura di Spagnulo, Scogliere, formata da cinque enormi blocchi di acciaio, è stata collocata, all’inizio del 2002, davanti al Teatro degli Arcimboldi, in concomitanza con l’apertura di questo importante nuovo spazio, che ha ospitato fino al 2004 l’attività del Teatro alla Scala.
Nel 2005 Spagnulo espone alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia con la mostra “E se venisse un colpo di vento?” Dell’anno successivo è l’ “Omaggio a Giuseppe Spagnulo” nell’ambito della XXIV Biennale di Gubbio. Nel 2007 ha vinto il concorso per il “Monumento ai Caduti di Nassiriya” con una grande scultura chiamata “La Foresta d’Acciaio” da collocare in Roma.
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- XVII CONCORSO DI CERAMICA:VINCONO CERBINO, VESTITA, BERNASCONI E COCCI D'AUTORE (100%)
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