Dopo anni di silenzi e ritrosie, finalmente il fenomeno dello stalking comincia ad essere affrontato in tutta la sua gravità. Anche in Italia, dove fino a pochi anni fa il “delitto d’onore” era tollerato e lo stupro era considerato un reato contro la morale e non contro la persona, cominciano a cadere ipocrisie e timori, e il fenomeno viene affrontato nella sua gravità.
Qualche giorno fa a Grottaglie si è registrato un caso di stalking, quasi in contemporanea con un convegno svoltosi a cura dell’ordine degli avvocati e dalla camera penale di Taranto. Il fenomeno è sempre meno tollerato e sempre più denunciato, anche per evitare che i possa giungere alle conseguenze più estreme, come nel caso di Santa Scorese.
Ma se era ed è colpevole chiudere gli occhi di fronte a questi fenomeni violenti, altrettanto riduttivo sarebbe credere che basti un approccio meramente coercitivo e penale per contrastarli, viceversa è indispensabile affrontare l’argomento anche nei suoi aspetti psicologici ed emotivi, sia per aiutare la vittima ad affrontare il vissuto che per consentire allo stalker di uscire dal tunnel che ha percorso. Per affrontare questo argomento Grottaglie In Rete ha chiesto al dott. Giuseppe Vinci, professionista riconosciuto, di analizzare e commentare questi fatti nella sua qualità di psicoterapeuta, fornendone una chiave di lettura basata sulle sue competenze.
Tag:
stalking, stalker, violenza, persecuzione, perseguitati, perseguitata, perseguitate, assilo, denunciare
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http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=2835
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