Luglio 1960 – luglio 2010, compie 50 anni il colosso siderurgico di Taranto. All'inizio fu la delizia, uno stipendio fisso, la possibilità di lasciare le incertezze della campagna per la sicurezza della grande industria. Una vera e propria manna dal cielo, la città che poteva contare solo su una posizione geografica invidiabile e un mare splendido, pescoso e ancora pulito, aveva assoluta necessità non di valorizzare i propri talenti ma di negare la propria naturale vocazione e abbracciare il grande mito dell'acciaio.
Poi venne il silenzio, l'epoca dei "reciproci" vantaggi, la normalità del lavoro salariato, dell'assunzione come una vittoria, della sicurezza per il presente e il futuro. Infine fu la croce, tante croci, piccole e grandi, rosa e azzurre, fu il divieto per i bambini del rione Tamburi di gicare nelle aree verdi perché contaminate dal berillio; fu il 2010, il presente, quando qualcuno si accorse che dal siderurgico non escono solo salari e acciaio ma anche il 90% della diossina italiana insieme a tante altre simpatiche sostanze che hanno il solo inconveniente di essere incompatibili con la vita umana. Che peccato ... andava tutto così bene.
Grottaglie si trova a apochi chilometri dalla cosiddetta "zona a rischio ambientale" che comprende i comuni di Taranto, Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola, pensare che il rischio non esista per la nostra cittadina è più che una ingenuità. In occasione del cinquantesimo anno celebreremo l'amato-odiato stabilimento con alcuni articoli per vedere un po' più da vicino una realtà così assurdamente vicina da sembrare un racconto fantastico. Il primo intervento è quello del dott. Patrizio Mazza, primario di ematologia presso l'ospedale Moscati di Taranto, al quale abbiamo posto alcune domande sul famigerato rischio genotossico.
- Dottor Mazza, cosa si intende per rischio genotossico?
"Il rischio genotossico è ben presente quando una popolazione è esposta a sostanze mutagene (sono mutagene le sostanze che inducono alterazioni del materiale genetico, cioè delle informazioni che determinano il corretto sviluppo dell'individuo, ndr) per un periodo prolungato di tempo, per anni o decenni. Il significato è quello di creare un danno trasmissibile geneticamente attraverso una trasmissione genitori-figli.

- Una popolazione colpita da un simile fenomeno a cosa va incontro?
"Generalmente si esprime con un rischio di ammalarsi di malattie tumorali in maniera anticipata o in età giovane".
- Ci sono i presupposti perché tutto ciò si verifichi anche a Taranto?
"A Taranto abbiamo avuto diversi tumori in età giovane e inusuali per quella età, da cui un rischio reale genotossico. Del resto Taranto da oltre 50 anni esprime una situazione di sovraesposizione di inquinanti e pertanto a forte rischio per una genotossicità su larga scala".
- Come si configura il problema nella provincia di Taranto? Ci sono dati ed elementi sufficienti per conoscere la situazione reale in una cittadina come Grottaglie?
"A Grottaglie esiste un rischio diretto e indiretto, forse minore che non a Taranto ma che risente anch’esso delle stesse cause di Taranto. Discariche, cementificazione con i componenti che derivano dagli scarti della grande industria, polveri trasportate dal vento".
Ci si potrà chiedere perché trattare come primo argomento il rischio genotossico, perché questo, che si potrà verificare e constatare solo negli anni venturi, a fronte di un inquinamento attuale che già da anni soffoca la popolazione. Il rischio genotossico è un'ipoteca sul futuro di una società intera. Dalle alterazioni genetiche non si scappa, se oggi i Tarantini sono orgogliosi delle proprie origini magno-greche e di quanto l'ILVA sta facendo (sindaco Stefàno alla Gazzetta del Mezzogiorno del 20 novembre 2009), domani i loro figli lo saranno molto meno.
Che i giovani siano il nostro futuro è una formuletta retorica facile facile che può andar bene in televisione, la realtà è che noi siamo il futoro dei nostri figli e da questa responsabilità nessuno è escluso.
Tag:
ilva, riva, inquinamento, rischio, genotosico, berillio, patrizio mazza, ematologia, tumore, tumorale, cancro
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