Raffica di richieste di rinvio a giudizio per il giro di spaccio portato alla luce dalla Polizia a Grottaglie. Sono quattordici gli imputati per i quali il pubblico ministero Maurizio Carbone, magistrato titolare dell’inchiesta, ha avanzato la richiesta di procedere con il processo. Nel mirino una pioggia di episodi di spaccio al dettaglio che si sarebbero consumati tra i vicoli della cittadina delle ceramiche. Casi che vennero fotografati con una lunga attività di indagine condotta con appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni telefoniche.
Un lavoro certosino che ha consentito di inquadrare il gruppo, al quale facevano riferimento numerosi giovani, che avrebbe gestito il redditizio business della droga. Gli accertamenti della Polizia portarono all’incriminazione delle presunte menti e dei manovali dello spaccio, soprattutto di cocaina ed eroina, a Grottaglie.
L’inchiesta esplose il 13 dicembre dello scorso anno quando all’alba scattarono gli arresti disposti dal giudice delle indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero Maurizio Carbone. I provvedimenti restrittivi colpirono complessivamente tredici persone e furono eseguiti dagli agenti del commissariato di Grottaglie, guidato dal dottor Cosimo Candita. Da quel giorno l’indagine ha comunque compiuto ulteriori passi portando al coinvolgimento di un altro indagato che ora figura nella richiesta di rinvio a giudizio spedita dal pubblico ministero all’attenzione del giudice delle udienze preliminari.
Complessivamente nel suo provvedimento il dottor Carbone ha contestato ben sessantuno capi di imputazione, che ora pendono a vario titolo sulla testa degli imputati che rischiano di finire sotto processo. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata per Francesco Lupo, Angelo Lupo, Tommaso Spartano, Cosimo L’angellotti, Cosimo Annichiarico, Paolo Annichiarico, Carmine Della Porta, Mario Ottaviano, Gianfranco Saitta, Emanuele Barletta, Corrado Tomasi, Antonio Pugliese, Pietro Giannotta ed Antonio Cavallo.
Tutti dovranno presentarsi in camera di consiglio per difendersi dalle accuse piombate sulla loro testa. Poi toccherà al giudice delle udienze preliminari decidere, alla luce degli elementi a sua disposizione, se spedire il tutto all’attenzione dei magistrati del Tribunale.
Fonte: Tarantosera
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http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=817
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