E' morto Pino Settanni, il grande fotografo tarantino nato a Grottaglie il 21 marzo del 1949, collega dell'affermato Ciro De Vincentis, grande fotografo grottagliese di fama internazionale. Bellissimi i suoi ritratti e i suoi scatti impressionati nei territori martoriati tra Kabul e i Balcani.
Abbiamo chiesto a Maristella Bagiolini, che ha avuto la fortuna di conoscerlo, un ricordo sul grande maestro.
"Pioveva a Taranto la mattina del 19 dicembre del 2007.
Pino Settanni, insieme a Roberto Caradonna, il pittore, mi aspettavano in un caffè del centro. Erano, all’epoca, i figli di una città post dissesto e post post, che tornavano.
Pensavo allora che un po’ di buoni esempi, buone relazioni, ritorni illustri, circolazione di idee e aria nuova e una cosa che si chiama cultura avessero potuto aiutare la città a risollevarsi da un periodo davvero che vedevamo senza futuro. Sopravvalutavo me, i tarantini e non tutti i miei “compagni di viaggio” risultarono all’altezza.
Pino Settanni, avvolto in una grande sciarpa (come in uno dei suoi più famosi ritratti –ndr) era due occhi, due mani che gesticolavano e un grande baffo in una nuvola di fumo. Fumava tanto e confondeva, quasi come in un effetto scenico voluto, le sue parole al denso fumo bianco che sprigionava dalle sue sigarette.
Era borioso e istrionico Settanni. Ma forse tra via Ripetta e Kabul, e con i suoi viaggi infiniti nei volti degli uomini (gli attori, ma anche le bambine della guerra mediorientale – ndr), le corrispondenze per i più grandi giornali italiani e le amicizie che aveva saputo tessere con Monicelli, Wertumuller o Mastroianni, se lo poteva permettere.
Ma quel giorno, l’ex operaio dell’Italsider che aveva saputo cercare e trovare altrove, era solo un figlio che tornava. Emozionato, frenetico, desideroso di mostrare alla sua terra che aveva saputo fare tanto altrove, ma che aveva sempre desiderato in cuor suo fare tanto anche lì dove era nato.
Mi disse, prima dell’inaugurazione della mostra con il maestro e amico Mario Monicelli, prima degli incontri ufficiali con il Sindaco Stefano e il Presidente della Regione Vendola, prima di addentrarsi con il regista de “I soliti ignoti” e “La Grande Guerra” nel dedalo di via del borgo antico: “Sai Taranto mi riabbraccia per la prima volta, per la prima volta in tanti anni, ed è questa la cosa più importante per me”.
Poi la mostra e il niente. Io e Settanni ci perdemmo di vista. A dire il vero prima della sua partenza ci mandammo anche vicendevolmente a “quel paese”.
Quel Natale passò e Settanni tornò lontano dalla sua città, così come Caradonna. Tutti e due nella speranza che con quella terra e i suoi amministratori ci si potesse rincontrare.
Pensavano, come noi d’altronde, a laboratori, mostre, appuntamenti culturali in cui avrebbero potuto coinvolgere i loro illustri amici e in cui avrebbero potuto aiutare Taranto a rifarsi “migliore”. Niente!
Taranto perse anche quell’occasione.
Di Settanni conservo invece la dedica sul suo catalogo della Mostra che in quei giorni allestimmo al Castello Aragonese e un sms ricevuto un anno dopo nel Natale del 2008. Diceva “Buon Natale. A presto! Pino”
Maristella Bagiolini"
Riferimenti e Immagine: Supereva
http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=3196
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