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GIOVANE 18ENNE TENTA IL SUICIDO A GROTTAGLIE
Un ragazzo di 18 anni, di Grottaglie, ha tentato il suicidio, ieri sera, ingerendo un antiparassitario. Sono stati i genitori che, non avendo piu' sue notizie da alcune ore, hanno chiesto aiuto alla Polizia, che lo ha trovato nelle campagne vicine: era riverso per terra ed aveva ancora in mano il pesticida. Il giovane, ora in coma, e' ricoverato nell'ospedale Moscati di Taranto. Ancora da accertare i motivi che avrebbero spinto il 18enne a compiere il gesto.
Fonte: Ansa
Link per segnalazioni:
http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=754
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RAGAZZI MA CHE SUCCEDE? IO A 18 ANNI ANDAVO A FILONE,PRENDEVO 3 IN PAGELLA, PRENDEVO GLI SCHIAFFI DA MIA MADRE,DOVEVO RIENTRARE A CASA ALLE 11 (EBBENE Sì) EPPURE AMAVO ALLO STESSO MODO GROTTAGLIE,I MIEI AMICI,LA VITA...ORA STUDIO FUORI E TORNO TUTTE LE VOLTE CHE POSSO,SPERO DI TORNARCI,DI FAR PARLARE UN GIORNO IL VURTAGGHIESE AI MIEI FIGLI,DI POTER STARE NELLA MIA TERRA...MA SENTIRE QUESTE COSE MI FA RABBRIVIDIRE..COS'è CHE NON VA PIù? DI ANNI NON NE SONO PASSATI POI COSI TANTI...
Di
pippinedda
(inviato il 06/05/2008 @ 12:22:42)
io vorrei sentire un commento dell'assessore alle politiche sociali di questa città che invece sta zitto e non si esprime. Il tema è sempre lo stesso:cosa offre ai giovani il nostro sistema? e non parlo solo di lavoro perchè a 17-18 anni il problema certo non è quello. Si è rinunciato ad investire in cultura, informazione, ricreatività e dialogo con i pilastri della società ovvero i genitori e penso che questi siano i risultati.
Di
Anonimo
(inviato il 06/05/2008 @ 12:40:46)
non so cosa mi spinge a dir la mia...esserdo di grottaglie,nn sono spinto da un senso patriottico ma sono spinto dall'accaduto che fa riflettere abbastanza...nn c'è bisogno della parola dell'assessore ma della parola di un padre e di una madre che toccati nell'intimo possano dire la loro opinione...il disagio che porta a un gesto cosi folle,insensato per chi ne viene a conoscenza,e per chi lo compie,visto come unica via da percorrere per scappare da quel problema interiore,cosi privato da nn aver il coraggio per parlarne con i propri cari,sta diventando un gesto,l'unico da fare per oltrepassare l'ostacolo,guardando i fatti di cronoca degli ultimi giorni...l'adolescenza è uno dei periodi di transizione per l'uomo che deve esser ricordato a vita,un'esperienza che deve esser vissuta in prima persona senza tagliar fuori amici famigliari o persone care perche devono essere punti di riferimento nel bene e nel male...spero che l'accaduto apra gli occhi a tutti quei ragazzi che vivono un malessere,e che faccia riflettere a quanto male possa procurare un gesto cosi azzardato perche la vita è una sola che va vissuta attimo dopo attimo..
Di
jack
(inviato il 06/05/2008 @ 14:27:20)
Sono mamma e penso che qualsiasi guaio un ragazzo possa combinare la cosa migliore e' parlarne con i genitori e non dare loro un dolore piu' grande che e' il suicidio.ora i ragazzi hanno la scuola ,la chiesa gli amici con cui sfogarsi,prima invece era tutto tabù.Prima avevi un due!!pazienza domani e' un altro giorno.non date un dolore grande ai genitori.parlate con chi vi pare ma PARLATE.
Di
monica
(inviato il 07/05/2008 @ 09:24:23)
questo episodio purtroppo ha turbato l'intera cittadina, noi che lo conoscevamo possiamo dire che era un bravo ragazzo, studioso e diligente, era un ragazzo modello, i motivi che lo abbiano potuto spingere ad un gesto del genere non li possiamo sapere nè noi, nè i suoi genitori o chi più gli era vicino, sranno state delle sue motivazioni personali di cui certamente non ne ha parlato con nessuno, forse ciò che gli serviva era proprio quell'appoggio, quella spalla su cui potersi appoggiare nei momenti più difficili. Paolo, è brutto dirlo, ma quella spalla su cui pogiarsi non la aveva e forse non l'ha mai avuta, forse per il suo carattere un po' riservato e per il suo modo di fare, ma purtroppo se avesse avuto qualcuno con cui sfogarsi, parlare e forse anche piangere, lui non sarebbe arrivato a questo gesto. Paolo era un ragazzo forte in apparenza, ma dietro i suoi modi di fare si nascondeva una fragilità non indifferente. Noi, pur non conoscendolo forse molto bene, li siamo tutti vicini, speriamo in un suo ritorno nel nostro liceo, speriamo di poterlo rivedere e riabbracciare per fargli sentire il nostro affetto, come forse non abbiamo mai fatto. PAOLO DEVI FARCELA, TI STIAMO ASPETTANDO.
Di
V E
(inviato il 07/05/2008 @ 14:54:27)
cara V E ki ci dice ke con dei vostri comportamenti l'abbiate spinto a questo?
Di
anonimo
(inviato il 08/05/2008 @ 17:33:35)
Ultimamente la città di Grottaglie è stata sconvolta da un grave lutto. Il 14 aprile, infatti, un ragazzo di diciassette anni si è suicidato, forse a causa di un cinque in matematica che gli aveva rovinato la media dell¿otto. Il diciassettenne frequentava un istituto tecnico professionale e, secondo quelli che lo conoscevano, era un ragazzo tranquillo e responsabile. Gli agenti lo hanno trovato impiccato ad un albero, alla periferia del paese. Non posso immaginare il dolore della sua famiglia. La perdita di un figlio non è cosa da poco, specialmente poi se avviene in questo modo. Non è purtroppo il primo caso e questo dovrebbe preoccuparci. Il suicidio è ed è stato da sempre presente nella società e nel mondo antico, suscitando la riflessione filosofica, religiosa e letteraria dell¿uomo. Fin dai tempi più remoti troviamo esempi di rifiuto della vita, legati magari ad un senso di insoddisfazione della propria esistenza o agli ideali di onore, libertà ecc¿ Nell¿ antica Roma non troviamo nessuna condanna nei confronti del suicidio, ma una attenta valutazione delle ragioni che spingono un uomo a togliersi la vita. Seneca, massimo esponente della filosofia del mondo romano, parla di ¿mors voluntaria¿ (che in latino significa appunto morte volontaria ). Egli stesso nel 65 d.C. si tagliò le vene, perché sospettato di aver preso parte ad una congiura senatoria a danno di Nerone, volendo garantirsi una morte onorevole. Lui pensa che il suicidio sia un gesto estremo e sofferto che il ¿saggio¿ deve compiere per tutelare la sua libertà interiore e, soprattutto, la sua dignità, nel momento in cui qualcosa o qualcuno gli impedisce di manifestare le proprie virtù. Tacito, rifiutando il suicidio, contrappone agli uomini che hanno scelto di uccidersi, quelli che, contrariamente, continuano a vivere anche in situazioni estremamente difficili. Pertanto la società romana non condanna e non approva questo terribile gesto. Sarà invece la Chiesa che giudicherà il suicidio un duplice assassinio, in quanto uccide se stesso e nega il dono più bello che Dio abbia mai potuto offrirci, ossia la VITA. Il tema del suicidio appare anche in molte opere della letteratura italiana. Alcuni poeti o autori lo accettano, come ad esempio Cesare Pavese, suicidatosi nel 1950 (in lui la solitudine e l¿assenza di scopi e valori hanno contribuito al suo disperato gesto), per altri è invece motivo di riflessioni più profonde. Giacomo Leopardi, infatti, rifiuta il suicidio in nome dell¿amore e della solidarietà umana (che sarà il motivo centrale della poesia ¿La Ginestra¿ e che saprà dare all¿uomo almeno un po¿ della felicità che ha da sempre cercato). Attraverso il suicidio, l¿uomo vuole dimostrare qualcosa: vuole esprimere la sua insoddisfazione nei confronti dell¿esistere. E¿ la fine delle sofferenze, la fine di una vita che non riesce ad accettare. Personalmente non sono d¿accordo con tutti coloro che cercano di trovare rimedio ai propri dolori o problemi togliendosi la vita: la nostra morte avverrà per volere di Dio. Egli solo può decidere, infatti, quello che sarà della nostra esistenza. Il suicidio è per me una forma di disprezzo e di non rispetto di se stessi e poi degli altri. Tutti vivono momenti di smarrimento, di insoddisfazione personale e non¿ tutti sono sottoposti ad affrontare piccole o grandi difficoltà. Bisogna farsi coraggio e superarle, magari anche con l¿aiuto di quelli che ci sono sempre vicini. Dobbiamo accettare e convincerci che la vita è piena di ostacoli, che con la forza di volontà, possiamo abbattere. Solo così saremo capaci di andare avanti...!!!
Di
Lo trovato in rete. E scritto da Giovanna Strada 2
(inviato il 08/05/2008 @ 18:05:01)
Paolo devi farcela, lotta per la vita noi preghiamo x te affinche ti riprenda presto da questo brutto momento!!!!in bocca al lupo
Di
Ciro Grottaglie
(inviato il 08/05/2008 @ 21:11:58)
conosco Paolo. Il motivo per cui ha tentato il suicidio è: Mistero. Di fronte ad una cosa del genere, di fronte a lui in coma, la posizione più umana è pregare la Madonna che ci venga restituito,ma che soprattutto pregare la Madonna affinchè Paolo capisca e veda che il bene ed il bello nella sua vita c'è. Accusare qualcuno del gesto di Paolo è ridurre la portata di quello che è accaduto. La posizione più umana e ragionevole di fronte a Paolo è di pregare colui il quale dà la vita di ridargli la vita. PUNTO. le accuse non servono a nulla se non ad evitare di stare di fronte al Mistero.
Di
camilla
(inviato il 08/05/2008 @ 22:19:18)
rispondo ad 'anonimo' a nome della mia classe, non so chi ha scritto quel commento tempo fa ma faccio parte della V E. sai noi non conoscevamo bene paolo, della mia classe chi più chi meno sapeva chi fosse,scambiava qualche parola, lo conosceva quando era piccolo.. più di tanto non sappiamo, la nostra professoressa ci ha spiegato com'era la sua situazione in classe e il suo rapporto con gli altri, spesso usciva da solo, aveva problemi a socializzare e con la famiglia nn andava molto d'accordo. sicuramente, hanno influito tutte le cose insieme. paolo era un ragazzo forte, tanto da decidere che in questa vita lui non ci voleva più stare. dentro sarà stato sì debole ma x compiere un gesto tale secondo me la forza serve. da quanto ci hanno detto paolo nn era più entusiasta x nulla, probabilmente prima di ieri [27/5],paolo era già morto dentro da molto tempo. il nostro unico sbaglio,nostro ma soprattutto di chi gli stava veramente accanto ogni giorno,è stato quello di non accorgersene.
un fiore per il povero paolo,che possa riposare in pace.
un fiore per il povero paolo,che possa riposare in pace.
Di
Giulia V E
(inviato il 28/05/2008 @ 15:54:02)
oggi che paolo non è più tra noi, vogliate rispettare questo triste e lungo silenzio.
Di
anonimo
(inviato il 28/05/2008 @ 16:28:11)
Risulta sempre così semplice dare la colpa a chi gli stava vicino, a chi gli ha voluto bene e non si è accorto della sua sofferenza..e risulta ancora più stupido fare commenti di questo tipo, soprattutto in questo giorno. Noi che siamo i suoi amici oggi e non solo lo vogliamo semplicemente ricordare nel modo migliore: con i suoi sorrisi, le sue battute, le sue mille domande, le sue frasi dette all'improvviso che sorprendevano sempre.. Perchè Paolo era anche e soprattutto questo.. La sua III A..
Di
IIIA
(inviato il 28/05/2008 @ 19:15:18)
IIIA, io invece credo che questi commenti servano a tutti quanti!Paolo aveva bisogno di tutti noi,dei suoi amici, del nostro affetto ma noi o non ne abbiamo dato proprio oppure poco già in precedenza,in qualsiasi giorno precedente a questo brutto momento.Non credo che voi IIIA gli abbiate dato così tanta importanza in questi anni.Non disperatevi alla fine...
Di
ggg
(inviato il 28/05/2008 @ 23:42:05)
quoto ggg, ma sopratutto voi della III A venitemele a dire in faccia le cose anzichè urlarle in corridoio..avete la coda di paglia?io non ho fatto nomi anzi, ho messo anche noi in mezzo. lo potete benissimo leggere da voi io non ho accusato nessuno..
Di
Giulia V E
(inviato il 29/05/2008 @ 14:00:56)
sarei proprio curiosa di sapere da ggg quante volte è stato in classe con noi,quante volte ha assistito ai nostri discorsi con paolo,ai nostri scherzi...perchè credo che parlare per sentito dire sia alquanto semplice.ovviamente tutti c sentiamo in colpa,e ognuno di noi ha la propria,non di certo lo nascondiamo,ma non credo che tu abbia alcun diritto di giudicare i nostri sentimenti o le nostre parole...per quanto riguarda giulia,le chiedo scusa a nome di tutti i miei compagni per il gesto scortese di oggi,non era davvero il caso.
Di
katia
(inviato il 29/05/2008 @ 14:57:20)
grazie katia,lo capisco che siete scossi ma anche noi non siamo da meno..solo che mi dispiace che ve la siete presa io non vi ho accusati di nulla anche perchè ho precisato di non conoscerlo,quindi parlavo genericamente..
Di
Giulia
(inviato il 29/05/2008 @ 15:42:20)
infatti, in questo giorno vi permettete anche di fare gesti scortesi, secondo me dovreste solo vergognarvi perchè siete egoisti e prepotenti, voi della III A, se paolo è arrivato a questo punto è anche COLPA VOSTRA, ora vi sentite in colpa e reagite con rabbia, solo questo sapete fare! L'affetto che provavate e provate per Paolo non è mai stato abbastanza, anzi forse era trasparente visto che paolo capiva tutt'altro, soprattutto dai vostri gesti in classe. Ditemi, miei cari alunni della III A non è forse vero che in classe non facevate altro che isolarlo? ditemi, non è forse vero che in classe nessuno voleva stare seduto, e dico solo seduto, accanto a lui? Ditemi, non è forse vero che Paolo era criticato molte volte solo perchè non accettava le decisioni prese da voi in classe e quindi lo aggredivate? FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA, e non siate semplicemente convinti che gli altri non ne sappiano nulla forse solo perchè non si trovano nella vostra classe. Il vostro "dolore" è molto relativo e fuggente, il vero dolore è tutt'altro, chi soffre in chiesa guarda Dio e il nostro Paolo che era lì con noi, non si volta a guardare tutti quelli che passano e a criticare. I vostri gesti e comportamenti sono alquanto palesi e non bisogna stare nella vostra classe, nella vostra scuola per comprenderli. Spero che la discussione si chiuda qui perchè è inutile proseguire, visto che siete i suoi compagni abbiate solo la responsabilità di riflettere e meditare la scomparso di un nostro ragazzo appena scomparso per ciò che si suol dire "mistero". per favore siate maturi e non fate i bambini ad urlare nei corridoi e a gridare qui nei forum, dimostrate solo la vostra immaturità da 19enni. Grazie.
Di
.
(inviato il 29/05/2008 @ 17:48:37)
Ma smettetela tutti di dire queste cose inutili. Invece di pensare davvero a questo tragico evento state solo scagliandovi contro insinuazioni e offese. Che quella della III A sia davvero pena o senso di colpa a noi nn interessa.. Sono cose loro. E nel rispetto di Paolo credo proprio sia giusto farla finita con le offese e riflettere invece su quanto accaduto IN SILENZIO. Qui si commenta la scomparsa di un compagno; non è un posto in cui accusarsi senza motivo. Se davvero ci tenevate a questo ragazzo allora state zitti e scrivete cose più sensate
Di
Io
(inviato il 30/05/2008 @ 13:35:18)
io direi,al di sopra di tutte queste chiacchiere,che questo evento deve far riflettere innanzitutto sui propri comportamenti...la cosa più brutta di questa società è l emarginazione...e credo che quel ragazzo abbia subito in prima persona questo male..è vero,spesso ci si isola da soli..ma è anche chi sta intorno a noi che può far tanto...non bisogna egoisticamente credere che si debba essere tutti uguali...e basta davvero poco per farfelice un ragazzo.. un sorriso un gesto un invito a uscire assieme un pomeriggio..tutti possiamo fare tanto..e spero che questo evento porti la gente a guardare con attenzione TUTTI.non solo chi ci appare come noi,o chi riesce a aprirsi meglio agli altri...tutti hanno diritto a avere amici e soprattutto una propria dignità..una propria personalità e unicità....questo mondo isola i deboli,isola chi nn si unisce alla massa o chi nn riesce a essere esuberante e gioioso..isola chi riflette,chi si guarda dentro più del dovuto..senza capire che sono proprio quelle persone a dare senso alla vita..a portar dentro veri valori...spero solo che ognuno abbia riflettuto su tutto ciò..e che lui possa essere sempre ricordato.
Di
ste
(inviato il 30/05/2008 @ 19:38:06)
kLa penso esattamente come nel messaggio #19 di Di. KATIA io non parlavo per sentito dire, le cose non le dico di sproposito.Io non ho giudicato nessuno e non ho dato la colpa a voi IIIA, ho espresso solo il mio parere. Mi sa che le cose a sproposito non le dico io...
Di
ggg
(inviato il 31/05/2008 @ 17:01:38)
l' errore più grande che ogniuno di noi possa fare è pensare che nessuno possa aiutarci o capirci...siamo unici è vero, ma l' esperienza di un genitore o di una persona più grande è fondamentale. CHIEDETE!!ASCOLTATE!! nn restate nell' ombra...nn date nulla per scontato, amatevi!!!
prima di fare qualsiasi cosa pensate a cosa farebbero i nostri genotori al nostro posto...
prima di fare qualsiasi cosa pensate a cosa farebbero i nostri genotori al nostro posto...
Di
hetf
(inviato il 01/07/2008 @ 21:32:25)
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