Dopo la segnalazione di un nostro lettore, che lamentava il comportamento aggressivo di alcuni cani vaganti per una via cittadina, si è riacceso il dibattito tra chi auspica soluzioni drastiche e chi difende a spada tratta la libertà dei “cani di quartiere”. Tranne rari episodi, la discussione si è svolta con toni accesi ma civili, evidenziando ancora una volta che il problema è sentito e che merita di non essere trascurato.
Per chiarire ancora di più la situazione attuale, pubblichiamo un lungo ed appassionato intervento della signora Grazia Parisi, responsabile della ANPA (Associazione Nazionale Protezione Animali) che gestisce il canile municipale di Grottaglie. Si possono condividere o meno le tesi sostenute dalla signora Parisi, ma le va riconosciuto un impegno quotidiano ed il “coraggio” di non sottrarsi né agli impegni assunti né alle eventuali critiche espresse.
Chiunque abbia voluto avere da lei chiarimenti e spiegazioni sulla conduzione del canile e sulla modalità di accudimento dei cani di quartiere non ha avuto che da recarsi presso il canile, rivolgere a lei ed ai suoi collaboratori le domande a cui desiderava risposta e vedere con i propri occhi come il canile e gli animali in esso ospitati vengono curati giorno per giorno, senza vacanze, festività o ostacoli atmosferici.
“Si ritorna a parlare di randagi in Grottaglie ed è doveroso da parte mia puntualizzare e precisare la situazione, oltre il diritto di replica, come conoscitore o, se volete, esperta del settore. Poiché l’argomento è complesso e con tanti aspetti, dividerò l’intervento in parti, in maniera da fornire ai lettori le giuste informazioni.
Situazione in Grottaglie
Grottaglie ospita, fra centro abitato e periferie, 205 animali “di quartiere”, censiti, microchippati, vaccinati, sottoposti ad antirabbica, sterilizzati, inseriti in registro di carico e scarico (a disposizione di tutti sia presso il canile comunale che l’Assessorato competente nonché l’ufficio GG.DD.), immessi in rete (izsfg/acir). Registro, tenuto dall’ANPA, sulla base di schede segnaletiche degli animali dove è registrato il microchip, la profilassi, lo stato di salute, le caratteristiche e la zona di appartenenza.
Lavoro immane e difficoltoso che ha portato ad una definizione esatta della situazione che solo Grottaglie ha, insieme a Ginosa. Questa mappatura tutti gli altri comuni, Taranto compresa, sono lontani dall’averla. Di più presso il Servizio Veterinario di Grottaglie convergono i comuni facenti parte del distretto sanitario, per le sterilizzazioni e le adozioni. Nella struttura vengono effettuate sterilizzazioni di animali vaganti oltre che di Grottaglie, di Carosino, Monteiasi, Montemesola, Leporano, Pulsano, Faggiano e Avetrana.
Gli animali vengono censiti, microchippati, sterilizzati, registrati nel sistema A.C.I.R. e reimmessi sul loro territorio d’ appartenenza, il tutto su base normativa (L.181/91-L.R.12/95-L.R.26/2006- L.R. 34/2006) perché la figura di cane di quartiere o collettivo è prevista dalla legge non dal pietismo degli animalisti. La gente che se ne prende cura, volontari dell’ANPA e non, andrebbe ringraziata non attaccata perché rende un servizio e non appesantisce il bilancio pubblico, infoltendo il numero degli animali nella struttura.
Chi poi dice”basta non dargli da mangiare” dimentica che non solo gli animali privati di assistenza possono diventare davvero aggressivi, ma che il problema, se problema è, si sposta solo un po’ più in là, nell’altro quartiere. Sic!
Animali vaganti e aggressività
Riguardo l’aggressività degli animali stanziali sul territorio, da conoscitrice della situazione, posso affermare che in molti casi la testimonianza è reale, come nel caso del lettore di cui all’articolo che ha elevato una protesta civile, in molti altri è intolleranza, oppure la gente “ci marcia”. Mi si passi l’espressione, e non il concetto che poggia su basi reali, anche se scatenerà polemiche. Sono stata testimone in prima persona di episodi in cui qualcuno, incautamente, è giunto da me chiedendomi, forse scambiandomi per una addetta sfruttata e frustrata, come fare per chiedere un risarcimento. Anche queste circostanze sono documentate dal momento che ho l’insana abitudine di appuntare tutto.
I protagonisti delle aggressioni poi, e vi posso assicurare che è così perché sono nel campo da 20 anni, sono in gran parte animali di proprietà, di privati e masserie, lasciati incustoditi o animali vaganti e sconosciuti che ci “regalano” di notte da altri territori. Questi ultimi possono apparire aggressivi, per paura, perché non conoscono il territorio e gli abitanti, perché vengono respinti dai microbranchi stanziali che difendono il territorio. Quando compare sul territorio un animale sconosciuto e adulto, se non è di proprietà o di qualche masseria o azienda agricola, sappiamo già che non è del nostro territorio proprio perché i nostri sono censiti, anagrafati ed immessi nel sistema A.C.I.R.
Molti animali vaganti rinvenuti sono anche microchippati e di altri territori e di tanto sono state informate le Forze dell’ordine con esposti e querele di cui non si può dire oltre perché sono in atto procedimenti penali.
Le cucciolate lasciate sul territorio o in via Oberdan, ben nutrite, curate, svezzate e più o meno pulite, vengono da privati e masserie che detengono i loro animali senza alcun rispetto della normativa. La gente sa e tace, magari gran parte di quella che poi si lamenta a gran voce. Anche riguardo all’aggressività poi è necessario puntualizzare alcune questioni: si comprende il timore della gente, davvero, si cerca di fare tutto ciò che è necessario per risolvere il problema.
Quando le rimostranze sono giuste si è sempre intervenuti ma in molti casi, dico molti non tutti, sono un po’ esagerate. Il cane abbaia perché è cane e abbaiare non vuol dire aggredire, tende ad inseguire fonti di rumore o movimenti che considera agitati. A volte basta fermarsi, ignorarli o tenersi lontano. Poi c’è chi allunga un calcio o lancia espressioni incivili alla vista di un animale che reagisce secondo natura, qualcuno più di altri, secondo il carattere. L’informazione poi (non mi riferisco a GIR che ha pubblicato un articolo pacato ed equilibrato) contribuisce a creare allarmismi, dimenticando che chi fa comunicazione, dal momento che è il mediatore tra la gente ed i problemi, deve attentamente valutare ciò che scrive, soprattutto nei titoli.
I casi di cronaca di aggressioni gravi, fortunatamente non nella nostra comunità sostanzialmente civile dove gli animali vengono trattati con rispetto e la gente si limita a rimostranze, meritano approfondimento semmai in altra sede e con l’aiuto di altri strumenti ed interventi tecnici.
Comune
Il Comune di Grottaglie è stato il primo ad obbedire al dettato della legge, aprendo, il 30/06/1995, un canile sanitario, appena 2 mesi dopo la L.R.12/95. Da quel momento ha effettuato ampliamenti, nella media di uno ogni 2 anni, per arrivare alla struttura di 2 ettari che è oggi. Se c’è un interlocutore nei cui confronti il Comune è in debito questo è l’ANPA e non i cittadini. Il Comune ha fatto tutto ciò che doveva e poteva fare, lo affermo senza partigianeria. Chi lo dovesse pensare, rilegga l’affermazione precedente.
E poco importa ai cittadini se l’ha fatto sfruttando la dedizione e la disponibilità di gente come noi, l’ha fatto con noi ed attraverso noi e quanto meno ha avuto l’intelligenza di servirsi delle persone giuste al momento giusto. Nella struttura sanitaria si sono realizzati, solo nel 2011, 297 interventi, 145 adozioni, 405 vaccinazioni, 257 interventi di ricovero, aiuto a proprietari privati in difficoltà. L’infermeria è dotata di tutti gli strumenti ad hoc, ecografo compreso, a cura e spese del Comune di Grottaglie, messa a disposizione della ASL, e laddove mancano gli strumenti (leggasi laboratorio analisi e radiologia) si adisce l’Istituto Zooprofilattico o il laboratorio di analisi o gli studi privati che collaborano con l’ANPA.
Sta inoltre per partire un grosso progetto di ampliamento e ristrutturazione già approvato e in cantiere. Abbiamo chiesto da tempo l’adozione di un regolamento che regoli la materia all’interno della comunità, preveda uno sportello informativo e istituisca una mappatura e controllo degli animali di proprietà e soprattutto delle masserie, aziende agricole e cacciatori. Sono questi animali che non sono censiti ed anagrafati ed il randagismo deriva dagli abbandoni dei cani di proprietà.
Il Comune provvede anche allo smaltimento degli animali morti sul territorio e quasi sempre sono gli operatori dell’ANPA a prelevare le carcasse che la ditta incaricata trasporta all’inceneritore. Provate a spostarvi nei Comuni vicini!
Cosa si può fare di più? Se qualcuno dei lettori ha idee o critiche costruttive noi dell’ANPA siamo pronti a raccogliere suggerimenti, l’Amministrazione, sicuramente, farà altrettanto.
ANPA
E’ doveroso da parte mia cogliere l’occasione,anche correndo il rischio dell’autocelebrazione, di rendere giustizia, in qualche modo, alla gente che mi accompagna, oltre che rappresentarli. Questa magnifica gente che mi accompagna da 20 anni sul territorio e da 17 intorno al canile io la definisco ”armata Brancaleone” con l’autoironia che connota me e loro. E’ un insieme di persone che combattono contro “i mulini a vento”, senza armi, senza mezzi ma con quel guizzo di follia e poesia della gente che non opera per pietismo ma per ideale e per sensibilità verso le minoranze.
La gente che insieme a me si alza alle 5 del mattino ed opera insieme a me fino alle 15 non lo fa per i cani, o meglio non solo, ma perché si è messa al servizio della comunità, perché ha senso del dovere e responsabilità. Quando si lavora tutti i giorni, anche sotto l’acqua, il gelo o il solleone, lo si fa perché non si dimentica mai che si è l’espressione di un servizio pubblico. Parlare di animali vuol dire parlare di bisogni, di qualità della vita, di servizi.
Quando si accoglie la persona anziana con pensione minima che ha bisogno di cure veterinarie che non può permettersi per il proprio animale, in quel momento, si sta soddisfacendo un bisogno e si sta rendendo un servizio pubblico. E quando si accoglie il bambino con il cucciolo in braccio, non si sta salvaguardando un cane ma si sta dando ad un giovane la risposta di un adulto affidabile e responsabile, oltre che un segnale di solidarietà e di “compatio”.
Tra noi c’è gente stupenda che, oltre agli animali, trova lo spazio per aiutare chi è in difficoltà, il proprio vicino o un bambino a distanza. Spesso ci siamo autotassati e abbiamo organizzato collette per aiutare gente in difficoltà.
Non è facile, per me, raccontare queste cose perché la carità ferisce chi ne ha bisogno e chi è solidale con gli altri, in genere, lo fa in silenzio e discrezione. Devo, però, ristabilire gli equilibri e fare chiarezza intorno a questa gente che mi accompagna, il più delle volte liquidata con giudizi frettolosi da gente che non si occupa “né di cani né di cristiani “.
Dalla nostra infermeria è partita l’adozione di 2 bambini in Congo, presto saranno 4, mentre ci occupiamo di animali . Il tutto documentato e documentabile. Direte:”cosa c’entra?” C’entra, c’entra, perché c’è molta confusione riguardo gli animalisti. L’animalista non è colui che si occupa o, peggio, ha il “debole” per gli animali, l’animalista arriva agli animali perché la sensibilità per le minoranze se la porta dentro.
L’animalista opera una scelta ed ha una filosofia di vita diversa, non migliore, diversa perché senza un guizzo di follia e di poesia non si cambiano le cose. Anche nel proprio piccolo. Come l’armata Brancaleone.
AH! Dimenticavo. L’altro giorno andando dal Comune al canile, a piedi e sul marciapiede ,sono stata sfiorata, rischiando di farmi molto male , da un giovane motociclista che andava a gran velocità. E non è la prima volta. E’ successo a me, succede a tante persone. Che facciamo? Eliminiamo i centauri?"
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E' vietato offendere, insultare, ingiuriare, bestemmiare. Non si lanciano accuse, non si lanciano minacce, non si scende nel personale, non si calunnia nessuno. Chi ha accuse da fare vada in tribunale o si rivolga alle attività giudiziarie preposte. La "non osservanza" di questa come delle altre regole porta come conseguenza la cancellazione di commenti che la redazione a suo insindacabile giudizio ritiene "non congrui".
Gli utenti sono invitati ad usare un linguaggio il più possibile preciso e chiaro. Purtroppo a volte la tastiera fa brutti scherzi e non sempre si capisce quando uno è ironico, e una battuta scherzosa fa presto a degenerare in un flame (polemica). Prima di inviare il vostro messaggio, rileggetelo e cercate di evitare frasi o parole che potrebbero ingenerare confusione o doppi sensi.
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http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=5871
- IL SERVIZIO SUL RANDAGISMO A GROTTAGLIE PUBBLICATO SU "IL SOLE 24 ORE". LA REPLICA DELL'ANPA. (57%)
- IL CANILE MUNICIPALE DI GROTTAGLIE: INTERVISTA ALLA RESP. ANPA GRAZIA PARISI (57%)
- IL CANILE DI GROTTAGLIE E IL CALENDARIO ANPA. L'ASSESSORE ORLANDO E LA RESP. PARISI (57%)
- TROPPI CANI RANDAGI IN GIRO PER LE STRADE DELLA CITTA': SONO PERICOLOSI O NO? (43%)
- A.N.P.A.: PRESENTAZIONE DEL CALENDARIO 2010, LUNEDI 4 GENNAIO (43%)
- CANILE MUNICIPALE DI GROTTAGLIE: CONFERENZA STAMPA SULLE ATTIVITA' SVOLTE (29%)
- 3 CUCCIOLI CERCANO CASA! (29%)
- GRAZIA PARISI DELL'ANPA, DAL CANILE DI GROTTAGLIE. SULLA VICENDA DEL CANE DI QUARTIERE "REX" (29%)
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