Un romanzo sospeso tra il senso tragico e la magia lungo i viaggi della scrittura. Un percorso che ha segnato, in una dimensione affascinante, la presentazione de “La bicicletta di mio padre” (Pellegrini editore, in una veste sobria ed elegante) di Pierfranco Bruni in un dialogare con la lettura forte e l’interpretazione critica e umana della saggista Marilena Cavallo, che è riuscita a toccare le corde di un immaginario letterario fornendo gli strumenti di un’analisi precisa e ancorata alla storia letteraria dell’autore. Nello spazio – agorà, gremitissimo da un qualificato pubblico, della Libreria Mondadori di Taranto,
il sogno e l’incanto hanno preso, infatti, il sopravvento nel raccontare il destino della letteratura attraverso il romanzo di Pierfranco Bruni. “Un penetrare la parola come se fosse alchimia tra l’eros e il pathos che l’avventura dello scrittore trasmette”. Un messaggio sibilino di Marilena Cavallo nel proiettare il romanzo di Bruni all’interno di un contesto letterario che l’autore ha tracciato nel corso degli anni. Un duettare strategico tra Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni sui temi di un romanzo che si apre, in uno scavo ben definito, a quei “sotterranei” dell’anima che sono il centro della scrittura, dello scrittore e dell’ascolto.
“Forse con questo libro, ha sottolineato la Cavallo , in Bruni si chiude un ciclo che è quello alvariano del tempo sospeso o delle memorie rimaste appese ad un mondo sommerso. Ma in questo romanzo, secondo la Cavallo , l’intreccio è dentro la parola che ha sempre accompagnato lo scrittore, l’uomo, l’intellettuale”.
Proprio così se si considera il romanzo come una costante biografia del detto o del non detto nel gioco infinito delle finzioni. “Si potrà chiedere a Bruni, sempre la Cavallo , se questo suo libro è autobiografico o meno. Ma non avrebbe senso alcuna risposta perché lo scrittore teatralizza la propria vita. È certo che in questo romanzo Bruni proietta tutto il mistero del suo mondo che è quello creativo certamente ma anche quello metafisico che lo ha portato ad appuntamenti importanti come gli incontri tra l’Occidente con l’Oriente, tra la favola, la leggenda e il mito. E in questa direzione gli autori che lo hanno accompagnato vanno chiaramente da Pavese a Zolla, da Zambrano a Berto, da Carotenuto a Papini, da Aleramo a Neruda, da Lorca a Prévert”.

Ma cosa è l’amore per Bruni e perché l’amore è nel destino? Il romanzo è diviso in quattro parti che costituiscono le chiavi di lettura sia dal punto di vista onirico che letterario. “Dal nostos come ritornare a un paese, ha detto Marilena Cavallo, alla confessione che diventa genere letterario e da questa al diario sino a vivere il misterioso incanto della cultura sciamanica. Infatti, ha detto la Cavallo , l’ultima parte del libro ci consegna uno scrittore che dialoga con uno sciamano e si apre alle metafore come quelle della luna, del vento, del fuoco, della tenda. Chi cerca, comunque, il romanzo tradizionale, non lo trova in Pierfranco Bruni, perché la sua scrittura è un articolarsi di simboli e di griglie in cui campeggiano gli archetipi”.
Il senso tragico accompagna lo scrittore perché dentro lo scrittore vivono i fili dell’ironia che legano e slegano i luoghi, gli amori, le vite. “Nel romanzo di Bruni, ha più volte precisato Marilena Cavallo, non c’è il racconto di una vita. C’è il racconto di più vite. Le vite che non sono storie perché si dichiarano tra due elementi: il mistero e il segreto e non ci sono risposte ma le risposte cono un continuum chiedere”. Infatti nei suoi dialoghi Pierfranco Bruni ha posto all’attenzione ulteriori interrogativi che sono stati modelli di provocazione letteraria e senza alcun pudore ha giocato sul concetto di eros e di passione, di amore e di sguardo o sguardi ricucendo tutto il suo orizzonte di intellettuale con riflessioni sui temi del Mediterraneo, dell’uomo in rivolta, del tempo come memoria e spazia e mai come storia. “E’ vero, ha detto Bruni, è un romanzo che chiude un ciclo. Dove termina questo libro comincia un nuovo viaggio che forse avrà un senso ammesso sempre che la letteratura abbia un senso perché ciò che conta è il sogno, o meglio, ha dichiarato Bruni, è l’ombra ed è la grazia”.
Chiaramente “La bicicletta di mio padre” è un raccontare tra le righe di un vero e proprio testamento spirituale e si lega chiaramente, e forse definisce e determina anche una stagione nella scrittura, di Pierfranco Bruni, che rimanda ad altri suoi romanzi come “Quando fioriscono i rovi” del 2004 e “Il mare e la conchiglia” del 2007. Con l’interludio de “Il perduro equilibrio” che risale al 2008 cominciando certamente da “Paese del vento” che ha visto diverse edizione a cominciare dal 1994. Uno scrittore le cui emozioni graffiano e il tempo non è dilatabile perché i simboli vi campeggiano. Uno scrittore, Bruni, che si è raccontato testimoniando la sua formazione. “Un viaggiare nell’amore prèvertiano, come ha ben sottolineato la Cavallo , o un veleggiare tra il tragico delle donne pavesiane o la donna – colomba nella sua passione raccontata nel film “Il mercante di pietre” o la donna strazio “filmata” da Andy Garcia in “The lost city”: quale potrebbe essere l’incastro tra la finzione e il reale?”.
A questa domanda Pierfranco Bruni ha risposto proponendo la donna passione – amore e mai oblio, ovvero l’amore come senso dell’infinito che si ascolta in un romanzo – film dal titolo: “Anonimo veneziano” molto caro allo scrittore e all’uomo Bruni. Ma il fascino della scrittura è nello scrittore che riesce a cucire quelle danze su fiche il cui sguardo assente del danzatore è rivolto al cielo in un roteare indefinibile che lega la vita al tempo. “La bicicletta di mio padre” ha il fascino di raccontare il mistero che resta con i suoi segreti perché è sempre tale: misteriosamente magico. Nel dialogare, davanti ad un uditorio sempre attento, tra la Cavallo , Bruni e il pubblico, il romanzo si è proiettato come cifra di un’esistenza.
http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=4805
- “LA BICICLETTA DI MIO PADRE”: SOGNO, POESIA E VITA NEL NON-ROMANZO DI PIERFRANCO BRUNI (67%)
- A TARANTO INCONTRO SU: L’UNITÀ D’ITALIA IN UN RISORGIMENTO TRA BRIGANTESSE, BRIGANTI E MARIA SOFIA” (50%)
- "IL CANTO DELLE PIETRE. BRIGANTESSE E BRIGANTI NELLA LETTERATURA DEI VINTI E IL DESTINO DI MARIA SOFIA", UNA NECESSARIA RIFLESSIONE A 150° DALL’UNITA’ D’ITALIA (50%)
- 3 APRILE, PRESENTAZIONE DEL LIBRO: “FRANCESCO GRISI. IL SACRO E LA LETTERATURA” (33%)
- GROTTAGLIE SI VESTE DI FUTURISMO DAL 6 ALL'11 APRILE (33%)
- A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA, OMAGGIO A FABRIZIO DE ANDRE' AL LICEO MOSCATI DI GROTTAGLIE (33%)
- PREMIO INTERNAZIONALE "MAGNA GRECIA - CALABRIA" ALLA GROTTAGLIESE MARILENA CAVALLO (33%)
- "A FORZA DI ESSERE VENTO": LE PAROLE E LA MUSICA DI DE ANDRE' AL TEATRO DELLA FEDE (33%)
Sei un grottagliese che vive fuori città? Segna sulla MAPPA dove vivi:



Tag:
Articolo
Archivio























Feed RSS 0.91
Feed Atom 1.0