Dopo la sua lettera aperta al Governatore della Regione Puglia, Patrizio Mazza, consigliere regionale della Italia dei Valori, prende ancora una volta carta e penna per interrogare e interrogarsi sulla situazione economica e sociale di Taranto e della provincia ionica, richiamando in particolare la necessità che gli scenari futuri vedano necessariamente la popolazione come elemento consapevole e decisivo per il cambiamento.
"Assistiamo negli ultimi tempi ad una continua mistificazione dell' informazione riguardo all’ambiente tarantino. Infatti, ancor più dal termine dell’estate, constatiamo un tenace pressing sull’opinione pubblica rappresentato da un susseguirsi di convegni organizzati da CONFINDUSTRIA, il cui tema verte molto spesso sull’ambientalizzazione dell’ILVA, interviste o interventi sui giornali da parte di professori universitari che minimizzano sulla situazione sanitaria ed ambientale , fino alla visita dei delegati della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti che insieme a talune trasmissioni televisive su scala nazionale danno alla gente una versione edulcorata della questione ambientale. Rileviamo in modo ricorrente la considerazione secondo la quale la grande industria conferisce un indotto per Taranto considerevole e soprattutto legato alla massa stipendiale dei dipendenti, si dice poi che i livelli delle diossine sono ridotti dall’entrata in vigore della legge anti-diossina e dalla introduzione dei filtri all’impianto urea, così dicasi per il benzopirene.
L’idea che viene fuori da quanto osserviamo e viene esternata da un certo tipo di informazione come quella di questi giorni ad es. su “Uno mattina” – il 26 ottobre u.s. - è che la grande industria tarantina, faccia il solo “bene” della città e della provincia Ionica; costituendo fonte di economia e al tempo stesso modello di eco- compatibilità. Sembra quasi che gli ultimi anni di esternazioni ambientalistiche da parte delle varie associazioni e del sottoscritto siano solo un lontano ricordo, oggi lievemente ammesso dalla grande industria, appunto di negatività ambientale con le varie porcherie emesse, che ora è soppiantato da una situazione di completa redenzione.
Se vogliamo parlare di indotto io ho un concetto diverso da ciò che viene sbandierato come tale; l’indotto è generalmente rappresentato da più attività che si generano a seguito di una produzione industriale o di altro settore; se per esempio una industria produce gambe per tavoli sarebbe indotto l’industria che produce tavoli oppure se una industria produce automobili possono nascere varie industrie che producono componenti delle macchine. Qualcuno mi deve spiegare che tipo di indotto danno a Taranto i tubi per le condotte di petrolio o altro; è un tipo di economia stabilizzata alla massa stipendiale che ammonta, stando a quanto riferito dal Prof. Pirro – docente dell’Università di Bari e componente del Centro Studi Ilva – a 220 milioni di euro, che rappresenta il 2-3% del PIL industriale prodotto a Taranto, pressoché nullo a generare altra ricchezza se non quella che va a sostenere i supermercati e quel po’ di mutui bancari che si concedono ai dipendenti della grande industria, in altre parole soldi che poi se ne vanno da Taranto. Le diossine sono ridotte, non sappiamo ancora se per effetto dell’urea o per effetto della riduzione della produzione industriale avvenuta per la crisi durante tutto il 2009. Così dicasi per il benzopirene, quando si produce meno se ne emette meno. Se ciò non fosse vero ci ha pensato il decreto legislativo dello scorso 13 agosto, il n. 155, elevando i valori a 1.3ng/mq a e a far si che i parametri siano rispettati.
Ma ciò è proprio vero? Tutti hanno sbandierato come il non plus ultra il monitoraggio in continuo di tali sostanze; in realtà ciò è il vero capestro ambientale. Il monitoraggio in continuo significa effettuare prelievi di campioni in maniera continuativa e regolare ma la valutazione vera viene effettuata con intervalli lunghi e pertanto ne deriva un valore medio che, ai fini ambientali e della salute dei cittadini non da alcun vantaggio, specie se si arriva a dei picchi dannosi per l’organismo. Per fare un esempio di facile comprensione; se un soggetto fuma 10 sigarette al giorno possiamo pensare che il suo organismo le possa smaltire in termini di tossicità ma, se le 300 sigarette di un mese le fuma tutte in un giorno l’organismo non è in grado di smaltirle. In tema ambientale sta succedendo la stessa cosa; una concentrazione di produzione, almeno di un certo tipo, in certi momenti della giornata (per lo più di notte) e della settimana (preferibilmente il sabato notte e la domenica notte) da cui si evince che il monitoraggio andrebbe effettuato proprio in quei frangenti onde stabilire quali siano i picchi e non i valori medi.
Non abbiamo certo visto un calo di patologie da inquinamento negli ultimi anni anzi certe patologie, come quelle respiratorie sono in deciso aumento. Ultimamente abbiamo assistito ad incremento di grosse nuvole marroncine che stazionano sulla città di Taranto, così come su Statte, e che si vedono meglio scendendo da Martina Franca : è proprio in quel momento che andrebbe fatto il monitoraggio e non con campionamenti effettuati quando non c’è emissione della nuvola magari in orari in cui la produzione è molto limitata!
E allora ci troviamo in una situazione molto particolare e delicata in cui sono adulterate parte delle informazioni fornite, non c’è chi controlli in quei momenti di maggiore inquinamento, e infine è stato allestito un imponente apparato di controreazione alle associazioni di tutela della salute e dell’ambiente che si estrinseca in informazioni a livello di mass media anche nazionali, di intellighenzia universitaria, di intellighenzia politica, senza che la controparte abbia mezzi a sufficienza per controbattere se non mediante le esternazioni giornalistiche che purtroppo non arrivano ai clamori nazionali.
E allora che cosa serve? Serve il Popolo; serve che la gente faccia uno sforzo per essere opinione, coscienza, responsabilità verso le generazioni future. Il Popolo è sempre stato nella storia primo attore nel determinare le sorti di una nazione attraverso la propria opinione che si è materializzata nei grandi cambiamenti. Vi sono state rivoluzioni, a volte anche con grandi dolori, ma vi sono stati anche grandi cambiamenti dettati da un puro segno di democrazia con votazioni e referendum. Ora nel caso di Taranto occorre che, se il Popolo c’è, si dia un forte segnale di presenza e l’opinione non occorre che si esprima sempre e solo con le elezioni ma un movimento di opinione si può esprimere strada facendo su che cosa si vorrebbe che si faccia; accettare che si tiri avanti o che si crei un movimento per l’alternativa al polo industriale così come concepito.
Il Popolo deve dare il segnale altrimenti che vale che un singolo consigliere o una associazione o il singolo individuo diano il segnale? Occorre il Popolo costituito da decine di migliaia di persone, gente di tutte le categorie sociali , non manipolabili a seguire falsità e personalismi di ogni natura,un popolo pensante per proprio che sostenga il diritto alla tutela della salute, del bene vita e di tutto quello che in salute si può fare !!!"
Immagine: facebook
Tag:
patrizio mazza, idv, italia dei valori, inquinamento, ambiente, ambientale, democrazia, popolo, popolazione
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