Terzo successo per il terzo appuntamento al teatro Monticello di Grottaglie per la stagione di prosa 2010/2011 organizzata dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Giovedì 10 gennaio abbiamo assistito a “Italiani si nasce, e noi lo nacquimo” di e con Maurizio Micheli, affiancato da Tullio Solenghi, con la regia di Marcello Cotugno, la consulenza artistica di Michele Mirabella e la presenza degli attori: Massimiliano Borghesi, Sandra Cavallini, Matteo Micheli (nipote di Maurizio), Paolo Gattini, Fulvia Lorenzetti, Enzo Saturni; scene di Francesco Scandale, costumi di Andrea Stanisci e musiche di Massimiliano Sforza.
Una piazza con al centro due statue: Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il sindaco convoca una compagnia teatrale per una rappresentazione ad onorare i festeggiamenti. Agli attori però non piace il copione imposto dal politico e subdolamente minacciandolo (spifferando voci sull’inceneritore) inscenano una rappresentazione tutta personale per raccontare l’italianità: le caratteristiche, gli usi e i costumi, i tratti distintivi e unici.
Una rievocazione degli italiani nella storia, partendo dalla preistoria con le contrapposte scuole di pensiero “molto discutibili”: l’evoluzionismo e il creazionismo, l’uomo e la donna di Neanderthal tipici nordeuropei che riconoscono subito come “italiani” due insoliti Adamo ed Eva, dai costumi coloriti e provinciali , ma allegri e canterini che a causa del “morso alla mela” determinano la fine del Paradiso Terrestre, segnata dalla predizione di molte delle pene che affliggono i nostri giorni come il mutuo, la sfilza di tasse, e non pochi tormentoni…
Si procede nell’antica Roma dove i protagonisti sono due cristiani condannati a morte che cercano di barattare l’immunità garantita a un noto politico del tempo con un “voto di scambio” : diventare di colpo “pagani” ed entrare nelle sue liste; ma il politico li “scarica” e sbranati dai lupi muoiono da martiri e si ritrovano ad essere due santi in paradiso che possono concedere qualsiasi grazia, anche il dono della gravidanza ad un uomo, ma non un contratto di lavoro a tempo indeterminato .
Con Cristoforo Colombo, l’occasione è giusta per parlare di noi italiani portatori di progresso nel Nuovo Mondo …che oggigiorno, in quanto a progresso è “avanti” anni luce nei confronti del nostro vecchio continente conquistatore. Italia patria di geni e artisti: uno stravagante Leonardo affiancato dal l’eccentrico Renato Zero, con la loro cerchia di seguaci artisti altrettanto insoliti e originali per presentare il genio italiano: nelle scoperte, nella moda, nei costumi, nell’arte…
E chi meglio di Giacomo Casanova avrebbe potuto rappresentare l’arte amatoria, l’essenza del latin lover tipico italiano, che si innamora di una improbabile Filumena Marturano; il grande Leopardi che mette in discussione il suo capolavoro “L’infinito” di fronte a una giuria di X-Factor-iana memoria e un iper-critico Mughini , fino ad arrivare ai nostri giorni, con i nostri due eroi fautori dell’Unità confusi e smarriti da voci guida registrate di call center e navigatori, reality show, giochi a premi, promozioni pubblicitarie; delusi dalla volontà di divisione della politica di oggi (la devolution, il federalismo) si riaccendono solo alle note dell’inno di Mameli, che identifica ormai solo l’inizio delle partite della nazionale di calcio…
Molto intelligente l’ironia, qualche riferimento un po’ ovvio e già sentito alla politica attuale e ai suoi protagonisti, tuttavia senza mai scadere nel banale, totale consenso del pubblico che ha risposto con scroscianti applausi e l’ennesimo “tutto esaurito” . Sala piena, quindi, anche questa volta, tuttavia senza l’aggiunta delle sedie, questa volta.
Abbiamo ricevuto a tal proposito un chiarimento da parte dell’ufficio cultura del Comune di Grottaglie: l’aggiunta di sedie si rende necessaria in quanto ci sono un numero di posti che per diritto va concesso ai funzionari della SIAE e ad eventuali ospiti dei membri dello staff e della compagnia ospite. Ci chiediamo allora vista una tale risposta da parte del pubblico alle rappresentazioni teatrali, e vista la somma che comunque il comune devolve all’affitto della sala dei padri gesuiti, come mai non si sia pensato ancora alla costruzione di un teatro pubblico…
http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=4061
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