La settimana scorsa avevamo incontrato Ciro De Felice ed altri capi scout del gruppo “Grottaglie 1” in occasione della inaugurazione della mostra che celebra i primi dieci anni di attività del gruppo. Durante la chiacchierata che ha preceduto l’intervista ci siamo subito resi conto che la mole di nomi, aneddoti, avventure e peripezie vissute dagli scout grottagliesi non poteva essere racchiusa solo in una intervista, ed è nata così l’idea di riassumere la lunga ed appassionante storia di questa avventura in un racconto scritto, da leggere e assaporare con calma.
Ciro De Felice, da buon capo scout, ha mantenuto la promessa, e ci ha inviato un articolo che racchiude la storia e la vita di questo gruppo di adulti e ragazzi, che vivono ogni giorno un ideale fatto di impegno e fede. E’ una storia tanto bella ed appassionante da sembrare un romanzo, ma ciò che la rende ancora più bella è che è una storia vera...
Buona lettura!
Ci piace iniziare questo racconto, tornando indietro di…100 anni. Ripensando a una piccola ghianda, quella “famosa” ghianda che un giorno qualcuno seminò nella piccola isola inglese di Brownsea e che crescendo… Pian piano divenne una grande quercia, che fece ombra sull’intero mondo. Da quella grande quercia, grazie alle piogge e al vento le ghiande iniziarono a cadere dai rami ed ad andarsene in giro per il mondo, per trovare altre terre su cui fondare le radici e far crescere e sviluppare lo scoutismo. Una di queste ghiande, rotolando fu sospinta dal vento e dalla pioggia e giunse in un paese in provincia di Taranto: Grottaglie.
Si fermò dinanzi alla porta della parrocchia Madonna delle Grazie, il parroco la raccolse, la girò fra le mani e la posò sulla scrivania. Ogni giorno la guardava e pensava e ripensava al da farsi. Lui conosceva la storia della ghianda e di Baden Powell e quale bella alternativa fosse il movimento scout per i giovani. Un bel giorno, prese un vaso, della terra e piantò quella ghianda affinché mettesse radici.
L’anno era quello del 1999, Don Giuseppe (Pinuccio per tutti), iniziò ad innaffiare costantemente quella terra e la domenica dall’altare, cominciò ad invitare qualche adulto volenteroso che volesse iniziare questa avventura. Dapprima si rivolse agli allora responsabili della Zona Taranto Michele Pignatelli e Tina Murri, che fortemente vollero aiutare la piccola ghianda seminata a divenire una quercia nel territorio di Grottaglie. Dalla terra della piccola piantina, iniziarono a spuntare dei germogli, alcuni adulti extrassociativi si vollero mettere in gioco, dando la loro disponibilità: Cosimo Matarrelli, Carmela Barletta, Quaranta Pietro. A loro insieme al parroco si deve l’inizio della prima Comunità Capi del Grottaglie 1, era l’anno 2000.
Ognuno di loro, su invito dei responsabili di Zona, si preoccupò di formarsi presso altri gruppi “storici” di Taranto, consapevoli dell’avventura che andavano a vivere. Nella Parrocchia di Grottaglie intanto iniziavano ad echeggiare parole nuove: Comunità Capi o CO. CA. (ancora più allarmante), branche, e iniziavano a vedersi le uniformi: perfette sconosciute nell’intera cittadina, era strano e faceva sorridere vedere adulti con i calzoni corti! Intanto agli adulti se ne avvicinarono altri : l’allora vice parroco Don Emiliano, Mimma Caramia, Giuseppina Palmisano, Daniele Guadalupo e Cosima (Mimma) Chiloiro. Arrivò il momento di scegliere i colori del gruppo e del fazzolettone: rosso il colore dello Spirito Santo a striscioline gialle, colore della Luce di Dio, che s’intrecciano. Il fazzolettone fece capolino sul collo e sul petto dei capi, simbolo della promessa e dell’appartenenza ad un nuovo gruppo scout a cui essi aderirono. Intanto nello studio del parroco, la piantina prendeva vigore e quando i primi adulti iniziarono a formarsi, fu la volta di cercare i bambini e i giovani che volevano giocare il grande gioco.
Il parroco fece appelli, furono preparati volantini e molti furono quelli che vi aderirono. Inizialmente si era deciso di aprire tutte e tre le branche ma il trasferimento di Don Emiliano ha indotto la Co.Ca. a correggere il tiro sulle aperture: nonostante l’arrivo del nuovo eppur capace vice parroco Don Armando, si decide di aprire solo il clan e il branco.
Si sa però, che in una realtà dove non si vede scoutismo da decenni (l’ultima presenza scout a Grottaglie risale al 1973 con l’ASCI) non è facile piantare le radici e così, dopo un timido e stentato avvio, il progetto della branca R/S viene messo da parte decidendo di portare avanti solo l’apertura del branco. In una delle stanze della parrocchia, fu dipinto da alcuni giovani volenterosi un grande murales, con tutti i personaggi della Giungla, così i bimbi sarebbero stati accolti davvero in un mondo fantastico. Nel Settembre dell’anno 2000 nacque il Branco Seonee del Grottaglie 1. Il numero adeguato permise l’apertura di 4 sestiglie: i rossi, i neri, bianchi, e pezzati. Era bello vedere tanti piccoli cuccioli aggirarsi in uniforme per la parrocchia, cantando e giocando spensierati.
La vita scout prendeva forza sempre di più e si vivevano le attività che il metodo di B.P. ci aveva lasciato nella gioia. Le promesse avvennero a Ceglie Messapica il 4 marzo 2001 una grande emozione per tutti e in estate arrivarono le prime vacanze di branco a Cerchiara di Calabria (CS) nel luglio 2001. Tutto procedeva per il meglio, altri adulti vollero sperimentare la vita scout ed entrarono in Comunità Capi: Marisa Manigrasso, Vincenza Marchesotti (Cinzia), Annamaria Santoro e Vito Trivisani. Il branco cresceva e fu aperta una nuova sestiglia: i grigi. Le seconde Vacanze di Branco, nell’estate 2002, furono svolte in Località Contrada Macchia di Pietra a Germano (CS).
Dopo questo periodo felice, le foglie della piantina, nello studio del parroco iniziarono a cadere. Don Pinuccio pensava fosse la troppa acqua o la poca luce, insomma la piantina iniziava a non avere più tanta forza. Il parroco la guardava dispiaciuto, non capì subito, ma la cosa in seguito si fece palese. All’interno della Comunità Capi c’erano dei forti malesseri: poco rispetto, troppo orgoglio, scatenavano discussioni poco costruttive e l’eco di tali sentimenti arrivò fino al cuore della piantina che triste, piangeva e perdeva alcune delle sue foglie. Bisognava correre ai ripari, lo scoutismo è fratellanza e non poteva essere solo polemica e diversità di vedute, in più il malessere rischiava di trasferirsi ai piccoli lupi. Don Pinuccio, richiamò la Zona, per aiutare tutti ad andare avanti e fu suggerito il nome di un Capo scout trasferitosi a Grottaglie, un capo del Taranto 10: Osvaldo Tursi.
Siamo arrivati all’anno 2002. Il suo arrivo, nella comunità capi, portò una ventata di novità, aveva il compito di ristabilire l’equilibrio e un po’ di pace. Altri adulti si avvicinarono, fu la volta di Ciro De Felice. Il compito affidato ad Osvaldo fu arduo perché molti capi visti i dissapori iniziarono ad andare via e la piantina nello studio pian piano seccava. Intanto alcuni dei lupetti crebbero e ci fu la necessità dell’apertura del reparto. Si diede infatti vita al Reparto di sole guide Aliseo (buon vento), anno 2002, composta al momento da una sola squadriglia: la Smerigli. Quell’anno, in occasione dei campi, si pensò di fare un gemellaggio con un altro gruppo scout di Taranto, il TA12, in modo da poter far vivere al branco delle vacanze serene ed al Reparto, il primo Campo Estivo. La località fu Riccia (CB). Ma qualcosa ancora non andava, la piantina fu del tutto secca, sembrava spacciata.
Altri capi andarono via per incomprensioni. Non c’erano più forze e con sommo dispiacere dei restanti, furono sospese temporaneamente le attività sia di branco che di reparto lasciando in piedi solo la Comunità Capi. Fu un duro colpo sia per i bambini e ragazzi sia per i genitori. Andava fatto! Bisognava ricominciare. In parrocchia, arrivò un nuovo vice parroco, Don Martino Mastrovito, uno scout a cui Don Pinuccio passò la cura di quella piantina, ora conteneva solo terra o così almeno sembrava. Don Martino iniziò ad avere a cuore quella pianta, la innaffiò e le diede una nuova sistemazione. Il gruppo bisognava ricostruirlo partendo proprio dalla Comunità capi, era l’anno 2003. I capi rimasti furono: Cinzia, Osvaldo, Ciro e Mimma. La proposta più corretta fu quella di iniziare un cammino di formazione che fosse univoco all’interno della CO.CA. e se una branca si sarebbe dovuta aprire era quella degli R/S perché in meno tempo permetteva di avere nuova linfa per il gruppo. Dalla piantina iniziava nuovamente a spuntare qualche fogliolina, si cercarono i giovani pronti a vivere lo scoutismo e alcuni risposero.
Con loro si diede vita al primo Clan/Fuoco del Grottaglie 1 che si chiamò INDIOS. Entusiasti dell’avventura che si proponeva , aderirono con gioia alle attività di branca: la strada, i canti, i giochi, c’era una nuova aria in parrocchia. Le prime uscite, le promesse e il primo Thinking Day a Statte dove videro tanti altri scout. La Comunità capi perdeva un altro capo Mimma, ma se ne avvicinarono di nuovi Antonio Tilli, Simona Gasparro e Antonella Bartoli. Nell’estate del 2004 Si visse la prima route ad Assisi, un concentrato di fede, servizio, strada e comunità che portò alla nascita della carta di clan. La piantina era di nuovo rigogliosa, folta e verde perché questa volta al suo cuore arrivavano canti di gioia, divertimento e unione. Il 23 ottobre 2004 il gruppo andò a Roma dal Papa Giovanni Paolo II per vivere “La nostra promessa con te” per il trentennale dell’Associazione. Fu una nuova conquista e una conferma per tutti. Nello stesso anno a seguito del rientro nel gruppo del Capo Cosimo Matarrelli che diede la disponibilità per la branca R/S, si decise di riaprire il reparto Aliseo, formato dagli ex lupetti che per circa un anno e mezzo erano stati in attesa speranzosa della ripresa delle attività. Nello stesso anno lasciarono il gruppo Antonio, Simona e lo stesso Cosimo rientrato solo per poco. L’apertura del reparto Aliseo avvenne per la gioia di tutti anche se qualcuno degli ex lupetti aveva preferito lasciare definitivamente e qualcuno aveva pensato bene di continuare il suo sentiero al TA12 insieme ad alcuni capi usciti dal gruppo.
Le squadriglie aperte furono due, si pensò di inserire in un reparto di “vento” tutte squadriglie con nomi di volatili: le Aquile (femminile) e i Falchi (maschile). L’apertura avvenne “in pompa magna” ad Oria, alla presenza del Clan/Fuoco Indios che nel frattempo si arricchì di nuovi Rover e nuove Scolte, e alla presenza dei genitori delle nuove Guide ed Esploratori. Fu davvero emozionante! Lo scautismo riprese vigore, furono vissute tante attività e tutti avevamo uno scopo costruire nel territorio una cultura dello scoutismo, rendendoci presenti in piazze e luoghi frequentati dai giovani. Eravamo tornati e non potevamo non farci vedere. Il Campo estivo vide impegnato nell’anno 2005 il reparto Aliseo, gemellato con il gruppo TA19, una esperienza indimenticabile, dove nell’amicizia i ragazzi cominciarono a conoscere le prime tecniche scout. Il clan Indios, visse la route a Sant’Antimo in Toscana gemellati con il gruppo dello Statte 1 strada, fatica e fede.
Don Martino, intanto ci lasciò, trasferito in un’altra parrocchia di Taranto, la pianta fu spostata nella terra perché cresciuta non stava più nel vaso ed era bisognosa di cure. L’anno 2006 vide l’ingresso di nuovi ragazzi nel reparto Aliseo che consentì l’apertura di un’altra squadriglia femminile: le Rondini e l’arricchimento della già esistente squadriglia Falchi e il rientro in Clan/Fuoco di una ormai Scolta proveniente dal TA12: Marianna Pettograsso. Le attività aumentarono e tutti gioiosamente le portavamo avanti, convinti che lo scoutismo si “impara facendo” e che nulla è impossibile. Il campo estivo del reparto Aliseo fu costruito nel bel mezzo di un bosco della Sila dove c’era solo l’acqua. I ragazzi furono protagonisti assoluti, costruendo loro tutto ciò che occorreva grazie alla loro voglia di scoutismo. Il Clan/fuoco Indios invece dedicò la sua route ai più deboli, partecipando al pellegrinaggio a Loudes con L’UNITALSI di Taranto, un’altra forte esperienza.
L’apertura del nuovo anno associativo 2006/2007 fu caratterizzata da una vista speciale ed improvvisa, i capi gruppo Osvaldo Tursi e Antonella Bartoli invitarono il Capo Scout d’Italia Eugenio Garavini di passaggio a Grottaglie, a conoscere il nostro Gruppo Scout. Fu anche questa un’esperienza ed una testimonianza forte per tutti! Il 2007 invece ha visto la “partenza” di due scolte: Luciana Fuccio ed Eligia Manigrasso, “ricompensate” dall’ingresso di due nuovi ragazzi. La Co.Ca., invece, si è arricchita di nuovi capi: Maurizio Rizzo ed Emilia Iorio oltre alla scelta di servizio di Eligia. La quercia adesso è diventata grande e tutti la possono ammirare e goderne il fresco.
Nel 2007, l’anno del Centenario, si ritornò sull’isola dove tutto ebbe inizio e una nostra guida, Emanuela Parisi e un rover Fulvio Nisi, sono stati gli ambasciatori del Grottaglie 1 al Jamboree. Loro hanno portato la testimonianza del nostro gruppo che con tanti sacrifici e buona volontà è arrivato sino a qui. Nel taschino delle loro camicie hanno portato una piccola ghianda, quella dell’albero del Grottaglie 1 oltre al distintivo del Grottaglie e quello romboidale del centenario della zona Taranto, inseriti in seguito su una enorme coperta insieme a tutti i distintivi dei gruppi partecipanti al Jamboree. Chiunque andrà ora su quell’isola potrà ammirarli cuciti al fianco dei distintivi provenienti da ogni parte del mondo: siamo così riusciti ad aggiungere alla grande quercia di B.P. due nostre foglioline. Il rientro entusiastico dei nostri due ambasciatori al Jamboree ha donato nuovo vigore al gruppo ma come ogni buon giardiniere sa, affinché una pianta continui ad essere forte e rigogliosa occorre ogni tanto effettuare una potatura e così ancora una volta alcuni rami vengono rimossi: Osvaldo ed Antonella diventati freschi genitori decidono di staccare dall’associazione per dedicarsi al nuovo “mestiere”. E’ l’anno 2008, Ciro e Cinzia sono i nuovi capigruppo e riorganizzano insieme a Maurizio ed Eligia le attività per le due branche vedendo rinfoltire la comunità capi con l’ingresso di Raffaele Paritaro.
Si progettano nuove iniziative che raccolgono il consenso di ragazzi e genitori e che tendono già (visto il successo riscontrato) ad essere ripetute con l’auspicio che diventino presto tradizioni del gruppo. Viene chiusa la squadriglia rondini perché è arrivata l’ora per alcune di loro di divenire scolte ma ne viene aperta una maschile: i Gheppi. Il numero dei ragazzi in reparto cresce ma il clan ha sempre un numero esiguo, complici anche le università a cui i ragazzi si iscrivono per proseguire gli studi, rinfoltendo in seguito le comunità capi delle città in cui studiano (Eligio Montedoro a Firenze, Fulvio Nisi a Perugia…). Anche per quest’anno si decide di fare un cammino gemellato che sfocia per il reparto in un singolare campo estivo E/G ad indirizzo nautico vissuto col TA19 sul lago di San Pietro, vicino al comune di Monteverde (AV) e per il clan in una indimenticabile route estiva condivisa con il clan Karol del Pulsano1 che ci ha visti percorrere i sentieri della Ciociaria da Anagni a Roma passando per l’Abbazia di Casamari dove si è vissuti degli intensi momenti di fede comunità e servizio grazie anche al valido aiuto di Fra Roberto Maria Mingolla, originario di Grottaglie.
Anno 2009: anche in quest’anno c’è un notevole ingresso di aspiranti E/G che soppiantano e rinvigoriscono il reparto, rimasto striminzito la sera dei passaggi quando ben sette esploratori/guide entrano a far parte del noviziato. Nel frattempo in Comunità Capi comincia ad avvicinarsi Mariagrazia Murgo, una capo brevettata proveniente dal Manfredonia 1 che si è stabilita a Grottaglie. Durante questo anno tante sono le esperienze che vedono coinvolti i giovani scout del gruppo, tra queste spiccano: la route invernale vissuta nel servizio, ad Ostuni presso il centro per anziani “il focolare” gestito dalle suore missionarie di S. Dorotea, il pellegrinaggio fatto dal clan a Roma in primavera sulle orme di San Paolo e i campi estivi E/G ed R/S: il primo vissuto in località Acquatremola, vicino a San Severino Lucano, e il secondo in Piemonte, marciando da Ivrea fino al Monastero di Bose.
Il 2010 ha visto l’avvicendarsi di alcuni ragazzi tra le fila del gruppo ma dà già l’impressione di essere un anno ricco di eventi. Infatti sono stati vissuti i campi invernali a Sava (E/G) e ad Assisi (R/S) oltre a una ricca e frenetica preparazione per i festeggiamenti dei 10 anni di attività e della mostra fotografica. L’anno associativo non è ancora finito ma altri progetti già sono pronti a vedere la luce per dare nuova linfa ad una pianta che da un decennio tra tempeste e giornate serene riesce ancora oggi ad essere rigogliosa e a germogliare. Concludiamo quindi invitando tutti a crederci sempre e auguriamo Buon Volo, Buona Caccia e Buona Strada.
Tag:
scout, scoutismo, scautismo, grottaglie 1, gruppo, ciro de felice, san giorgio, cittadini del mondo, mostra, baden powell
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