"Chi ci voleva immobili, non aspirava a scoprire altri giacimenti culturali e artistici per la nostra città. Questa è la risposta del fare.” Così, a proposito dello scavo che ha portato alla luce quello che probabilmente è l’antico passaggio dalla curtis del Castello Episcopio di Grottaglie verso la contigua gravina di S. Giorgio, parlò l’assessore comunale Orlando: il quale - parrebbe - ci tiene a salire sul carro, assai è frequentato di questi tempi, della “politica del fare”; meglio: di quelli che parlano di “politica del fare”.
Il fatto è, però, che, ammesso che si faccia, non basta “fare”, ma occorre “fare bene”. E, per rimanere alla vicenda della curtis, se il coordinamento delle associazioni e dei comitati di Grottaglie non si fosse dato cura di richiamare su di essa l’attenzione della cittadinanza e dei media locali, il “fare” dell’assessore Orlando e dei tecnici incaricati del progetto dal Comune avrebbe prodotto un bel pavimento di chianche stile finto antico, che avrebbe definitivamente seppellito - per dirla sempre con le parole dell’assessore - “quella scoperta che ci ammalia”.
Egli probabilmente dimentica, infatti, che l’arch. Fanigliulo, responsabile del progetto, in occasione della riunione pubblica promossa dal coordinamento alcune settimane fa, aveva detto che sotto la curtis del castello non c’era nulla e che, scavando, avevano trovato soltanto alcuni cucchiaini della “Lagostina”.
Assessore, se ne faccia una ragione: l’importante non è “fare”, ma è “sapere cosa fare” e “saperlo fare”; e, se uno “non sa fare”, deve avere almeno rispetto e riconoscenza per chi lo aiuta a fare: altrimenti, seduto su quella seggiola, non si comprende che cosa ci stia a fare.
Alla prossima brillante scoperta.
Con ossequi.
COMUNICATO STAMPA: Coordinamento delle Associazioni e dei Movimenti
Tag:
lavori castello episcopio, coordinamento delle associazioni, castello episcopio, assessore orlando, architetto fanigliulo
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