Ferie forzate per i lavoratori dello stabilimento Alenia Composite di Grottaglie, ma la crisi economica non c’entra. Problemi tecnici nell’assemblaggio delle fusoliere prodotte in provincia di Taranto, per la costruzione del Boeing 787, hanno costretto allo stop circa metà dei 500 dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, nei mesi di novembre, dicembre e gennaio.
Così anche lo stabilimento aeronautico, fiore all’occhiello dell’innovazione tecnologica, si è dovuto piegare “alla riduzione dei turni” racconta il segretario della Uilm Uil Rocco Palombella, ripetendo: «Su circa 500 dipendenti, il 50 per cento è rimasto a casa». Cosa succede all’Alenia? «C’era un difetto nei fori in cui alloggiare i bulloni di montaggio della fusoliera - racconta Palombella -, ma anche in altre realtà industriali che contribuiscono alla costruzione del Boeing 787 sono stati riscontrati problemi: per esempio alla pavimentazione del velivolo. Si tratta di difetti di progettazione: la Boeing nella fase di ideazione non avrebbe specificato bene la pratica operativa da utilizzare per la realizzazione dei fori. Non sono, quindi, disguidi imputabili allo stabilimento tarantino o alle maestranze anche se incidono pesantemente sui ritardi nella produzione».
«A un certo punto l’azienda si è chiesta - prosegue il segretario della Uilm - come far fronte ai problemi. Sono rientrati a Grottaglie un buon numero di trasfertisti per accelerare i lavori di smontaggio delle fusoliere, ma riportare 20 fusoliere in America era economicamente gravoso. Così, alla fine, Alenia ha deciso di invare 130 dipendenti negli States, a Charleston dove avrebbero potuto smontare e riparare i pezzi, tornando in Italia con il know-how necessario a completare il lavoro. Ora l’azienda vuole incontrare i sindacati e credo ci comunicherà il ritorno a Grottaglie di altri trasfertisti. Noi, però, siamo preoccupati perché, diciamolo francamente, il rischio è che i dipendenti Alenia restino senza lavoro. E' un problema serio perché era già prevista la fase di raddoppio dello stabilimento con un piano di assunzioni per altre 300 persone. Il primo Boeing 787 doveva essere pronto a gennaio 2007 per le prove. Poi è slittato tutto e solo dopo sei mesi di prove l’aereo può essere commercializzato. I sindacati temono per il futuro dei lavoratori.
Queste difficoltà di collaudo pesano. Noi - conclude - rifiutiamo l’arrivo di altri trasfertisti, preferiamo la formazione di chi già lavora a Grottaglie; altrimenti si potrebbero creare sperequazioni nei trattamenti economici e negli inquadramenti, oltre ai timori di impoverimento professionale delle maestranze se altri, tra i tecnici di alto profilo, decidessero di seguire chi già è andato via».
«Alenia non si tocca. A Grottaglie devono restare la direzione e la produzione» dichiara il sindaco Raffaele Bagnardi. Il primo cittadino teme «manovre per far tornare in Campania la “testa” del progetto, lasciando solo le “braccia” in provincia di Taranto. Il parlamentare del Pd, Ludovico Vico, chiede a presidente Vendola di «darsi una mossa» perché Alenia non subisca i contraccolpi della crisi. Infine, l’onorevole Pietro Franzoso (Pdl) avverte: «Pur se in ritardo, il progetto Alenia decollerà. Il centrosinistra e i sindacati fanno solo demagogia».
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno on the web
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