Un calderone pieno zeppo di succulente pietanze. E' questo il grande resoconto che emerge dall'inaugurazione della nuova "UDC" grottagliese. Non si è trattato della sola presentazione della nuova sede fisica del partito di Casini, che da via Calò, passando per via Pacinotti e viale Matteotti, si è trasferita in via Castello, a ridosso della maestoso maniero trecentesco; ma di una vera e fondata nuova istituzione.
Della vecchia UDC guidata dal già Sindaco e consigliere regionale Antonio Cavallo è rimasto ben poco: qualche simpatizzante, compreso l'ex Commissario cittadino Franco Caretta.
Certo che definire "simpatizzante" il già candidato alle ultime regionali della sezione locale del partito di Casini suona strano.
Ma che ruolo ha oggi in questa nuova UDC l'uomo che si è immolato nel 2005, ottenendo appena 458 voti, poco più di quelli del poi eletto consigliere regionale Antonio Scalera, oggi anche segretario provinciale, quando credeva di avere l'appoggio di tutto il partito? Più di qualcuno remò contro al buon Franco Caretta? Insomma come può l'elettorato democristiano grottagliese votare per un candidato diverso da quello della sua città? Anomalie da cabina elettorale.
Dicevamo che tante sono le "prelibatezze" politiche emerse dall'incontro di ieri sera.
Innanzitutto il Sindaco. Sembrava un protagonista della serata più che un gradito ospite. Il "babbo" democristiano è una presenza forte nella sua carriera politica. In fondo, anche se eletto nel centro sinistra, il Sindaco Bagnardi ha sempre fatto una politica piena e densa di diplomazia, prudenza, garbo. Stesse qualità e caratteristiche sfoggiate ieri sera: un discorso rassicurante, rasserenante, accorto, ma anche astuto, scaltro, abile, a tratti "ambiguo", nel senso positivo del termine, ricco di "frecciate" ma anche di "idee e prospettive", sempre tra le righe, e mai rese esplicite, proprio come il miglior democristiano.
L'amministrazione comunale era rappresentata anche dal vicesindaco Francesco Donatelli e dall'assessore Ciro Belsorriso. Oltre ad esponenti di spicco del PD locale come il segretario Massimo Serio. C'erano poi anche l'on. Giuseppe Tarantino e il Sen. Ruggeri da Muro Leccese.
Un'assenza che sà di "politica" è quella dei due consiglieri eletti nelle fila dell'udc: Antonio e Giuseppe Santoro.
Più volte sono stati "accostati" al Pd grottagliese, e precisamente al sindaco Bagnardi, per via di qualche votazione (di troppo?) a favore dell'amministrazione in Consiglio Comunale.
La loro assenza non dovrebbe sorprendere, visto che già avevano manifestato diversi "mal di pancia" in occasione del convegno sull'agricoltura del 14 dicembre scorsi (noi di Gir Magazine titolammo: UDC E PD INSIEME PER UN CONVEGNO SULL'AGRICOLTURA. PROVE TECNICHE DI APPARENTAMENTO?") organizzato proprio dai due partiti.
Questa storia "dell'amicizia" tra PD e UDC grottagliesi, che va avanti "tra le righe" da diversi anni ormai, sembra davvero, vista la situazione nazionale, esser stata fondata, preventiva e lungimirante.
Ma torniamo alla situazione in vista delle "regionali".
Antonio Scalera quando ormai l'udc grottagliese era allo sbando, ormai rimaneggiata e priva di spirito, trova nel cilindro magico, un ex esponente della politica grottagliese: Cosimo Romano.
A sua volta il nuovo commissario cittadino dell'UDC prima di approdare tra le fila di Casini, cercava un partito o un movimento dell'area di centro destra che potesse ritrovare nella sua persona la possibile candidatura regionale.
Il matrimonio è presto che fatto!
Il nuovo commissario cittadino dell'UDC riuscirà nell'impresa di competere con i 3500 voti di Michele Santoro del 2005? Oppure si attesterà inutilmente sui 400 voti di Franco Caretta e Nicola De Florio, candidato a suo tempo con il partito de "La Margherita"?
L'ultima "prelibatezza politica" dell'incontro di ieri sera è la grande "sensazione" e la grande "aria" di vecchia democristianità presente nella sezione. Sarà stata la presenza di dirigenti e amministratori di ufficiali e opposte fazioni, sarà stata la presenza di ben tre sindaci di Grottaglie, oltre all'attuale Bagnardi anche Annicchiarico e Zinzanella, sarà stata la presenza di un parroco, il buon Don Cosimo, che dopo la sacra benedizione si è trattenuto nella sezione, sarà stata quella filosofia implicita "del volemose bene" (come dicono nella Capitale), tanto cara e tanto suffragata proprio dai democristiani, quelli veri, quelli della prima Repubblica?!
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