Dopo le note annuali sull’economia nazionale del governatore di Banca d’Italia, il Centro Studi ha pubblicato sul sito di Banca d’Italia le relazioni sull’andamento economico delle singole regioni. Quella pugliese ha evidenziato per il 2010 una situazione ristagnante, crescita scarsa, lontana dalla situazione pre-crisi (2007); in particolare, si è manifestato un andamento differente tra i diversi settori.
In primis, si deve considerare come anche la crescita nazionale è risultato al palo ma lo stesso non si può dire di quella mondiale che mostra una crescita media del 5%; a beneficiare di questa crescita sono stati naturalmente i settori a più alta vocazione internazionale. In particolare, i Paesi dove esportiamo maggiormente i nostri prodotti e servizi sono risultati quelli facente parte dell’Unione Europa a cui la regione Puglia vende il 56,4% del totale esportato con una crescita media del 18,4%. A far da padrona si conferma la Germania che rappresenta il 12% del totale degli scambi che realizziamo con l’estero.
Ottima la performance con la Francia in comparti come quello siderurgico, tessile e abbigliamento. Fuori dai confini europei la crescita delle nostre esportazioni è stata del 22,5%, principalmente verso la Svizzera e gli Stati Uniti d’America. Viceversa, risultano insoddisfacenti le esportazioni verso i Paesi più grandi che registrano i maggiori tassi di crescita al mondo, definiti in economia BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). In un contesto socio-politico estremamente difficile come quello che stanno vivendo i nostri partner storici della vicina sponda Sud del Mediterraneo (Egitto, Libia e Tunisia), sarebbe opportuno attuare delle azioni volte ad accrescere lo scambio commerciale verso i paesi BRIC.
Entrando nello specifico dei singoli settori, l’agricoltura ha aumentato il suo valore aggiunto del 4% invertendo il trend rispetto al 2009, valore attribuibile al buon andamento delle produzioni vinicole e olivicole, viceversa la produzione di frumento e pomodori ha registrato una flessione. Per quanto attiene l’industria, gli indicatori evidenziano un miglioramento nei comparti manifatturieri dell’alimentare, del tessile e del mobile. In difficoltà risultano i distretti industriali pugliesi.
Un fenomeno preoccupante che potrebbe minare la crescita futura della nostra regione è rappresentato dalla riduzione degli investimenti in Ricerca & Sviluppo; per gli anni precedenti, tale deficit è stato compensato dalla ricerca effettuato nel settore pubblico e nelle università. Il comparto dell’edilizia ha ristagnato anziché contrarsi grazie alla crescita delle opere pubbliche realizzate.
Tra i servizi si sono registrati trend differenti tra i diversi comparti, il commercio al dettaglio ha registrato una flessione dello 0,2% sebbene sia cresciuto quello canalizzato attraverso la Grande Distribuzione Organizzata mentre si è ridotto quello relativo dai piccoli esercizi commerciali. Per quanto attiene i trasporti, il movimento di merci nei principali porti pugliesi è cresciuto del 16,4% e a far da padrona è risultato quello di Taranto con una crescita del 28,2%. Il trend positivo del nostro porto mercantile è reso possibile da una ripresa dell’attività della siderurgia.
La ripresa dell’Ilva ha permesso di ridurre anche le richieste di Cassa Integrazione Guadagni straordinarie. Il traffico marittimo di passeggeri ha ceduto il passo del 2,5%, in particolare per la riduzione del traffico crocieristico di oltre il 10% nel porto di Bari. Cresce notevolmente l’aeroporto di Brindisi, resa possibile dall’offerta di nuovi collegamenti low cost. Il flusso turismo è cresciuto del 4,2% sebbene ancora rilevante risulta la stagionalità nei mesi estivi da giugno a settembre, che rappresenta il 78% delle presenze turistiche totali rispetto al resto dell’anno. Molto meglio il trend dei flussi turistici provenienti dall’estero rispetto a quelli nazionali.
Infine, drammatica è risultata ancora la situazione del mercato del lavoro, sono stati persi altri 15.000 posti di lavoro in Puglia che portano a 64.000 i posti di lavoro persi dall’inizio della crisi economica nel corso del 2008. Quello che preoccupa maggiormente è la crescita dei giovani che non studiano e che non lavorano, nella nostra regione un giovane su tre tra i 15 e i 34 anni si trova in questa condizione. Aldilà dell’andamento attuale della nostra regione, questi giovani definiti in economia NEET (Not in Education, Employment or Training) affiancati agli scarsi investimenti in Ricerca & Sviluppo dimostrano che non stiamo coltivando il futuro della nostra Terra.
http://www.grottaglieinrete.it/dblog/tb.asp?id=4888
- LA BCC DI SAN MARZANO REGALA IL PANE NELLA GIORNATA DELL'ECONOMIA: GRANDE OPERAZIONE DI MARKETING (25%)
- GIOVEDI' 21: LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO A SOSTEGNO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (25%)
- CAOS NEL PD PER LA CANDIDATURA DI PRESIDENTE DELLA REGIONE: SPUNTA BOCCIA GIA BATTUTO DA VENDOLA. (25%)
- BANCA D'ITALIA ANALIZZA IL CROLLO ECONOMICO DELLA PUGLIA: LA CRISI DELL'ILVA SI FA SENTIRE (25%)
- "CHEF GIR": OGNI DOMENICA, TRA I FORNELLI, APPUNTAMENTO CON LE VOSTRE RICETTE! (25%)
- API: “ANCORA NULLA DI FATTO SULLE CONSULTE CITTADINE, A GROTTAGLIE L’IMMOBILISMO LA FA DA PADRONE” (25%)
- CASINI APRE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE A TARANTO (12%)
- PROPAGANDA ELETTORALE SU GIRWEBTV (12%)
Sei un grottagliese che vive fuori città? Segna sulla MAPPA dove vivi:



Tag:
Articolo
Archivio























Feed RSS 0.91
Feed Atom 1.0