Dodici Regioni (censimento ufficiale di ieri pomeriggio), forse addirittura tredici o quattordici, hanno detto sì a ricevere a rate circa 100mila tonnellate di immondizia campana. Alcune quasi con solidale entusiasmo: l'Emilia-Romagna e la Toscana, per esempio. Altre hanno detto sì ma piantando paletti di cautela: è il caso del Lazio che accetterà solamente "cdr" (combustibile derivato da rifiuti). Altre Regioni hanno detto che non se ne parla nemmeno: succede con Veneto e Lombardia, le regioni che hanno i sistemi più efficienti di smaltimento della spazzatura e i margini più comodi grazie a un dosaggio accorto fra raccolta differenziata (vanto del Veneto) e inceneritori moderni (gloria della Lombardia).
Ma quando si scende su una scala topografica più ridotta, i sì di tante Regioni sono accompagnati dai borbottii dei sindaci e dei politici locali. Perfino dalle minacce di proteste accese. Secondo Palazzo Chigi la solidarietà regionale riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana. Potrebbe aggiungersi per esempio la Liguria. La mappa aggiornata si saprà oggi: ieri per esempio il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, sbottava che mai e poi mai avrebbe accettato l'immondizia campana mentre al contrario Palazzo Chigi elencava la Basilicata tra le Regioni disponibili.
Dove andrà l'immondizia napoletana? Alcune Regioni hanno già deciso. In Emilia si apriranno i cancelli delle discariche di Imola (Bologna) per 3mila tonnellate e Modena per 2mila tonnellate. In Toscana (4mila tonnellate) ecco Rosignano (Livorno), Terranuova (Valdarno aretino) e Piccioli (Pisa). L'Abruzzo mette a disposizione Lanciano per ospitare 15mila tonnellate, come aveva fatto anche nel 2004 senza riuscire finora a farsi pagare i 64 milioni promessi dalla Campania. Altre Regioni, che non hanno impianti di dimensioni impegnative, disperderanno la spazzatura dei napoletani su più località. La mappa dettagliata delle destinazioni, per ora, è riservatissima. Per motivi di ordine pubblico. Per timore che domattina la vicenda di Pianura si possa riproporre – con toni e modi diversi, per fortuna – dovunque si annunci l'arrivo dei camion carichi di immondizia. Il Molise accoglierà 3mila tonnellate e le distribuirà dove possibile; potrebbe esserci un po' di margine nelle discariche di Isernia e di Guglionesi, a patto – afferma il presidente della Regione, Michele Iorio – che non si faccia l'impianto per rifiuti di Colle Alto di Morcone (Benevento), ai confini con il Molise, contestatissimo dalla popolazione di entrambi i lati del confine tra le regioni. Il Piemonte manderà la spazzatura tra il Cuneese (forse a Borgo San Dalmazzo) e nella discarica di Torino. Il Consiglio provinciale di Torino all'unanimità è contrario.
Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, è pronto a dare una mano e a fare impegno di solidarietà ma fa buon viso a cattivo gioco il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, che apre le porte della discarica suo malgrado e solamente per senso di responsabilità: il timore è che l'import di spazzatura spezzi il delicato equilibrio dello smaltimento, timore espresso anche dal sindaco abruzzese di Lanciano, Filippo Paolini. Quello lombardo è un no «politico», conferma da Milano il consigliere regionale leghista Stefano Galli. In via preventiva, i sindaci di Rovereto e della val Lagarina (Trentino) hanno scritto un telegramma allarmatissimo al presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai.
I sindaci abruzzesi dell'area di Lanciano preparano battaglia e a Grottaglie (Taranto) ieri si è radunato un centinaio di contestatori per difendere la discarica dall'invasione napoletana. Durissima la Provincia di Brescia, e da Bolzano l'assessore Michl Laimer afferma che «le nostre discariche e il nostro inceneritore non sono a disposizione». Intanto ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha firmato l'ordinanza con la quale nomina il prefetto Gianni De Gennaro commissario per l'emergenza rifiuti in Campania.
Fonte: il Sole 24 Ore
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