Il colore della pelle raffigurato nell'iconografia di San Ciro a Grottaglie (sopra il video della processione del 31 gennaio 2009) rimarca le origini africane del santo nato ad Alessandria D'Egitto, tra il terzo e il quarto secolo. Come recita ogni sua riproduzione, San Ciro era un medico, un eremita e un martire. Nella città di Alessandria curava gli ammalati: ma non solo "i corpi" e quindi quelli che avevano sintomi e patologie puramente fisici ma anche le anime, riportandole sulla retta via.
Il suo compito di medico pertanto veniva spesso sostituito da quello di "educatore": un ruolo che arrecava profondo fastidio a Diocleziano, il gran capo e prefetto della città di Alessandria. Un altro atteggiamento che innervosì e infastidì il prefetto fù che il medico Ciro curava soprattutto i poveri, in una specie di ambulatorio non autorizzato.
Furono questi i pretesti che lo spinsero, imperativamente, ad emettere un mandato di arresto nei confronti del medico Ciro. Saputa questa tragica decisione, Ciro, scappò dalla città e si ritiro, in vita solitaria, nel deserto. Durante questa Sua vita eremitica, conobbe Giovanni di Edessa, un soldato che abbandono la vita militare perché cristiano. Per sua causa dovette ritornare in Alessandria.
Qui, il 31 gennaio del 303, fu arrestato, martirizzato e seviziato con una lunga serie di terribili supplizi. Durante il Medioevo il suo corpo fu trasportato a Roma e più tardi, a Napoli.
Proprio a Napoli si lega la figura di San Ciro alla città di Grottaglie. Qui, il grottagliese gesuita Francesco De Geronimo, divenuto poi Santo e Compatrono della città di Grottaglie, diviene devoto di San Ciro e lo porta nella sua città natìa: Grottaglie.
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