Oggi, 17 dicembre, si celebra l’ anniversario della nascita di San Francesco de Geronimo; cercare di descrivere tutte le tappe della vita di San Francesco è davvero impossibile. Ci limiteremo quindi a raccontare unicamente gli aspetti che legarono San Francesco a Grottaglie, sua città natale. Francesco nacque il 17 dicembre 1642 da Gentilesca Gravina e da Giovanni Leonardo de Geronimo, esattamente nove mesi dopo il loro matrimonio avvenuto il 19 marzo di quell’ anno.
La madre, originaria di Gravina era una donna energica e di sani principi così come il padre, grottagliese, uomo di grandi risorse umane e finanziarie. Il padre di Francesco possedeva case, vigneti ed una conceria che si trovava fuori Porta Sant’ Antonio, appunto bbasciu alli cunzature. Francesco era un ragazzo normale, un bravo ragazzo. Nonostante fosse il figlio del proprietario della conceria, non si vergognava ad andare in giro per il paese insieme agli altri ragazzi che lavoravano per il padre a raccogliere gli escrementi dei cane, adoperati dai conciatori come reagente chimico per le pelli.
Uno dei suoi primi miracoli Francesco lo compì da ragazzo proprio a Grottaglie. La madre spesso gli dava del pane fatto in casa per distribuirlo ai poveri. Francesco lo distribuiva tanto volentieri che i poveri iniziarono ad accorrere sempre più numerosi. Tant’è che la madre cominciò un pochino a preoccuparsi, le riserve di pane non erano infinite. Francesco la rassicurò dicendole che a loro ci avrebbe pensato il Signore. Quando poi la madre aprì lo stipo per verificare quanto pane fosse rimasto rimase stupita perché era stracolmo. Allora chiese spiegazioni a Francesco il quale sorrise e scappò via. Questi due aneddoti sono già sufficienti a capire come fosse buono d’ animo fin da ragazzo.
Dopo la parentesi giovanile, Francesco visse praticamente tutta la sua vita lontano dal suo paese natale. Nel 1652 entrò in Seminario dai Preti di San Mattia dove rimase fino a 18 anni. Ricevette la Tonsura nel dicembre del 1658. Nell’ ottobre del 1659 entrò in Seminario a Taranto dove nel 1664 ricevette gli ordini minori, il suddiaconato ed il diaconato. Nel 1665 si trasferì a Napoli per frequentare il corso di Teologia e Diritto. Lo stesso anno entrò nel Collegio dei Nobili come prefetto. Il 20 marzo del 1666 venne ordinato Sacerdote a Pozzuoli.
Il 1 luglio del 1670 entrò in Noviziato. Il 2 luglio 1671 si trasferì a Lecce dove rimase per tre anni. Nell’ estate del 1644 ritornò a Napoli per frequentare il IV anno di Teologia. Nel 1675 stette al Gesù Nuovo di Napoli dove nella Pasqua del 1676 eseguì l’ ultimo esame sulla Filosofia e Teologia. Fino all’ 11 maggio del 1716, giorno della sua morte, soggiornò a Napoli. Francesco in tutta la sua vita ritornò a Grottaglie solo in due occasioni. La prima volta nel 1707, dopo circa quarant’anni di assenza. Venne nella Chiesa Madre, di cui era arciprete il fratello Tommaso, con la missione di inculcare nei grottagliesi la devozione a San Ciro, “…da voi voglio che, quale patrono, gli edifichiate una cappella in questa chiesa ed io vi prometto di mandarvi da Napoli una statua da collocarsi in questa cappella”.
E’ bene, anche se pare superfluo, precisare che San Francesco e San Ciro non erano contemporanei, ma fu Francesco de Geronimo a chiedere alla sua città di essere devota a San Ciro come già avveniva per molti altri paesi del napoletano e non solo. Allora i grottagliesi iniziarono subito ad edificare proprio accanto alla Chiesa Matrice il “cappellone” per ospitare la statua di San Ciro. Ma tutto ciò che di giorno veniva edificato, la notte veniva distrutto. A vanificare il lavoro dei grottagliesi era il principe Francesco Cicinelli Caracciolo che abitava proprio nel palazzo situato lì accanto, lu Palazzu ti lu Principe.
A suo dire il “cappellone” rovinava il prospetto del suo palazzo. Pertanto l’ anno successivo, nel 1708, Francesco ritornò a Grottaglie per la sua ultima volta da vivo a porre la prima pietra sul posto dove doveva essere eretto il muro, :“Questa pietra non sarà mossa più!”, disse, ed il “cappellone” fu finalmente terminato. Francesco de Geronimo fu proclamato beato il 2 maggio 1806 da papa Pio VII e santo il 26 maggio 1839 da papa Gregorio XVI, più di un secolo dopo la sua morte ed appena un anno dopo che la Chiesa a lui dedicata fosse completata.
La Chiesa di San Francesco fu volutamente edificata proprio accanto alla sua casa natìa fino ad inglobarla completamente. La costruzione iniziò nel 1832 grazie ai fondi messi a disposizione dal Canonico Teologo Francesco Paritaro e dai grottagliesi. Il corpo di San Francesco però arriverà a Grottaglie nella Sua Chiesa solo il 16 settembre del 1945.
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san francesco, de geronimo, traslaione, statue, festa, celebrazione, commemorazione, san ciro, madonna di mutata, processione
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