No! Non si può restare indifferenti a notizie del genere e quindi, se non insensibili, gridare alla scandalo, ammesso che qualcuno ti ascolti e si rinzeli.
È immondo e sconfortante come possano passare nel silenzio più sconcertante notizie di cui non posso non fare da cassa di risonanza con tutti i modesti mezzi che ho a disposizione.
Un medico chirurgo ortopedico, di grande levatura morale e professionale, grottagliese di nascita e di cuore, sei mesi fa corona il sogno, sempre coltivato, di poter un giorno lasciare il freddo (climatico) del nord e venire qui al sud ( nel freddo dell’ignavia e dell’invidia), a fare ciò che per tanti anni ha fatto con enormi risultati in quel di Sondrio e provincia, il chirurgo ortopedico che centinaia di pazienti non finiscono di benedire per la sua grande professionalità.
Mi sto riferendo al dr. Nicola Annicchiarico, che dopo sei mesi di grandi tribolazioni come primario nel reparto di ortopedia del SS Annunziata ha gettato la spugna ed è ritornato in quel di Chiavenna provincia di Sondrio, a riprendere il suo posto di primario. Titoli a nove colonne lo hanno accolto, prima che lui arrivasse a destinazione, i giornali hanno osannato il suo rientro.
“Torna Annicchiarico, Ospedale felice” scriveva il 23 gennaio il quotidiano di Valchiavenna, giornalisti che l’hanno chiamato al telefono per sincerarsi che la notizia arrivata in redazione fosse vera. L’entusiasmo alle stelle, gente festante che lo ferma per strada per stringerli la mano a dimostrazione della felicità per il suo rientro.
Ancora una volta il nostro sud lascia scappare lontano i suoi figli a causa di chi essendo stanziale e mai confrontatosi col mondo al di fuori dei recinti provinciali o regionali, tende a fare terra bruciata a chi come il dr Annicchiarico era giunto carico di entusiasmo, passione e tanta voglia di fare, tutto questo è stato spento nel giro di pochi mesi con la solita strategia subdola di chi non vuole essere disturbato nel suo dolce far niente. Il dr Annicchiarico forse non era abbastanza in linea con l' inettitudine del sistema che sta lavorando affinché prevalga sempre di più una sanità privata a scapito di quella pubblica.
È suonato beffardo sere fa l’intervento del dott. Colasanto dirigente generale della ASL tarantina, durante un convegno svoltosi a Grottaglie, in cui lo stesso dirigente chiedeva la collaborazione di tutti i medici per una sanità migliore e ai cittadini affinché limitino i viaggi della speranza, e quindi ripongano più fiducia nella Sanità pugliese, vale la pena di sottolineare che a quel convegno era presente anche il dr Annicchiarico che lo stesso dott. Colasanto non si è mai degnato di ricevere in 6 mesi di attività del medico grottagliese in quel di Taranto, come dire: "Alla faccia della collaborazione!"
Ancora una volta noi gente del sud costretti a viaggi della speranza se abbiamo bisogno di medici validi e qualificati di cui abbiamo grande fiducia spesso nostri eccellenti conterranei, che vergogna! La raccapricciante storia del dr Annicchirico si è ripetuta anche a Grottaglie nell’Ospedale San Marco, dove il prof. Molfetta, chirurgo ortopedico di chiara fama, operava presso il nosocomio della Città delle Ceramiche, una situazione durata poco più di un anno, anche questo professionista nativo di Puglia (San Pietro Vernotico), è andato via.
Di fronte a queste notizie sapete come ha reagito l’opinione pubblica? Con la freddezza sentimentale e le spallucce tipiche del tapino meridionale capace di fare solo il Tafazzi ( per
intenderci colui che si prende a bottigliate le parti intime, traendone piacere. Un masochista. sic) della situazione.
Per Annicchiarico più di qualcuno ha avuto l’ardire di definire la faccenda come una mancanza di coraggio del medico grottagliese, che ha gettato la spugna, ovviamente un’idea del tutto sballata e e dettata dalla solita insensibilità ed ignavia, il gesto di Annicchiarico non è affatto mancanza di coraggio, ma si racchiude in una semplice finalità, quello che sia il dr Annicchiarico che il prof Molfetta avevano fatto la scelta di ritornare in terra di Puglia per contribuire ad una rinascita del nostro sud che alla luce dei fatti in oggetto e a quello che si sta facendo della Sanità in Puglia, è una rinascita che mai avverrà perché noi gente del sud vogliamo continuare a vivere da sudditi assoggettati al sistema marcio, utile solo a chi della sanità ne sta facendo un affare del tutto personale.
Ah, dimenticavo!!! Sono ricominciati i viaggi della speranza per Chiavenna e Genova, nella città ligure opera il prof Molfetta. Tutto questo con buona pace di chi ha contrabbandato la salute dei cittadini pugliesi con logiche discutibili del risparmio della spesa sanitaria che stridono con realtà tipo conflitti di interessi grandi quanto un palazzo a 5 piani e nomine dirigenziali dettate dal nauseabondo manuale Cencelli molto caro ai nostri politici quando sono al potere. A la santé!!!
FONTE: LILLI CH. D'AMICIS - TUTTO IL RESTO è NOIA
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