Come prassi periodicamente la redazione di Gir lancia un sondaggio sulle pagine del Magazine. Questa volta parliamo di informazione e vorremmo cercare di capire cosa pensa la gente grottagliese.
Oggi Grottaglie ha in edicola due giornali che si occupano di informazione, dossier e analisi del sociale della città delle ceramiche.
Parliamo di "Via Crispi" e di "Livù". Per scelte editoriali questi giornali sono differenti e diversi da quello che per anni è stato "il giornale" di Grottaglie: Zoom.
Diretto da Lilli D'Amicis, Zoom è stato per un lungo periodo l'unica fonte di informazione cartacea presente nella città. Un formato mediopiccolo, un mini tabloid, a colori, con copertina lucida e patinata: all'epoca erano fonte di assoluta importanza e rilevanza.
Erano infatti questi già piccoli ma interessanti accorgimenti grafici che ne faceano capire l'importanza che questo giornale aveva nel "cuore" dei grottagliesi.
Si perchè Zoom non era un giornale per politici, anarchici, religiosi, di una sponda, dell'altra, di un partito, dell'altro, di un colore, dell'altro. Zoom era il giornale dei grottagliesi. Tutti.
La passione per l'informazione e l'amore per la città di Grottaglie spinsero l'allora direttore ed editore di Zoom, Lilli Ch. D'Amicis, giornalista affermata, ha mettere in gioco tempo, denaro e tranquillità per dirigere questo giornale.
La redazione era nei pressi dell'attuale Piazza San Francesco De Geronimo, ex villetta Crispi. Ricordiamo dei locali stretti e lunghi che confluivano con l'ufficio del direttore.
Lilli ti accoglieva sempre con il sorriso sulla bocca. Vero e sincero. Cosi come quando accolse noi di Grottaglie in rete, tanti anni fa, quando chiedemmo il "costo" di uno spazio pubblicitario su zoom.
E' stata la nave scuola di diversi giovani giornalisti grottagliesi. Diciamo anche di quelli più invoga al momento. Gente che oggi ha perso un pò di umiltà. La stessa umitlà che forse gli ha permesso di apprendere tanto da quel giornale, dal suo editore, dal suo direttore.
Zoom entrava nelle case dei grottagliesi: "si vendeva" come si dice in gergo. Era duttile e trasversale: si adattava alle famiglie e alla classe politica. Perchè parlava e trattava argomentazioni e vicende a 360°.
Quel giorno in cui un brutto omaccione decise di "staccare" dal muro l'insegna di ZOOM, molti cittadini grottagliesi rimasero senza informazione. Senza capire. Senza comprendere che quello, per Lilli, fu un dolore.
Ha "tirato" e stretto "la cinghia" per anni. Ma ormai, per via dei costi, realizzare "quel prodotto" a "quel tempo" era davvero dispendioso.
Poteva stamparlo a bianco e nero, monocolore o ridurre le pagine. Cambiare il formato. Si sarebbero abbassati i costi. Ma non sarebbe stato quel prodotto che Zoom voleva.
Non sarebbe stato quel giornale che entrava nelle case di Grottaglie.
Non sarebbe stato Zoom.
Prima o poi speriamo che quel omaccione ritorni in via Puccini e reinstalli l'insegna di Zoom. Chissà. Mai dire mai nella vita.
Tag:
zoom, lilli d'amicis, livù, livu, livu magazine, livù magazine, via crispi, franz lenti, cassese
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