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1967: Elegante nel classico vestito “fumo di Londra”,comprato per la festa universitaria da me organizzata, all’hotel Garden (Dik Dik e poi i 4 del Sud) con altri amici, camicia bianca e cravatta, al polso un orologio d’oro di marca Enicar automatico,regalo della mia 1° comunione e che ancora oggi conservo perfettamente funzionante, capelli ben pettinati, con riga e sempre a posto, e… senza baffi.

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“Ammiravo” le belle ragazze che t’invitavano al tiro a segno: se centravi il bersaglio scattava la foto (come in questo caso) che ti “immortalava” con la carabina puntata, attorniato dalla folla di curiosi e dalle signorinelle dell’epoca. Io, generalmente,riuscivo a colpire sempre il bersaglio e,tronfio, mostravo la foto ricevuta in premio.A proposito di premi, ecco il baraccone dove si vinceva il solito orrendo bambolotto di pezza oppure una bottiglia di liquore di marca sconosciuta se si riusciva a infilare un chiodo su un bancone di legno con soli tre colpi. Tra le giostre più frequentate ricordo i “seggiolini volanti”, che tutti chiamavano il “calcinculo”. Ci si legava al sedile, la giostra girava sempre più velocemente, il compare dietro ti afferrava, e con mani e piedi ti lanciava il più in alto possibile per tentare di prendere una specie di pennacchio che ti garantiva la vittoria di un giro gratis…Non mancavano mai al Luna Park i pesci rossi, le vaschette per terra o su un bancone. Se si riusciva a lanciare una pallina da ping pong nella vaschetta, si vinceva il pesciolino che vi era contenuto.Poveri pesciolini.

E le macchine da scontro… mitiche, amate e vezzeggiate… Con 100 lire tre gettoni: bastavano,per andare ad “urtare” qualche ragazza che ti interessava maggiormente e per rincorrere i sogni, anche se non li afferravi mai!
Considerazione… spicciola: Sed tempus fugit et effugit… Sorrido, oggi,con un po’ di amarezza e molta nostalgia: L’Italia degli anni 50/60 era un Italia giovane e noi eravamo giovani.
Perché dovevamo mettere fretta al tempo, come si fa oggi?
Si aspettava pazienti anche di raggiungere i 21 anni per poter votare e firmare un documento.Che ingenui!
Noi avevamo tutto il tempo davanti e potevamo goderci la “noia euforica”(ossimoro) di chi, pur non avendo nulla, aveva in abbondanza.
Invece, quell’avverbio, “subito” ha cambiato tutto e ha messo l’ansia a quelli che hanno la fortuna di essere oggi giovani e non lo sanno.E nell’ansia di perdere il futuro, hanno finito per regalare il presente al passato.

L’equilibrio si é rotto ed hanno sostituito la nostra attesa gratificante con la loro impazienza ansiogena.

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