Friedrich Hegel diceva: ”Quando consideriamo la storia come un simile mattatoio, in cui sono state condotte al sacrificio la fortuna dei popoli, la sapienza degli stati e la virtù degli individui, il pensiero giunge di necessità anche a chiedersi in vantaggio di chi, e di quale finalità ultima, siano stati compiuti così enormi sacrifici”.E come non essere d’accordo con l’illustre filosofo tedesco?

Una foto storica, sbiadita dal tempo e rara : Il “duce dell’impero” all’aeroporto grottagliese, col figlio Bruno, sulla destra.

Siamo nella seconda metà del 1940, l’Italia è entrata nella folle tragedia della II guerra mondiale da poco: il nostro aeroporto militare, allora, era uno tra i più importanti e strategici d’Italia e da esso partivano gli aerei per missioni militari sui Balcani e su Malta,

Bruno Mussolini (n. nel 1918), a cui Grottaglie dedicò anche la nuova piazza scoperta, costruita nella meta’ degli anni ‘30 (lo sapevate?), fu un ottimo pilota e fu assegnato al nostro aeroporto all’inizio della II guerra mondiale con il 47º Stormo Bombardamento Terrestre.
Successivamente, fu trasferito a Pisa dove moriva il 7 dicembre 1941 per un incidente durante un atterraggio,su un quadrimotore Piaggio P.108, avendo gia’ raggiunto il grado di capitano.
Mussolini ,dopo la sua morte,scrisse per lui un libro “Parlo con Bruno”: fu sepolto a Predappio, nella cripta di famiglia, dove riposa assieme al padre.

Gli fu assegnata la medaglia d’oro al valore aeronautico con questa motivazione: ” Pilota d’Alta Velocità di eccezionale valore ed ardire, dopo aver concorso con difficili e pericolosi voli sperimentali alla messa a punto del più veloce idrovolante del mondo, conquistava per due volte il record mondiale di velocità assoluta.”.

Ebbe anche 2 medaglie d’argento al Valore Militare, la Cruz por la Unitad Nacional Espanola,la medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale. Fu il più giovane pilota militare italiano, a 17 anni.