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Elegante nel classico vestito “fumo di Londra”, camicia bianca e cravatta, orologio di marca Enicar al polso che ancora conservo,capelli ben pettinati e sempre a posto.

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“Ammiravo” le belle ragazze che t’invitavano al tiro a segno:se centravi il bersaglio scattava la foto(come in questo caso) che ti “immortalava” con la carabina puntata, attorniato dalla folla di curiosi e dalle signorinelle dell’epoca. Io, generalmente,riuscivo a colpire sempre il bersaglio e,tronfio, mostravo la foto ricevuta in premio. A proposito di premi, ecco il baraccone dove si vinceva il solito orrendo bambolotto di pezza oppure una bottiglia di liquore di marca sconosciuta se si riusciva a infilare un chiodo su un bancone di legno con soli tre colpi.

Tra le giostre più frequentate ricordo i “seggiolini volanti”, che tutti chiamavano il “calcinculo”. Ci si legava al sedile, la giostra girava sempre più velocemente, il compare dietro ti afferrava, e con mani e piedi ti lanciava il più in alto possibile per tentare di prendere una specie di pennacchio che ti garantiva la vittoria di un giro gratis… Non mancavano mai al Luna Park i pesci rossi, le vaschette per terra o su un bancone. Se si riusciva a lanciare una pallina da ping pong nella vaschetta, si vinceva il pesciolino che vi era contenuto. Poveri pesciolini.

E le macchine da scontro… mitiche, amate… con 100 lire tre gettoni: bastavano, per andare ad urtare qualche ragazza che ti interessava maggiormente e per rincorrere i sogni, anche se non li afferravi mai!

Sorrido, oggi,con un po’ di amarezza e molta nostalgia.

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