Chi della mia generazione non ha mai giocato con questo oggetto?

Quanto tempo si passava in mezzo alla strada! Inventiva, fantasia, ingegno e non ultima la curiosità: ed eravamo tutti soddisfatti e sereni. Molte volte ci costruivamo da soli gli oggetti, visto che c’era penuria di quelli che oggi chiamiamo “giocattoli” e che pochissimi si potevano permettere di comprare.

Gli stessi vestiti erano quelli degli adulti o dei fratelli, sfruttati e conservati,Il luogo per giocare era la strada o lo spazio libero da costruzioni: oggi li ricordiamo con nostalgia, perché tutto passa e tutto scorre come l’acqua di un fiume (dal greco πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός)!

Ricordo ai miei coetanei ed amici che, ai tempi della scuola elementare Calò, aspettando nel suo cortile, raccoglievamo le ghiande che cadevano dagli alberi: esse venivano tagliate a metà e, infilandovi uno stecchino, era pronta una rudimentale trottolina.
Noi ci accontentavamo di così poco o del nulla.

Una curiosità: a Montedoro in Sicilia esiste un monumento dedicato alla trottola, segno evidente dell’importanza di questo gioco nella tradizione popolare.