La macchina del tempo esiste, semplice e chiara in modo che tutti la possano usare: si chiama fotografia.

Una fotografia … una semplice fotografia a volte ti fa isolare da tutto ciò che ti è vicino ed attorno al tuo corpo, capace di riportarti indietro nel tempo,magari su un carro tra le nuvole, farti rivedere e rivivere quegli avvenimenti che tu non hai dimenticato ma solamente accantonati in una parte della tua mente e del tuo cuore ed ora, improvvisamente, riacquistano nuova vitalità e tutti i particolari riprendono la loro realta’.

Quel piccolo pezzo di carta lucida vince la morte, e preannunciandolo e rivivificandolo, ha la meglio sul passato e le sue tenebre. Così facendo, pero’, cassa l’attualità, collocandola in un tempo senza tempo ed indefinito.In essa,magia immaginifica ed immaginaria, perché siamo tutti viaggiatori e pellegrini che diventano novelli padroni del tempo e lo riproducono e lo reinterpretano secondo la loro indole ed a loro piacere, dal basso e dall’alto attraverso i filtri della mente e del cuore. E d’altronde, come diceva Arthur Schopenhauer, “il mondo non è realtà e rappresentazione”?

Quanti ricordi in questa foto, anche per me: ecco la pluripremiata e pluriconosciuta ditta fotografica De Vincentis in via Battista, di fronte a quelli che furono i magazzini Stella. E come ombre che riemergono dal passato, grigio e nebbioso, mi par di rivedere quel signore compito e distinto, il Cav. Francesco Paolo De Vincentis , dai capelli bianchi, amico di mio padre, e la sua gentile consorte, la sig.ra Mary Primi nata a New York il 22/5/1901, che lo affiancava (dietro la tenda nella foto). Hanno cominciato a scrivere la storia dell’”immagine” a Grottaglie, in tempi difficili e più angusti, ed è continuata attraverso i figli Ciro e Nino, maestri di indiscussa arte dell’immagine ed al figlio di Nino, Francesco, che ringrazio per la disponibilità di questa foto.

Perché la fotografia è anche sogno, fantasia ed illusione e quella occasionale bambina davanti alla vetrina del negozio, con la sua gonnellina pulita di semplicità, anche se il volto non si vede, starà certamente, a bocca aperta, sognando e viaggiando in mondi lontani, tipici della sua età perché la realtà che e’ sfocata, senza sole ed opaca, improvvisamente riacquista il suo “focus” e diventa brillante,luccicante quasi accecante.

E quante volte o da solo o con mia madre, mi sono fermato davanti a quella vetrina ad ammirare le foto esposte e quante volte sono entrato per farmi la foto nelle occasioni particolari, come la Prima Comunione o Carnevale.
Un momento ed il mondo da grigio diventa blu e per qualcuno anche arcobaleno.

Non c’é nulla di oggettivo nella fotografia, figuriamoci nella mente dei bambini.

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