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Alla scoperta del Palazzo Pignatelli a Grottaglie

Quando storia,arte ed architettura si rincorrono tra le stradine della nostra cittadina



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Eccolo,con il suo accattivante balcone barocco: te lo trovi davanti tra un intersecarsi di stradine e nnchiosce!

Poiche’ nulla e’ dovuto al caso, cerco di soddisfare la vostra curiosita’ sull’origine di questo cognome,sperando che detta curiosita’,sempre utile, ci sia. In calce ad una grande tela (che io vidi in una mia visita da ragazzo) raffigurante un guerriero,probabilmente un antenato, posta sul muro all’interno della sala d’attesa dell’edificio in questione, e’ scritto in latino (e traduco): ”Quanti sono i pesci nel mare,quante le stelle nel cielo, tante sono le imprese gloriose dei Pignatelli”. Il fascino della Storia!
Una delle più antiche e potenti famiglie di Napoli è quella dei Pignatelli. Possedette ben 180 feudi, 18 contee, 25 marchesati, 16 ducati e 14 principati; i suoi rappresentanti ricoprirono le più alte cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico, sino ad arrivare al soglio pontificio. Fu ascritta al Patriziato napoletano dei seggi di Capuana e Nido e, dopo la soppressione dei Sedili (1800), fu ascritta al Libro d’Oro Napoletano.

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Sull’origine del nome e dell’arma gli storici hanno dato varie versioni, le più accreditate erano:
1) LANDOLFO,un antenato, partecipò con i suoi 1500 militi, sotto le insegne di re Ruggero I , il Normanno, alla presa di Costantinopoli; conquistato il Palazzo Imperiale, il cavaliere prese, in un solo colpo con la sua lancia, tre pentole d’argento annerite dal fumo infilzandole per i manici;
2) GISULFO, comandate di alcune navi, sempre per il re normanno, ottenne un’importante vittoria contro i Greci/Bizantini, nei pressi di Negroponte, utilizzando delle pentole per lanciare il fuoco contro i nemici.
Di certo il nome ha origini più remote in quanto già nel 1102 si trova negli scritti LUTIO o LUCIO Pignatello, uno dei governatori del ducato di Napoli. 
In dialetto napoletano, la pentola ad un solo manico è chiamata “pignatiello” e, durante gli assedi, ci si difendeva gettando sugli assaltatori liquido bollente, per lo più acqua o olio. La città era protetta da alte e solide mura, mai espugnate con le armi, tanto è vero che lo storico Tito Livio scrisse,.riferendosi a Napoli, “…che lo stesso Annibale, la prima volta che strinse d’assedio la città, si spaventò all’aspetto di quello; ed alla pronta difesa degli assediati, dovette ritirare le armi”.

Un apposito macchinario rudimentale permetteva di far sporgere contemporaneamente tre pignatte, le quali venivano capovolte con degli arpioni, rovesciando sugli assalitori il bollente liquido.
Il personaggio piu’ illustre della famiglia e’ certamente Papa Innocenzo XII, Antonio Pignatelli, pugliese,che visse dl 1615 al 1700. Successore di Alessandro VIII, nacque a Spinazzola da Francesco Pignatelli, 4º marchese di Spinazzola, e da Porzia Carafa, principessa di Minervino Murge.

Una curiosita’/informazione sul palazzo: “si possono eseguire opere di consolidamento e restauro conservativo e i relativi progetti devono essere sottoposti al parere della Sovrintendenza ai monumenti di Puglia”.

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