Molti ignorano il significato della medesima “festa” e moltissimi hanno ormai perso la memoria storica.. E credo che sia proprio così!

Ormai la ricorrenza è diventata qualcosa di astratto, di virtuale, che non tocca la nostra esistenza, dal momento che si sono persi i valori morali ,civili e fondanti di quei fatti.
Eppure quanti giovani,uomini e donne sono morti per contribuire a dare all’Italia quella libertà di cui ora tutti abusiamo oltre che usiamo!

Le nostre radici sono da rintracciare proprio nella Resistenza,con l’Assemblea Costituente che fu in massima parte composta da esponenti di quei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia, della libertà e dell’antifascismo.

La Resistenza fu un qualcosa che unì gente diversa, sia politicamente che socialmente, ed il fine era “un progetto di rigenerazione dai tratti politici marcati”. Ed anche gli esclusi,le comparse, tornarono ad essere protagonisti,. come Giacinto, un personaggio di Calvino: «Per questo facciamo i partigiani: per tornare a fare lo stagnino, e che ci sia il vino e le uova a buon prezzo».

Stéphane Hessel, vecchio partigiano francese, scrisse, riferendosi ai giovani: «Hanno il coraggio di raccontarci che lo Stato non è più in grado di sostenere i costi di queste misure per i cittadini. Ma com’è possibile che oggi manchi il denaro necessario a salvaguardare e garantire nel tempo tali conquiste, quando dalla Liberazione […] la produzione di ricchezza è considerevolmente aumentata? Forse perché il potere dei soldi, tanto combattuto dalla Resistenza, non è mai stato così grande, arrogante, egoista con i suoi stessi servitori, fin nelle più alte sfere dello Stato. Le banche, ormai privatizzate, dimostrano di preoccuparsi anzitutto dei loro dividendi e degli stipendi vertiginosi dei loro dirigenti, non certo dell’interesse generale. Il divario tra i più poveri e i più ricchi non è mai stato così significativo; e mai la corsa al denaro, la competizione, erano state a tal punto incoraggiate. Il motore della Resistenza era l’indignazione. […] ora tocca a voi, indignatevi! I responsabili politici, economici, intellettuali e la società non devono abdicare, né lasciarsi intimidire dalla dittatura dei mercati finanziari che minaccia la pace e la democrazia».

E’ questo il valore della resistenza e del 25 aprile!