Epifania deriva dal greco ἐπιϕάνεια (epiphaneia) e significa “manifestazione e venuta”, ricorda un momento celebre della storia cristiana, la visita dei re Magi a Gesù Bambino, ma al tempo stesso risulta inestricabilmente connesso con l’immagine delle calze appese in attesa dei dolciumi e della Befana, una vecchina in grado di volare sui tetti raggiungendo magicamente ogni bambino.

Anticamente, la dodicesima notte dopo il Natale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta a essere bruciata ma prima di morire, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo. Ecco perché in molte regioni italiane, in questo periodo, si eseguono diversi riti purificatori, come accendere imponenti fuochi, o bruciare fantocci di paglia a forma di vecchia durante la notte tra il 5 e il 6 gennaio.

Un’altra leggenda, invece, è legata alla tradizione dei Tre Re Magi. Essa racconta, infatti, che i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. I Magi, le chiesero insistentemente di seguirli per far visita al piccolo Bambino, ma la donna non li accompagnò. In seguito, la vecchia se ne pentì amaramente e, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.

Così si fermò a ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. E oggi continua a farlo per redimersi.