Perché i “perdoni” della Chiesa della Madonna del Carmine (decor carmeli) sono chiamati nel nostro dialetto “bbubbli bbubbli“?

Forse dovuta al bianco copricapo con i due fori all’altezza degli occhi ed usato nel corso dei secoli dai vari membri delle varie confraternite per ripararsi delle intemperie e dal vento (la “ buffa “ era un cappuccio di alcune confraternite, che copre tutto il viso lasciando scoperti solo gli occhi: non dimentichiamo le “vecchie ed antiche sacre” rappresentazioni medioevali , in Italia ed in Spagna. Ma la “buffa” era anche un copricapo,sempre, medioevale per impedire, a chi riceveva una qualsiasi carità, di individuare il suo benefattore. Quindi?

Un’origine onomatopeica? Ci richiama il “bubbolo” che, come spiegato su un qualsiasi valido vocabolario della lingua italiana é una specie di sonaglietto tondo che ha dentro una pallina di metallo e serve per formare la sonagliera dei muli e dei cavalli, dal momento che voci antiche sostengono che i confratelli utilizzassero il bubbolo durante le questue?

Il Giovedì Santo a Grottaglie vediamo confratelli che indossano il saio con cappuccio bianco, mozzetta gialla , un cingolo, un cappello color marrone ed un bordone. Scriveva Emanuele De Giorgio (1916/1983) su questo periodo dell’anno: “Già un paio di mesi prima della solenne ricorrenza, le massaie più devote seminavano il grano e altre leguminose in vasi di terracotta che custodivano al buio in cantina o sotto il pagliericcio sollevato da terra dai caratteristici «ristiéddi», specie di supporti in ferro battuto con volute terminali. Così l’erba cresceva nei vasi di un color giallino quasi bianco ed erano le stesse massaie che si premuravano di portarla in chiesa per l’addobbo dei «Sepolcri» nei primi giorni della Settimana Santa. Per tale uso l’erba si chiamava per antonomasia ,e nel gergo dialettale , «lu sibburcu», cioè il sepolcro“.

Ultima considerazione: il termine è ripetuto (bubbli bubbli)…perche’?
Semplicemente perché i confratelli procedono …a coppia? Forse.