La classe in foto non e’ la mia ma quella della sig.ra Ada Reggiani, gentile amica di facebook e si riferisce agli anni ’50 del secolo scorso, sempre nella scuola elementare di via Calò in quel di Grottaglie.

Oltre a queste belle e compite femminucce,impeccabili nel loro grembiulino stirato ed i maschietti in piedi, riconosco da sinistra la maestra de Felice, il maestro Elia e la miticissima direttrice Immacolata Urgesi.

Per scrivere si usava il pennino (ricordo e conservo ancora tre tipi) intinto nell’inchiostro: per asciugarlo usavamo la carta assorbente che mettevano tra una pagina e l’altra prima di chiudere il quaderno, che era piccolo e nero con i bordi rossi ed una piccola etichetta bianca su cui scrivere il nome , cognome e la classe. E, nonostante questo, quante macchie nere giornaliere sulle dita! La lavagna era girevole, così quando il maestro finiva di scrivere da una parte, la girava e scriveva dall’altra; per cassare si usava un gomitolo o altre cose o semplice stoffa (il cassino).

Quando pioveva forte, mia madre mi faceva indossare i “gambali” di gomma e il grande impermeabile col cappuccio e via a Scuola. Ricordo, come in un sogno, la distribuzione di bottigliette di olio di fegato di merluzzo, ottimo ricostituente d’epoca per noi alunni che non avevamo certo problemi epidemici di obesità.

I libri erano con meno pagine di quelli di adesso e con meno figure: sussidiario e libro di lettura. La cattedra del maestro era rialzata con una pedana, così egli riusciva a vedere tutti bene, senza spostarsi. Chi si distraeva o non rendeva scolasticamente era un “asino” (povero e nobile animale, quante ne hai sentite ingiustamente, tu che sei intelligente e laborioso, il contrario), andava dietro la lavagna o prendeva una “randellata” sulle dita col righello (faceva male) o in ginocchio sui ceci (che qualcuno sgranocchiava… pura realtà). Grembiulini neri, colletti bianchi ed inamidati, fiocco azzurro, mentre i neri banchi erano a due o tre posti.
Ho dimenticato qualcosa?

E, a proposito: non ci siamo mai creati problemi, ne’ noi, sia da piccoli che da grandi, a dire la preghiera mattutina e nemmeno i nostri genitori. Li creiamo tutti ora,invece, sia con le preghiere, con i presepi, le benedizioni sacerdotali, il precetto pasquale o altro di simile.

Progresso o regresso morale? Fra qualche centinaia di anni, la Storia lo dirà.

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