Esiste, esiste… eccome! Come ero felice e contento, divenuto papà, quando la mattina del 6 gennaio aprivo insieme ai miei figli i pacchetti dei giocattoli che la sera prima avevo messo sotto l’albero o in un angolo della casa e dicevo che li aveva portati la Befana, così come avevano fatto per me i miei genitori.

Dove è andata a cacciarsi ora,questa vecchia signora? Dove è finita questa meravigliosa favola? La vecchia signora aspetta,semplicemente, con ansia che qualcuno la vada a scovare, che abbia tanta voglia di rivederla, che abbia tanta voglia di ritornare bambino.
Lei, la Befana, non si lamenta, non è irosa, ha tanta pazienza, sa aspettare, a differenza nostra.
C’è qualche bambino volontario che vuole sacrificare un po’ del suo tempo libero, del tempo che dedica spesso al computer e alla televisione,o al cellulare, e vada alla ricerca di questa vecchietta a noi della vecchia generazione tanto cara? Perché non cercarla insieme ai vostri figli e ai vostri nipotini? Sarebbe davvero bellissimo andare alla ricerca di un bene perduto, delle cose belle e simpatiche di una volta, della Befana, quando in famiglia c’era tanto concordia e tanto amore, e la sera del 5 gennaio tutti riuniti ci si raccoglieva intorno al braciere o al focolare ad aspettare il lieto evento,giocando a tombola,magari con l’odore delle arance vicine e fantasticando.

Quante volte i bambini guardavano nella cappa del camino o della vecchia cucina a legna! Facciamo che si possano riascoltare quelle voci e quei brividi di sana emozione, quando tutto era lieve,favoloso e magico.Regaliamo ancora qualche sogno,perche’ coi sogni si vive di piu’! E questi ragazzi, e forse,anche noi,di sogni ne hanno sempre di meno:attraverso loro li riapprezzeremo anche noi che non siamo piu’ abituati a fantasticare!

I regali di una volta, quelli per i piu’ fortunati: un fucile con tappo di sughero, delle macchinine di latta, delle bamboline di stoffa, la giostrina con carillon, il cavalluccio a dondolo, i soldatini di piombo, l’astuccio in legno con penne e pennini, i birilli, il monopattino, il teatrino con pupazzi, il piccolo trenino,le pistole etc.Per i meno fortunatio…umile frutta di stagione!

Eppure…

Mia zia Marietta (rip) mi parlava della ricotta nella nottata della Befana:i bambini di quell’epoca,dopo essere andati a letto, eravano svegli per toccare il muro prospiciente il loro lettino perche’, se trovavano della ricotta, significava che erano stati buoni e potevano sperare in un…regalo il giorno dopo. Naturalmente, l’amore di una madre aveva spalmato quella ricotta!