Come eravamo…in tema di vacanze estive!

Erano gli anni ’50 e molti enti, tra cui quelli religiosi, sentirono la necessità di dare sollievo e speranza alle famiglie, offrendo ai bambini l’opportunità di godere degli effetti salutari del clima marino per cercare di irrobustirli (si era piuttosto magri, in quel periodo, e non obesi come oggi).

Non dimentichiamo mai che erano gli anni in cui si “usciva” da una guerra persa e disastrosa per noi!
Noi fanciulli grottagliesi dell’epoca andammo a “farle” a Nasisi, trasportati da un vecchio camion scoperto il cui motore balbettava anche per il caldo e cantando, per tutto il percorso… “Noi vogliam Dio, Vergine Maria, benigna ascolta il nostro dir, noi t’invochiamo, o Madre pia,dei figli tuoi compi il desir”.

Per l’occasione, mia madre mi aveva comprato un bel cappellino, bianco come il latte ed i capelli erano stati considerevolmente tagliati. Ci guidava un gesuita, padre De Luca (lo ricordo “lungo ed ossuto”, con aria severa), munito di una lunga canna ammonitrice e minacciosa.

Resistetti un solo giorno. Quello stesso fu inizio e fine della mia “colonia”: un bel colpo di canna sulla spalla (da parte del gesuita), nel primo pomeriggio assolato, perché non dormivo sdraiato nella pineta di Nasisi, indusse me al ritiro ed io convinsi i miei genitori!