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Il termine indicato viene a rievocare subito la visione del mare, l’odore della salsedine o di erbe con il loro aroma.

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Direi quasi infiniti quelli che vi sono in innumerevoli località della penisola e portano questo nome, il Mediterraneo, che e’ la culla della nostra civiltà.
Oggi conosciamo meglio quello di Grottaglie.

E’ situato nel centro storico, a ridosso del celebre Quartiere delle Ceramiche, nella parte più antica del borgo:è antistante il Castello Episcopio ed esterno ad esso, da cui è separato da un muro perimetrale, da Largo Immacolata e da una zona verde con alberi d’agrumi (antica via di unione con il rione “Camini”). Il giardino risale alla prima metà del secolo XVII (1649) e fu realizzato dall’arcivescovo Tommaso Caracciolo, come si legge sulla lapide latina sul frontespizio dello scalone centrale del Castello “nonché arricchita da un piccolo santuario per la pietà e da un frutteto per diletto”. La sua superficie totale è di circa 2560 mq. Il suolo è pianeggiante al livello dell’entrata e declina poi verso il basso nella zona occidentale. E’ un esempio di ‘hortus conclusus’, ovvero un giardino “nato” come orto, destinato quindi alla coltivazione, essenzialmente di alberi da frutto. Si sviluppa secondo un reticolato di viali ortogonali che lo suddividono in 6 sezioni geometriche. Un cancello realizzato in epoca recente (XX secolo) si apre nel muro perimetrale, in asse con l’entrata principale al Castello, consentendo l’accesso al Giardino e collegandolo a Largo Immacolata. Sono presenti le seguenti specie arboree: gelsi, limoni, palme. Presenti anche alcune varietà di arbusti come vite e rosmarino, edera, fico d’India e diverse specie di erba spontanea
(Tratto da “La Puglia dei Giardini storici”).

Se ci riflettiamo (cosa non usuale, nei nostri tempi… la riflessione), il verde dovrebbe essere protagonista della vita quotidiana e diventare il luogo del relax e della serenità, dell’incontro tra l’intimità familiare e la socialità, il posto ideale per ritrovare quell’equilibrio naturale spesso dimenticato nel caos di ogni giorno.

Oggi, per incontrarci e parlare, c’e’… facebook! Che bello!

 

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