Una sera di tanto tempo fa, per puro caso, sono entrato nello studio di questo artista locale, che, a mio parere, ha avuto dalla “fortuna” molto meno di quanto meritasse ed è più conosciuto fuori Grottaglie: Daniele Galeone.

Da un colloquio cordiale avuto con lui, ho “costruito” queste poche righe.
Il suo vissuto, le cui varie tappe sono documentate nelle sue opere, sono quelle, purtroppo, della sofferenza che, nello stesso tempo, lascia trasparire una encomiabile vitalità, un desiderio ed amore della vita, un piacere per l’esistente medesimo.
D’altronde, da un figlio dell’assolato e profondo sud, non c’era da aspettarsi di meno!

Ed i colori delle sue tele sono proprio quelli della tavolozza della nostra natura meridionale, e volano dai trulli alla ciminiere dell’Italsider, dagli anziani ormai raggrinziti nel volto agli edifici inabitati ed abbandonati. L’importanza dei colori e della luce nella vita è tale, che da sempre l’uomo se n’è occupato, i colori ci circondano ovunque e ci inebriano con la loro forza energetica. Colori caldi e freddi si mescolano nelle sue opere dove i soggetti sono svariati:dai fiori alle nature morte agli oggetti-ricordo dal preciso valore simbolico-affettivo.

L’ispirazione mi è offerta dalla realtà, anche se parto sempre da un’idea”.Sue parole!
Significativa è l’esperienza di Daniele con l’arte della ceramica con la quale si è anche cimentato, e non poteva essere altrimenti dato il contesto in cui vive ed opera: e questo contatto lo ha arricchito, facendolo “approcciare” sì alla materia informe ma per poi arrivare allo spirito, superandola.Il passato si scopre per vivere il presente e predire il futuro e Galeone sembra essere alla ricerca perenne di quelle che sono le nostre radici.

Le sue “Finestre sul Mediterraneo” sono le risultanze di questa ricerca continua da cui traspare un encomiabile amore verso la sua terra!
Amante della natura la veste, la orna, la coccola,la circonda coi suoi colori ed ogni “finestra” è un inno lirico alla gioia di vivere,al ricordo mai triste dei luoghi e delle persone che sono state vicine alla sua persona. Le sue “finestre” avvolgono lo spettatore coinvolgendolo a livello emozionale e creando un’immaginaria compenetrazione dell’opera stessa, che gli permette di interagire attivamente con essa ed intraprendere quasi una sorta di viaggio iniziatico d’immersione alla scoperta dei profondi messaggi subliminali racchiusi e celati.

Alla fine: volontà e impegno di chi vuole mettersi in gioco e in discussione.