Amare il proprio paese significa, innanzitutto, rispettarlo: ma per poter far cio’ bisogna, prima di tutto, conoscerlo! Amo dire che Grottaglie èun paese posseduto da molti ed amato da pochi!

Domenico de(di) Martina…chi era costui?
Questa è la nostra bellissima cattedrale, in meraviglioso “stile romanico”, testimone del tempo, delle passioni ,delle sofferenze umane e della Storia, in piazza regina Margherita!
Sotto il bel rosone, sulla magnifica facciata, a sinistra sopra il meraviglioso portale ed a lato dell’arcangelo Gabriele,c’è una piccola iscrizione su lapide, in meravigliosi caratteri gotici, che così recita:
hoc opus fecit magister
Dominicus de Martina anno D.ni
Incarnationis mill.ccclxxix
Sub p sulatu Jacobip.sul.tar.ni

Traduco per i non “masticatori” del latino:
“Quest’ opera la realizzo’ il maestro Domenico di Martina,nell’anno dell’incarnazione del Signore 1379,sotto l’arcivescovo Giacomo, religioso tarantino.“
Questa iscrizione che ognuno può vedere (basta rivolgere gli occhi verso di lei in alto), ci permette di conoscere l’autore della fabbrica, colui che la commissionò e la data della fine dei lavori.

La data e’ il 1379, l’autore/artefice si chiamava Domenico e proveniva da Martina Franca (“de Martina” è il complemento latino che indica la provenienza e/o moto da luogo e che nella lingua dei nostri antenati si traduceva col de e l’ablativo) mentre il suo committente era l’arcivescovo Giacomo d’Atri. Un personaggio famoso questo religioso nella Grottaglie del tempo: sembra che sia stato ucciso da un nostro paesano, tale Biagio Annicchiarico, perche’ avebbre sorpreso il prelato a “giacere” e “godere delle gioie” del talamo con sua bella e procace moglie.
Di questo costruttore, Domenico, non sappiamo altro se non il suo nome.

Nelle due foto: la facciata e l’iscrizione sulla lapide.