“Epifania” è un termine greco (ἐπιϕάνεια) che significa “manifestazione ,apparizione della divinità” e con essa noi celebriamo la visita di omaggio e l’offerta dei doni dei tre re Magi a Colui che è riconosciuto come “re dei Giudei” (βασιλεὺς τῶν Ἰουδαίων): oro (ricorda la regalità), incenso (ricorda la divinità) e mirra (sostanza che serviva per imbalsamare i cadaveri e, quindi, ricorda la Sua umanità e futura sofferenza che redimerà il genere umano).

L’origine di questa festa si perde nella notte dei tempi: forse al II secolo d.C. All’inizio celebrava il battesimo di Gesù, secondo i dettami degli gnostici basiliani. Infatti, essi credevano che l’incarnazione di Gesù fosse avvenuta col battesimo.
Cosa dire di questa festa, quando in famiglia c’era tanta concordia e tanto amore, e la sera del 5 gennaio tutti riuniti ci raccoglievamo intorno al braciere o al focolare ad aspettare il lieto evento,giocando a tombola,magari con l’odore delle arance vicine e fantasticando sulla vecchietta che ci doveva portare doni, magari piccoli, magari poveri ma, sempre ben accetti per giocare e sognare? E la ricotta sulle pareti, qualcuno/a la ricorda? Se dico che bastava mettere in una calza sdrucita delle arance per far felice qualcuno/a, è sì nostalgia, lo ammetto ma è anche saper apprezzare ciò che si ha.

Regaliamo ancora qualche sogno ai nostri figlie e nipoti, perché coi sogni si vive di più! E questi bambini,di sogni ne hanno sempre di meno: attraverso loro li riapprezzeremo anche noi!
In merito alla festività, a me è piaciuta, tra le tantissime da scegliere, questa poesia di Guido Gozzano, meraviglioso poeta del crepuscolarismo italiano:

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati
a metter la calzetta
che invita la vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.
Ognun chiudendo gli ochi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino
alla grande vetrata
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.
Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.
Che visione incantata,
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi
agli Angeli festanti
ne’ lor candidi ammanti.

Guardate bene la foto (trovata in rete), quante cose ci dice: la lingua che la bambina si passa sulle labbra ,quasi a gustarsi il regalo e gli occhioni spalancati per l’immaginazione…